Il Conto Economico Spiegato in Maniera Facile

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Scritto da Daniela

Dopo la Laurea in Economia e Commercio, le mie esperienze mi hanno portato dall’essere responsabile amministrativa di alcune società, a socia e parte attiva dell’azienda di famiglia. Quale sarà il mio prossimo passo? Migliorarmi e continuare ad accrescere le mie competenze, aiutando chiunque decida di mettersi in gioco e voglia puntare sulla propria crescita economica e personale.

“Le operazioni a scopo di lucro dovrebbero essere basate non sull’ottimismo ma sull’aritmetica.”

Benjamin Graham

In quest’articolo ti parlerò del conto economico. Cercherò di farlo in maniera tale che tu possa comprenderlo anche se non sei è abituato ad utilizzare la terminologia contabile, insomma se sei un principiante.

Il mio obiettivo sarà soprattutto quello di sensibilizzarti su quanto l’utilizzo di questo strumento sia importante per lo sviluppo del tuo business oppure nel caso volessi lanciarti alla ricerca di investimenti.

Si tratta di uno strumento che non deve spaventarti, anzi devi considerarlo come se fosse la mappa da consultare per raggiungere il tuo tanto agognato tesoro!

Perché il conto economico è così importante?

Principalmente per tre motivi:

  1. In primo luogo ti aiuta a mantenere il polso della situazione sullo stato di salute del tuo business;

    Saper che cos’è un conto economico e saperlo leggere risulta molto utile!

    Inoltre anche se un’azienda possiede un proprio business, dei prodotti, un mercato di riferimento, una rete vendita, elementi per cui vale la pena effettuare delle analisi, tuttavia alla fine ciò che è veramente essenziale è sapere se l’azienda guadagna ed è in grado di produrre valore.

    Ogni anno il tuo business guadagna denaro o perde denaro?

  2. Inoltre è basilare, se hai intenzione di ottenere stanziamenti da parte di finanziatori o istituti di credito, sapere come si compone il tuo prospetto di conto economico e capire così cosa può influenzare negativamente la decisione di questi soggetti.

  3. E’ fondamentale se desideri effettuare degli investimenti.

    “Potresti dirmi, con tutto quello che devo fare, perché dovrebbe interessarmi saper leggere il conto economico di una società???”

    La risposta è semplice.

    Se sei interessato al mondo degli investimenti non è possibile non conoscere il conto economico e la sua composizione.

    La contabilità può essere considerata come il linguaggio degli investimenti. Infatti se non conosci il linguaggio contabile, potrai comunque decidere di investire in un determinato business o in una determinata impresa, ma rischierai di procedere a tentoni.

    Insomma se si vuole investire è necessario saper leggere i bilanci ed il conto economico!

Cos’è il conto economico

Foto di Sophie Janotta da Pixabay

Il conto economico è uno dei documenti che compongono il bilancio di esercizio di una società e che si compone così:

  • conto economico;
  • stato patrimoniale;
  • nota integrativa;
  • rendiconto finanziario.

La denominazione “conto economico” è stata utilizzata per la prima volta con il recepimento della IV direttiva comunitaria in materia societaria ed ha sostituito quella di “conto dei profitti e delle perdite”.

Proprio come si può facilmente dedurre dal nome stesso, il conto economico è un documento che riassume tutto ciò che è successo, dal punto di vista economico (costi e ricavi) durante l’anno all’interno dell’impresa.

All’interno di questo documento troviamo la rappresentazione dei fatti economici, relativi ai ricavi che l’impresa ha realizzato, ai costi sostenuti e alle imposte che l’impresa ha pagato.

Insomma si tratta di un documento di riepilogo dei seguenti fatti economici:

Elementi che compongono il conto economico
RICAVI (+)
COSTI (-)
IMPOSTE (generalmente con il segno -)
UTILE/PERDITA
Di cosa si compone il conto economico

Scendiamo nel dettaglio ed andiamo ad analizzare i singoli elementi che compongono il conto economico.

Schema Conto Economico

Il formato del conto economico è stato definito dalla IV direttiva CEE e si tratta di uno standard che ci fornisce una lista degli elementi che le imprese devono inserire per riportare i fatti economici avvenuti durante l’anno.

Lo schema di conto economico, così come previsto dal codice civile (art.2423 e art.2425 c.c.), è redatto in forma scalare: ovvero gli importi vengono incolonnati e si procede alla sottrazione o alla somma delle varie poste fino al raggiungimento del risultato di esercizio.

Una particolarità di questo prospetto di conto economico a costi e ricavi della produzione effettuata, è la suddivisione della gestione nelle sub aree della gestione ordinaria, finanziaria e straordinaria.

In questo modo è possibile evidenziare alcuni risultati parziali, come il reddito operativo, dato dalla differenza fra valore della produzione e costi della produzione, che altro non è che il risultato della gestione ordinaria dell’impresa; il risultato della gestione finanziaria, il risultato prima delle imposte ed infine l’utile o perdita di esercizio.

Bene, prima di passare ad un esempio numerico di conto economico riclassificato in base alla IV direttiva CEE, vorrei sottolineare il fatto che il nostro punto di partenza è sempre e comunque rappresentato dal bilancio a sezioni contrapposte in cui giornalmente vengono rilevate tutte le operazioni contabili.

Il bilancio a sezioni contrapposte trova la sua naturale origine dalla tenuta della contabilità in “partita doppia”, ovvero secondo la logica del “dare e avere”: in “dare” (nella sezione di sinistra) del conto economico vengono rilevati tutti i costi, mentre in “avere” (nella sezione di destra) sono registrate tutte le voci di ricavo. Dalla differenza fra i due possiamo ricavare l’utile di esercizio.

Vediamo un esempio.

CONTO ECONOMICO A SEZIONI CONTRAPPOSTE

 

COSTI

RICAVI

Rimanenze iniziali di materie prime

€ 29.577,07

Rimanenze finali di materie prime

€ 33.363,98

Rimanenze iniziali di semilavorati

€ 54.586,46

Rimanenze finali di semilavorati

€ 57.843,59

Rimanenze iniziali di prodotti finiti

€ 33.163,58

Rimanenze finali di prodotti finiti

€ 54.518,15

Rimanenze iniziali materiale di consumo

€ 9.941,97

Rimanenze finali materiale di consumo

€ 14.108,49

Rimanenze iniziali di prodotti in lavorazione

€ 27.724,00

Rimanenze finali di prodotti in lavorazione

€ 10.500,50

Rimanenze iniziali di imballaggi

€ 182,08

Rimanenze finali di imballaggi

€ 1.019,25

Rimanenze iniziali di prodotti

€ 3.769,02

Vendita prodotti finiti

€2.411.376,74

Acquisto materie prime

€ 780.381,79

Prestazioni di servizi

€1.653.338,84

Acquisto semilavorati

€ 88.123,12

Vendita Rottami

€ 132.043,40

Acquisto prodotti finiti

€ 106.184,35

Proventi finanziari

€ 3.089,47

Acquisto materiale di consumo

€ 327.462,70

Proventi diversi

€ 46.571,70

Trasporto su acquisti

€ 9.978,29

Imposte e tasse dell'esercizio

€ 5.407,00

Rettifica c/lavorazione

€ 8.868,60

Costi diretti di produzione

€ 309.430,26

Prestazioni di terzi

€ 120.065,59

Consulenze

€ 20.242,02

Costi Automezzi

€ 17.268,24

Costi di gestione automezzi

€ 36.200,84

Leasing

€ 148.915,88

Retribuzioni ed oneri personale dipendente

€ 971.125,67

Costi vari personale dipendente

€ 94.253,45

Costi commerciali

€ 142.607,32

Spese varie ufficio

€ 5.093,64

Costi per amministrazione

€ 375.776,73

Spese generali

€ 72.031,85

Ammortamento beni materiali

€ 381.445,30

Ammortamento beni immateriali

€ 28.558,25

Accantonamenti dell'esercizio

€ 5.348,26

Oneri finanziari

€ 42.217,88

Oneri diversi di gestione

€ 5.224,12

Imposte e tasse dell'esercizio

€ 41.542,64

Totale Costi

€4.314.447,36

Totale Ricavi

€4.423.181,11

Differenza di esercizio (UTILE)

€ 108.733,75

Successivamente si vanno a riclassificare le diverse voci di costo e ricavo in base a quanto richiesto dallo schema di conto economico civilistico e si ottiene quanto segue.

CONTO ECONOMICO31/12/201931/12/2018
A) Valore della produzione

 1) ricavi delle vendite e delle prestazioni

€ 4.197.811

€ 4.300.567

 2, 3) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti e dei lavori in corso su ordinazione

€ 3.619

€ (1.321)

  2) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti

€ 3.619

€ (1.321)

 5) altri ricavi e proventi
  contributi in conto esercizio

€ 15.238

€ 1.000

  altri

€ 8.418

€ 40.202

 Totale altri ricavi e proventi

€ 41.202

€ 41.202

Totale valore della produzione (A)

€ 4.225.086

€ 4.340.448

B) Costi della produzione
 6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

€ 1.395.203

€ 1.601.327

 7) per servizi

€ 1.125.288

€ 1.112.519

 8) per godimento di beni di terzi

€ 149.600

€ 148.481

 9) per il personale
  a) salari e stipendi

€ 720.227

€ 675.782

  b) oneri sociali

€ 182.935

€ 173.157

  c, d, e) trattamento di fine rapporto, trattamento di quiescenza, altri costi del personale

€ 67.964

€ 63.860

   c) trattamento di fine rapporto

€ 60.417

€ 56.987

   e) altri costi

€ 7.547

€ 6.873

 Totale costi per il personale

€ 971.126

€ 912.799

 10) ammortamenti e svalutazioni
  a), b), c) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali e materiali, altre svalutazioni delle immobilizzazioni

€ 410.003

€ 348.341

   a) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali

€ 28.558

€ 24.439

   b) ammortamento delle immobilizzazioni materiali

€ 381.445

€ 323.902

  d) svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide

€ 5.348

€ 6.222

 Totale ammortamenti e svalutazioni

€ 415.351

€ 354.563

 11) variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

€ (8.791)

€ (8.460)

 14) oneri diversi di gestione

€ 58.344

€ 69.849

Totale costi della produzione (B)

€ 4.106.121

€ 4.191.078

Differenza tra valore e costi della produzione (A - B)

€ 118.965

€ 149.370

C) Proventi e oneri finanziari
 16) altri proventi finanziari
  d) proventi diversi dai precedenti
   altri

€ 3.089

€ 5.100

  Totale proventi diversi dai precedenti

€ 3.089

€ 5.100

 Totale altri proventi finanziari

€ 3.089

€ 5.100

 17) interessi e altri oneri finanziari
  altri

€ (5.128)

€ 4.149

 Totale interessi e altri oneri finanziari

€ (5.128)

€ 4.149

Totale proventi e oneri finanziari (15 + 16 - 17 + - 17-bis)

€ 8.217

€ 951

Risultato prima delle imposte (A - B + - C + - D)

€ 127.182

€ 150.321

 20) Imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate
  imposte correnti

€ 23.855

€ 38.659

  imposte differite e anticipate

€ (5.407)

€ (4.094)

 Totale delle imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate

€ 18.448

€ 34.565

21) Utile (perdita) dell'esercizio

€ 108.734

€ 115.756

Il valore della produzione (A)

Foto di Janno Nivergall da Pixabay

Il primo punto da cui si parte è il VALORE DELLA PRODUZIONE, ovvero tutto ciò che l’azienda ha fatto e che ha creato un valore attraverso un processo produttivo: l’azienda ha prodotto dei beni o dei servizi che ha venduto ed ha generato ricchezza, valore.

All’interno del valore della produzione troviamo:

  • ricavi delle vendite e delle prestazioni: l’azienda ha prodotto dei beni o servizi oppure ha eseguito delle lavorazioni per conto di terzi, che ha poi venduto ottenendo così dei ricavi, che hanno un valore economico;

  • possono essere presenti anche dei beni prodotti, ma non ancora venduti ed anche questi vengono inseriti qui.

    Nota bene, occorre indicare solo la variazione di questi beni o dei semilavorati prodotti e non ancora venduti.

    Se la variazione rispetto all’anno precedente è aumentata, significa che è stato creato più valore, nel corso dell’anno; al contrario, se è diminuita, significa che la produzione è stata inferiore e che si è proceduto a vendere prodotti che erano già a magazzino, che non sono stati prodotti quest’anno.

  • Incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni: un’azienda potrebbe decidere di fare lavori in economia, ovvero potrebbe decidere di utilizzare la propria forza lavoro per fare una miglioria di un impianto o una ristrutturazione di un immobile. In questo caso avrà comunque creato valore con l’utilizzo delle risorse a disposizione, per effetto di lavorazioni fatte internamente.

  • Poi ci possono essere altri ricavi e proventi: si tratta di una voce residuale in cui andare ad inserire i ricavi nell’ambito del valore della produzione che non hanno trovato una specifica allocazione. Tutto ciò che è accessorio alle vendite ad esempio… rimborsi spese, penalità addebitate al cliente…

Il costo della produzione (B)

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Dopo il valore della produzione, passiamo ad analizzare la voce che riepiloga i costi della produzione e che si suddivide in:

  • costi per le materie prime: si tratta di tutti quei costi sostenuti per l’acquisto delle materie prime utilizzate durante il processo produttivo;
  • quelli per i servizi: di tratta di tutti i costi sostenuti per ottenere la fornitura di energia elettrica, del gas dell’acqua; oppure, ad esempio, per i servizi da parte di professionisti esterni che l’azienda ha deciso di utilizzare;
  • i costi per il godimento di beni di terzi: costi per un affitto. Ho goduto di un bene che non è mio, un immobile in affitto ad esempio, e scrivo lì quanto ho speso;
  • il costo del personale: ovvero quanto mi costa la forza lavoro;
  • Gli ammortamenti e le svalutazioni: nel corso dell’anno ho utilizzato dei beni che ho acquistato anni fa; dal momento che sono queste risorse che contribuiscono a creare i miei ricavi, una quota del loro valore deve essere imputata a bilancio, proprio attraverso gli ammortamenti. Oppure, se il bene è deperito, devo svalutarne il valore (svalutazioni).
  • Variazione delle rimanenze di materie prime: si tratta di una voce simile a quella vista in precedenza. Devo capire se nell’anno ho utilizzato delle materie prime dell’anno precedente, oppure, se, pur avendo acquistato molte materie prime, non le ho utilizzate tutte, e le ho stoccate in magazzino. Si tratta di una voce di rettifica del magazzino rappresentato però dalle sole materie prime.

    Ad esempio, se ho acquistato 100 euro di materie prime, ma ne ho utilizzate solo 80 e 20 le ho stoccate, devo rettificare la voce di costo delle materie prime. Infatti il costo che ho realmente sostenuto per produrre i miei beni non è 100 ma 80 (100 – 20 = 80).
  • Poi se un’azienda ritiene di dover fronteggiare dei rischi, può accantonare una parte del valore che ha generato, per proteggersi da futuri rischi.
  • Altri accantonamenti: potrebbero esserci anche altri accantonamenti. La logica è sempre la stessa: “fieno in cascina per quando ci saranno problemi…”
  • Infine possono esserci oneri diversi di gestione: questa voce ha una natura residuale, in quanto è destinata ad accogliere tutte le componenti negative di reddito che non sono ricomprese in precedenti voci di bilancio. Ad esempio i rimborsi spese per l’amministratore….

Una volta che avrai imputato tutti i costi ed i ricavi in base a quanto previsto dallo schema di conto economico aziendale, otterrai un’informazione molto utile.

Infatti:

Valore della produzione –

Costi della produzione =

Reddito operativo

Il reddito operativo ti permette di capire se quell’anno l’impresa è stata gestita in maniera efficiente, in maniera tale che i costi della produzione siano inferiori ai ricavi.

O viceversa.

A questo punto se il risultato operativo sarà positivo gli amministratori della società saranno contenti, diversamente se i costi supereranno i ricavi, gli amministratori non saranno per nulla soddisfatti…

La gestione finanziaria, straordinaria e le imposte

Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Dal risultato operativo possiamo arrivare al risultato complessivo della nostra gestione. Per fare questo dobbiamo sottrarre o aggiungere al risultato operativo le seguenti poste:

+ / – (C) ONERI E PROVENTI FINANZIARI : Si tratta di tutti quei costi legati alla gestione dei rapporti con gli istituti di credito. Gli oneri finanziari sono interessi passivi e le spese connessi ai finanziamenti ricevuti dall’azienda. Nel caso in cui i proventi finanziari siano maggiori dei costi, avrai un importo che si aggiunge al reddito operativo.

+ / – (D) RETTIFICHE DI VALORI: ovvero dovrò correggere il mio risultato operativo attraverso l’imputazione di rettifiche di valore che generate da rivalutazioni o svalutazioni di beni. Se necessario rettifico il valore dei miei beni. Posso rivalutarli o svalutarli e questo può aggiungere o togliere valore … Le rivalutazioni possono riguardare partecipazioni e immobilizzazioni finanziarie, ovvero titoli, partecipazioni in società acquisite a scopo di investimento.

+ / – (E) ONERI E PROVENTI STRAORDINARI: Si tratta di tutti quei proventi ed oneri che che non derivano dall’attività ordinaria dell’azienda. Ad esempio plusvalenze o minusvalenze derivanti dalla cessione di immobili. Se vendessi un bene che era stato iscritto a bilancio a € 100 e lo rivendessi a € 120, avrei una plusvalenza di € 20. In caso avessi un bene iscritto a bilancio a € 100 e lo rivendessi a € 70, avrei una minusvalenza di € 30.

A seguito dell’aggiunta o della sottrazione di tutti questi valori, otterremo il RISULTATO ANTE IMPOSTE (L’UTILE PRIMA DI PAGARE LE TASSE).

Si calcoleranno poi le imposte per giungere al risultato di esercizio che potrà essere un UTILE o una PERDITA.

In caso di perdita i soci dovranno intervenire per prendere gli opportuni provvedimenti.

Ti ricordo che il conto economico è un documento che raccoglie i fatti economici che sono avvenuti durante l’esercizio all’interno dell’azienda e che sono scomposti in voci di RICAVO, COSTI E IMPOSTE.

L’obiettivo è mettere in risalto il risultato economico della gestione. Ti ricordo che i risultati più interessati su cui porre attenzione sono due:

  1. il risultato operativo, ovvero se la società dal punto di vista della propria attività caratteristica ha generato più ricavi che costi;
  2. L’altro è il risultato finale: non è sufficiente che la gestione principale dell’azienda sia in utile. Infatti è necessario che una volta pagati gli interessi passivi (a fronte dell’assunzione di finanziamenti), che si manifestano minusvalenze o plusvalenze e dopo aver pagato le tasse, anche il risultato finale sia positivo.

Attraverso il conto economico riusciamo a capire come è andata l’azienda nel corso dell’anno per tutto ciò che concerne la gestione dei COSTI e dei RICAVI.

Si tratta quindi di scoprire se la tua gestione ha contribuito a generare ricchezza oppure a distruggerla.

In seguito i soci dovranno decidere se reinvestire gli utili generati all’interno dell’azienda (fatto piuttosto gradito anche dagli istituti di credito) oppure se procedere con la sua distribuzione…

Conto economico riclassificato

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Fino a questo momento ti ho parlato del conto economico civilistico e di come a partire dal bilancio a sezioni contrapposte tu possa giungere al prospetto di conto economico civilistico, regolato dal codice civile in base alla IV direttiva CEE.

Tuttavia nonostante si tratti di un conto economico scalare in grado di fornire spunti sicuramente più utili di quello a sezioni contrapposte, presenta alcuni limiti operativi. Infatti per poter procedere con analisi di bilancio approfondite, è necessario utilizzare altre metodologie di riclassificazione.

Il conto economico a valore aggiunto

Una delle tipologie di conto economico scalare più diffuse è rappresentata da quella che ti porta a costruire il conto economico a valore aggiunto. Attraverso questo tipo di riclassificazione potrai dilettarti nel calcolo degli indici di bilancio.

A proposito, se sei interessato ad approfondire alcuni aspetti dell’analisi di bilancio, ti consiglio di leggere il mio articolo sugli indici di redditività. Troverai lo stesso bilancio che ti ho proposto come esempio in quest’articolo, ma riclassificato a valore aggiunto. Potrai così approfondire gli aspetti riguardanti la redditività di un’azienda! Che ne dici?

Potrai renderti conto di come questo tipo di bilancio, anch’esso in forma scalare, faciliti i confronti fra le diverse annualità, consenta il calcolo di interessanti risultati intermedi, come il margine operativo lordo, l’EBITDA o il reddito operativo.

Da ultimo, nel caso fossi incuriosito dall’EBITDA, ti consiglio di approfondire questo interessante indicatore della redditività aziendale attraverso la lettura dell’articolo ad esso dedicato, “Cosa significa EBITDA? Impara ad utilizzarlo e scoprine i limiti“.

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