Perché Bitcoin ha valore? Previsioni per il 2021 ed oltre…

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Scritto da Christiano

Agente di commercio, responsabile di area, responsabile di filiale ed infine, dal 2006 ad oggi, direttore della divisione noleggio della più importante società italiana di prefabbricazione metallica leggera. Appassionato di investimenti e sempre alla ricerca di modi per creare ricchezza, dal 2014 il mio obiettivo è diventato quello di raggiungere la libertà finanziaria, magari aiutando anche te…

Comprendere Bitcoin è uno sforzo mentale di non poco conto…Tuttavia in quest’articolo cercherò di fornirti informazioni utili per capirne il funzionamento, dandoti gli strumenti per poterne prevedere il valore nel futuro.

Non mi interessano i tecnicismi informatici, a me interessa solamente la parte economica legata a questa criptovaluta. Mi interessa valutare se e come questa nuova moneta digitale possa aiutarmi a preservare o moltiplicare la mia ricchezza.

In questo articolo ti fornirò le mie personali previsioni sul Bitcoin e ti parlerò di come potrebbe evolvere la sua quotazione in futuro. Ti spiegherò che cos’è il Bitcoin mining, ma non ti spiegherò come minare Bitcoin. Insomma, ti illustrerò in maniera semplice il suo funzionamento, in modo che così tu possa trarre le tue conclusioni.

Come sempre premetto che racconto esclusivamente la mia verità, fondata sulle mie personali opinioni, la lettura di libri o risorse online. Se avete bisogno di consigli specifici rivolgetevi al professionista del caso. Essendo una persona semplice non userò paroloni o concetti complicati.

Quanto vale un Bitcoin?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

E’ molto difficile rispondere a questa domanda perché, come scoprirai leggendo questo approfondito articolo, le forze che determineranno il suo successo o il suo fallimento sono molteplici ed è francamente impossibile stabilire oggi l’esito dello scontro di interessi a cui stiamo già assistendo.

Ognuno di noi ha la sua particolare opinione su questa criptovaluta.

Da una parte i detrattori, che sostengono che Bitcoin è come la famosa bolla dei tulipani avvenuta in Olanda nella prima metà del XXVII secolo. Durante questa bolla speculativa molte persone si arricchirono e molte andarono in rovina: alcuni rari bulbi finirono per costare ben di più di un’abitazione per poi tornare al loro reale valore qualche tempo dopo.

Dall’altra parte i credenti, che pensano che Bitcoin sarà come “l’automobile che pensionò il cavallo” e che il mondo ha bisogno di togliersi dal giogo del potere centralizzato. Grazie a questa criptovaluta tutti comprenderanno finalmente che le valute fiat non hanno alcun valore e che, presto o tardi, imploderanno come è sempre stato: non è mai esistita una valuta fiat che non abbia perso quasi completamente il suo valore. Al contrario l’oro è stato in grado di mantenere inalterato il suo potere d’acquisto per più di 2.000 anni, come ho dimostrato in questo articolo.

Chi ha ragione? Cerchiamo di capirlo assieme.

Perché comprendere il valore di Bitcoin è importante

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

“Non investire in qualcosa che non comprendi.”

Warren Buffett

Se non sarai in grado di comprendere cosa influenza il prezzo di Bitcoin come potrai decidere se acquistarlo o meno? Come potrai accorgerti se ti trovi di fronte ad una bolla speculativa oppure no? E’ necessario che tu comprenda perché Bitcoin ha valore e questo articolo ti aiuterà a capire.

Il fenomeno Bitcoin è completamente nuovo, rivoluzionario, non avevamo mai assistito a qualcosa del genere. Questa criptovaluta sembra costruita in laboratorio per avere gli stessi vantaggi dell’oro eliminandone i difetti.

L’ecosistema nel quale si trova a crescere e svilupparsi è praticamente perfetto.

Sono più di 10 anni che le Banche Centrali stanno iniettando liquidità a ritmo forsennato. La sola BCE ha iniettato centinaia di miliardi di euro ogni anno nell’economia. Ti sembra normale tutto ciò? Questi miliardi di carta, creati semplicemente spingendo un bottone su una tastiera, valgono davvero qualcosa?

Cosa succederebbe se crollasse l’economia che viene sostenuta artificiosamente da tutti questi soldi messi a disposizione del sistema finanziario? Cosa succederebbe se crollasse l’Euro? Cosa succederebbe se l’Italia andasse in default?

L’oro viene acquistato per difendersi da tutto questo e ritengo che anche Bitcoin dovrebbe essere valutato non per speculare sul suo prezzo, bensì per cercare di diversificare e preservare il tuo potere d’acquisto.

Concetti di base

Foto di Pete Linforth da Pixabay

Il problema principale legato alla valuta convenzionale è tutta la fiducia necessaria per farla funzionare. Ci si deve fidare della banca centrale che non svaluti la moneta, ma la storia è piena di valute fiat la cui fiducia è stata violata. Bisogna avere fiducia delle banche che custodiscono il nostro denaro e lo trasferiscano elettronicamente, ma lo prestano in ondate di bolle di credito trattenendone solamente una frazione a riserva.

Satoshi Nakamoto

Prima di cercare di capire cosa sono i Bitcoin dovresti cercare di capire cosa è il denaro che utilizzi tutti i giorni per comprare beni o servizi.

Per fare questo ti suggerisco di leggere l’articolo che ho scritto inerente l’inflazione, che distrugge il nostro potere d’acquisto, così come anche il post relativo a BullionVault, dove potrai capire perché qualcosa deve essere fatto per proteggerti dall’inevitabile svalutazione dei nostri euro.

Se hai letto i due articoli che ti ho consigliato adesso saprai che cos’è lo “stock-to-flow“, che potremmo tradurre in “rapporto flusso/stock“. Se sei pigro non disperare, lo stock to flow è il rapporto tra la quantità di moneta esistente nel sistema economico (lo stock) e la quantità di nuova valuta che viene creata ed immessa nel sistema (il flow). 🤗

Più basso sarà il flow rispetto allo stock e più solida sarà la moneta che abbiamo in tasca.

Perché più solida?

Quando una nuova quantità di moneta viene creata, tutto lo stock esistente viene svalutato.

La nuova moneta creata, infatti, diluisce il valore della moneta esistente. Quando avevi in tasca monete d’oro ed argento era molto più facile comprendere questo fenomeno.

Il valore intrinseco

Se gli euro avessero un determinato quantitativo di oro o argento all’interno, avrebbero un valore intrinseco. Cioè un valore di base per il solo fatto di essere costituiti, fisicamente, da oro o argento.

Se il governante di turno iniziasse a togliere metallo prezioso a favore di leghe meno nobili, te ne accorgeresti prontamente. Sarebbe sufficiente pesare e misurare questa moneta ed anche senza una laurea ad Oxford ti renderesti facilmente conto dell’inganno!

Oggi questa possibilità non ce l’hai più.

Infatti, la mia personale opinione è che l’oro non sta crescendo per effetto della speculazione, bensì solamente ed unicamente per compensare l’enorme svalutazione monetaria in atto.

Se hai letto l’articolo su BullionVault sai che ritengo il prezzo dell’oro artificiosamente basso. E’ notizia di pochi mesi fa la multa a JP Morgan Chase, una delle più grandi banche americane, per quasi un miliardo di dollari. Multa comminata proprio per “manipolazione dei futures su oro ed argento”. Ma guarda un pò… 😁

Cos’è Bitcoin

Foto di Moose Photos da Pexels

Bitcoin è la più importante criptovaluta oggi esistente per capitalizzazione di mercato.

Bitcoin è stato inventato nel 2008 dal fantomatico Satoshi Nakamoto un individuo, oppure forse un gruppo di persone, la cui l’identità non è nota.

La caratteristica principale è che Bitcoin è una valuta decentralizzata.

Questo significa che non viene emessa da una banca centrale, ma viene creata direttamente dalle persone coinvolte nel processo di mining, che ti descriverò nel paragrafo successivo. Non a caso Robert Kiyosaki chiama i Bitcoin people’s money, i soldi del popolo.

Essendo una criptovaluta non esiste fisicamente, ma viene conservata all’interno di un computer mediante l’utilizzo di un programma speciale chiamato digital wallet, letteralmente portafoglio digitale.

Non è come un conto corrente bancario, dove è la banca che svolge il ruolo di intermediario: due persone possono scambiarsi valore direttamente, trasferendo soldi dal proprio wallet a quello dell’altro. Ogni transazione viene scritta indelebilmente nel libro mastro chiamato blockchain.

Con un sistema di moneta digitale basato su una prova crittografica, senza la necessità di un’intermediario di fiducia, il denaro può essere sicuro e le transazioni senza sforzo.

Satoshi Nakamoto

Gli individui possono scambiarsi valore senza passare dagli intermediari convenzionali: il sistema bancario e lo Stato.

Bitcoin, infatti, cambia il modo in cui i soldi vengono creati e trasferiti.

Mai prima d’ora la moneta era stata creata direttamente dal popolo. Il potere di battere moneta, infatti, è estremamente importante e chi controlla la moneta ha un potere inimmaginabile.

Bitcoin, esattamente come l’euro, utilizza due unità di misura:

  • Bitcoin (BTC)
  • Satoshi (Sat oppure anche Sats in quanto gli anglosassoni lo scrivono, al plurale, satoshis)

Cosa sono i Satoshi?

I Satoshi sono l’unità più piccola in cui puoi dividere un Bitcoin.

Quanti Satoshi servono per fare un Bitcoin? Servono 100 milioni di Satoshi per fare un Bitcoin.

Ne consegue che un Satoshi vale un 100.000.000esimo di un Bitcoin.

1 BTC = 100.000.000 Sat

1 Sat = 0,00000001 BTC

Bitcoin mining: come i Bitcoin vengono creati

Foto di WikiImages da Pixabay

Il 3 gennaio 2009 la rete Bitcoin fu creata. Tutto ha avuto inizio quando Satoshi Nakamoto creò il primo blocco, il Genesis block, ossia il blocco della Genesi.

All’interno di questo primo blocco c’era il titolo di questo articolo del Times riferito ai numerosi problemi degli istituti di credito. Questo fu il primo blocco della famosa blockchain che si può tradurre infatti in “sequenza dei blocchi”. Come ti ho anticipato precedentemente, la blockchain è il registro dove tutte le transazioni vengono indelebilmente scritte, blocco dopo blocco.

Perché i Bitcoin sono limitati?

“La circolazione totale sarà 21.000.000 di monete. Saranno distribuite ai nodi della rete quando costruiranno blocchi, con un ammontare diviso a metà ogni 4 anni: 10.500.000 monete i primi 4 anni, 5.250.000 monete i successivi 4 anni, 2.625.000 monete i successivi 4 anni, 1.312.500 monete etc. etc.”

Satoshi Nakamoto

Prima di spiegarti come i Bitcoin vengono creati, devo necessariamente farti capire perché sono limitati.

Ogni nuovo blocco, ogni blocco che viene scoperto da un miner, viene aggiunto alla blockchain. Questo processo non è infinito perché, all’interno del concetto rivoluzionario di Bitcoin, è previsto un limite.

Come potrai aver intuito dalla citazione di Satoshi Nakamoto, la quantità massima di Bitcoin, che potrà mai essere minata, è pari a 21 milioni.

Raggiunto questo limite non sarà più possibile crearne altri. Questo quantitativo di 21 milioni di Bitcoin verrà raggiunto nel 2140. Dopo questa data la massa monetaria in circolazione sarà definita e non si potrà più espandere.

Foto di Tumisu da Pixabay

Avere un numero finito (e non infinito!) di Bitcoin non fa altro che limitare al massimo l’inflazione, la perdita di valore che questa criptovaluta subirà nel corso del tempo. Questo limite di 21 milioni di Bitcoin non da spazio di manovra alla svalutazione.

Tutti i Bitcoin che vengono creati dai miners, rappresentano il flow che va ad inflazionare lo stock di Bitcoin esistente. Come capirai più avanti i miners non possono produrre Bitcoin “come non ci fosse un domani”, ma hanno delle specifiche, ed insormontabili, limitazioni.

All’interno del sistema monetario dei Bitcoin, non ci sono artifici.

Nessuna emissione ad hoc di nuova moneta per comprare titoli di Stato. Non viene effettuata emissione di nuova moneta per comprare società decotte che diversamente fallirebbero. Niente emissione di nuova moneta per drogare l’economia. Niente emissione di nuova moneta per tenere i tassi d’interesse artificiosamente bassi.

Minare Bitcoin

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Per creare nuovi Bitcoin, è necessario “minarli”. Il termine viene dall’inglese mining che letteralmente significa “estrazione”. Il termine è legato al concetto di estrazione mineraria.

Questo processo è necessario per ricompensare i miners, individui ma soprattutto società, che dispongono di vere e proprie fabbriche piene zeppe di computer, appositamente dedicati a questo particolare compito.

I miners tengono la contabilità della blockchain, il libro mastro, il registro contabile dove tutte le transazioni della criptovaluta vengono riportate. Tutti i passaggi di proprietà ed i nuovi Bitcoin creati vengono contabilizzati e, per questo utile servizio, i miners li ricevono come ricompensa.

Il processo di mining avviene in questo modo. Tutti i computer della rete cercano di trovare un numero che risolve una particolare “equazione crittografica”. Questo numero è chiamato nonce. Tale valore è estremamente difficile da trovare ma, non appena viene fornito alla rete dal miner che lo scopre, è estremamente facile da verificare.

Ad ogni blocco scoperto vengono creati nuovi Bitcoin che andranno ad inflazionare lo stock esistente in quanto sono nuova moneta che viene creata ed immessa nel sistema.

Approfondisci il mining leggendo l’articolo relativo!

Che cos’è la hash power (o hash rate)?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La hash power è l’unità di misura con la quale viene misurato il consumo totale della rete Bitcoin, in termini di potenza di calcolo, nell’intervallo di 10 minuti necessario a minare un blocco.

Tale valore viene considerato anche una misura dello stato di salute della rete Bitcoin. Più la hash rate è elevata e più difficile sarà un’attacco alla sicurezza stessa della rete, per la quale occorrerebbe il 51% dell’hash power mondiale.

Adesso che sai cos’è la hash rate posso procedere spiegandoti cos’è l’adeguamento della difficoltà.

L’adeguamento della difficoltà

Foto di Bruno /Germany da Pixabay

Circa ogni 14 giorni (2016 blocchi) la difficoltà viene adeguata sulla base del risultato conseguito dalla rete. Se la rete è stata troppo veloce, la difficoltà viene incrementata per rallentarla, mentre se la rete è stata lenta la difficoltà viene abbassata per dargli modo di recuperare. Lo scopo è minare un nuovo blocco ogni circa 10 minuti (10 minuti x 2016 blocchi = 336 ore = 14 giorni).

Pensate ad esempio ai grossi investimenti che i miners potrebbero fare per accaparrarsi i Bitcoin di premio se il prezzo fosse particolarmente allettante… finirebbero per falsare la velocità con la quale i nuovi Bitcoin devono essere creati. Finirebbero per falsare lo stock to flow che è insito nell’idea rivoluzionaria di questa fantastica criptovaluta.

Questa ricompensa ai miners, che attualmente è pari a 6,25 Bitcoin, viene periodicamente adeguata con il fenomeno definito halving (che posso tradurti in dimezzamento).

Bitcoin halving: che cos’è e perché avviene

Foto di congerdesign da Pixabay

Una moneta conserva il suo valore, il suo potere d’acquisto perché viene poco inflazionata. Questo processo di svalutazione avviene mediante creazione di altra moneta (il flow) che rende meno valevole quella già in essere nel sistema (lo stock).

Il Bitcoin è una moneta che diventa più valevole man mano che il tempo passa perché il suo creatore ha previsto che, ogni 210.000 blocchi minati, la ricompensa ai miners venga dimezzata. Questo è il famoso halving che in inglese, infatti, significa dimezzare.

Al momento della nascita del Bitcoin la ricompensa per i miners che scoprivano il nuovo blocco era pari a 50 Bitcoin. Essendoci meno Bitcoin in circolazione, lo stock to flow era veramente elevato. E’ mia opinione che la volatilità che ha sempre caratterizzato questa cripto valuta nelle fase iniziali fosse proprio legata a questo aspetto.

Ogni 210.000 blocchi, circa 4 anni, considerando la velocità media di un blocco ogni 10 minuti, la ricompensa viene adeguata mediante un dimezzamento. Da 50 Bitcoin di ricompensa si è passati a 25, poi successivamente a 12,50 mentre adesso, dopo l’ultimo halving di maggio 2020, siamo a 6,25. Il prossimo halving avverrà, indicativamente, il 9 maggio 2024.

Solamente questo aspetto dovrebbe farti riflettere.

Pensaci bene.

L’economia dei miners

Foto di Andrew Martin da Pixabay

La crescita del valore del Bitcoin è insita nel concetto stesso incluso nel codice della sua creazione.

I miners devono rientrare di ingenti investimenti in quanto i loro computer diventano obsoleti in un batter d’occhio e, per farli funzionare, necessitano di un’enorme quantità di energia elettrica.

Il loro modello di business viene remunerato attraverso la scoperta di nuovi blocchi. Per ogni nuovo blocco scoperto ricevono, sia i nuovi Bitcoin di premio per essere riusciti ad ottenere un’ulteriore estrazione, sia le commissioni per i trasferimenti di Bitcoin da un utente ad un altro contenute nel blocco stesso.

Le commissioni per i trasferimenti sono veramente cifre irrisorie. Quando trasferisci i tuoi Bitcoin decidi quanto spendere di commissione e, sulla base di questo, i miners danno priorità o meno al tuo trasferimento. Se non hai fretta non spendi praticamente nulla, ma dovrai aspettare ben più di 10 minuti. A me è successo di aspettare più di un giorno!

Al momento, quindi, non sono le commissioni che permettono ai miners di sbarcare il lunario: la maggior parte del loro guadagno deriva dai nuovi Bitcoin che ricevono come premio per essere riusciti a risolvere il blocco.

Ma ogni 4 anni questo premio viene dimezzato… 🧐

Per qualsiasi risorsa se la domanda rimane inalterata e la quantità fornita al mercato cala, di norma aumenta il prezzo. E’ la logica.

Ma la mia sensazione è che la diffusione del Bitcoin stia aumentando, giorno dopo giorno, e di conseguenza la sua domanda.

Ma c’è un altro aspetto da considerare che porta a pensare ad un’aumento costante del prezzo del Bitcoin.

I Bitcoin perduti, il fenomeno dei “lost coins”

Foto di Gino Crescoli da Pixabay

“Le monete perse fanno sì che le monete di tutti gli altri valgano leggermente di più. Pensala come una donazione a tutti.”

Satoshi Nakamoto

Nei primi periodi in cui ho sentito parlare del Bitcoin, era sufficiente avere il programma di mining in background e, mentre si utilizzava il pc, c’erano buone possibilità di riuscire ad estrarne qualcuno.

Valevano così poco che forse in molti hanno dimenticato le loro chiavi d’accesso, in quanto non davano peso minimamente alla cosa. Chi si sarebbe mai immaginato che i Bitcoin da pochi euro sarebbero passati ad oltre 20.000 euro?

Altri potrebbero aver perso le proprie chiavi d’accesso perché magari il dispositivo elettronico in cui avevano scritto l’informazione malauguratamente si è rotto, rendendo impossibile il recupero della preziosa informazione.

Vi è mai capitato di caricare il cellulare di qualcun altro? A me è successo alcune volte di ricevere la chiamata di qualcuno che aveva caricato il mio telefono per sbaglio e che mi pregava di caricare il loro per risolvere il problema. Se inviate i vostri Bitcoin all’indirizzo sbagliato non potete contattare la controparte. La blockchain non si può modificare, quando la transazione è fatta, è fatta. Bitcoin persi per sempre! 😬

La portata del fenomeno

Nessuno sa con certezza se i Bitcoin che giacciono inutilizzati in un determinato indirizzo sono effettivamente andati perduti oppure sono semplicemente tesaurizzati.

Tuttavia, per darti modo di capire la portata del fenomeno, posso dirti che all’indirizzo 12tkqA9xSoowkzoERHMWNKsTey55YEBqkv puoi trovare 28.151 Bitcoin che dal 6 aprile 2010, data della creazione del wallet, non sono più stati toccati.

Screenshot che mostra quanti Bitcoin sono contenuti all’indirizzo sopraccitato in data 10 novembre 2020

Nel momento in cui scrivo parliamo di circa 365 milioni di euro, mica bruscolini! 😵

Nessuno sa quanti Bitcoin siano andati persi, ma riportando stime che ho letto si parla di più di 4 milioni di pezzi che, alle quotazioni attuali, sono circa 51 miliardi di euro!

Questo rende i Bitcoin in circolazione ancora più scarsi e, di conseguenza, ancora più di valore.

Bitcoin, quali rischi?

Foto di Genty da Pixabay

Molti eminenti investitori hanno espresso fantomatiche previsioni di un Bitcoin da 100.000 e 2.000.000 di dollari. Tali previsioni suppongo si basino sul fatto che di Bitcoin ne esisteranno al massimo 21 milioni.

“Se non ci credi o non riesci a capirlo, mi spiace, ma non ho il tempo di cercare di convincerti.

Satoshi Nakamoto – messaggio su Bitcointalk, un forum dedicato al Bitcoin da lui creato il 22 novembre 2009

L’idea stessa ed il concetto alla base del Bitcoin sono semplicemente rivoluzionari.

Sembra quasi che un alieno oppure un uomo del futuro sia venuto, grazie alla macchina del tempo, fino ai giorni nostri per creare questa moneta digitale e risolvere così i problemi dell’umanità.

Personalmente non devo più essere convinto.

Adesso non ho più dubbi, ritengo che Bitcoin sia superiore anche all’oro stesso.

Questo però non significa che mi convinca al 100%: ritengo sia piuttosto normale che rimangano sempre delle possibili situazioni di pericolo in tutte le cose ed anche Bitcoin non sfugge a questa logica.

Bitcoin sopravviverà alla prova del tempo?

Foto di Jordan Benton da Pexels

In pochi decenni, quando la ricompensa diventerà troppo piccola, le commissioni di trasferimento diverranno la principale forma di ricompensa per i nodi. Sono sicuro che entro 20 anni ci sarà un volume di transazioni molto grande oppure nessun volume.

Satoshi Nakamoto

Satoshi stesso scriveva queste parole.

Credo lasciasse trasparire quello che, con tutta probabilità, è il problema più grosso che potrebbe minare il successo di questa criptovaluta.

Attualmente per ogni nuovo blocco scoperto il miner riceve la stragrande maggioranza del suo guadagno incassando i nuovi Bitcoin creati, non le commissioni per le transazioni tra utenti.

Vediamo perché.

Nella blockchain ogni blocco ha uno spazio limitato, di solamente 1 Mbyte. Dal momento che, in media, una transazione è di circa 400 byte, ne consegue che ogni nuovo blocco può consentire circa 2.500 transazioni.

Il costo medio per transazione è, nel momento in cui scrivo queste parole, pari a 0,0000015 BTC ed il miner che scopre il blocco riceve 6,25 BTC di premio, che vanno ad aggiungersi alla massa monetaria in circolazione.

Facciamo due conti.

0,0000015 BTC x 2.500 transazioni = 0,00375 BTC (incasso da transazioni per blocco)

E’ subito evidente che l’incasso maggiore è dovuto ai nuovi Bitcoin creati (6,25 BTC) e non alle commissioni incassate (0,00375 BTC).

A titolo di confronto ti riporto che la rete VISA gestisce in media 2.000 transazioni per secondo con una capacità teorica che arriva fino a 56.000 transazioni per secondo. La rete Bitcoin è capace di gestire al massimo 7 transazioni per secondo e questo, a mio avviso, potrebbe essere un grosso problema.

Se la quotazione del Bitcoin non è sufficientemente alta, le sole commissioni di trasferimento diventeranno la base su cui i miners baseranno il proprio sostentamento. Ma questo processo di sostituzione è inesorabile in quanto l’halving abbasserà il premio per la scoperta del blocco.

E’ possibile che Bitcoin possa diventare come l’oro, una riserva di valore, da convertire in valuta fiat per le spese di tutti i giorni. E quindi con una minore necessità di parecchie transazioni per secondo ed un crescente e commisurato costo delle transazioni, in linea con il mercato dell’oro di oggi ad esempio.

Ma a mio avviso una quotazione molto più alta di quella attuale è matematicamente necessaria affinché la rete non imploda.

Potremmo anche assistere ad un aggiornamento di protocollo nel prossimo futuro. Qualora la maggioranza dei miners fosse d’accordo, si potrebbe incrementare il limite di 1 megabyte imposto da Satoshi Nakamoto stesso nel 2010.

Chi vivrà vedra! 🤞🏼

Bitcoin illegale

Foto di Aaron Olson da Pixabay

L’illegalità: ecco un altro problema che la nostra criptovaluta potrebbe subire in futuro.

Nel marzo 2003 il Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) ha pubblicato una serie di regole inerenti le valute digitali decentralizzate. Nell’insieme di regole fornite, che ovviamente ricadono anche su Bitcoin, per il momento non sono state poste limitazioni particolari.

Al momento Bitcoin è illegale in Algeria, Egitto e Marocco, mentre è permesso o ammesso con limitazioni in tutto il resto del mondo.

Ma cosa succederebbe se diventasse illegale in Europa?

A meno che tu non sia stato in grado di acquistarlo faccia a faccia da un altro possessore, in base alle regole europee contro il riciclaggio di denaro sporco, sei stato sicuramente schedato. Per cui il sistema sa che sei proprietario di una determinata quantità di Bitcoin.

Ad ogni buon conto, se una certa quantità di criptovaluta dal tuo indirizzo venisse passata ad un altro (che potrebbe essere sempre tuo), già di base non si saprebbe più chi sia il nuovo proprietario.

Sulla base delle mie conoscenze, infatti, nella blockchain è tutto scritto in chiaro, tuttavia sono indicati solamente gli indirizzi dei wallet sui quali la criptovaluta è stata depositata. Questi indirizzi sono anonimi, non ci sono nomi o cognomi collegati direttamente.

Perderemmo l’anonimato solamente nel caso in cui questi Bitcoin tornassero ad essere valuta fiat per essere spesi. Ma che senso avrebbe avere delle risorse immagazzinate in un wallet senza poterle utilizzare?

L’utilità del Bitcoin sarebbe inalterata?

Riscrivere la blockchain

Foto di Gordon Johnson da Pixabay

Ecco un altro punto su cui ho qualche dubbio. Anzi, per quel che mi riguarda è l’unico vero rischio di una certa portata.

E’ possibile riscrivere la blockchain?

Tornare indietro nel tempo e modificare le transazioni segnate all’interno dei blocchi, trasferendo i Bitcoin dove si vuole?

Ho ascoltato sull’argomento diverse opinioni e tutte dicono che sarebbe necessario uno sforzo tale in termini di risorse, da rendere la cosa praticamente impossibile. Servirebbe più del 50% della potenza di calcolo della rete ed un’enorme dispendio di risorse.

Sono così andato a cercarmi un grafico aggiornato della potenza di calcolo mondiale della rete Bitcoin. Come ho già avuto modo di spiegarti viene definita hash power oppure hash rate.

Hash Power mondiale a novembre 2020 – Grafico aggiornato su https://www.blockchain.com/charts/pools

Bitcoin è una valuta decentralizzata ma, come puoi ben vedere, la potenza di calcolo (hash power) è, di contro, abbastanza centralizzata.

Ne consegue, quindi, che fattibile è fattibile.

Quanto poi possa convenire agli attori coinvolti nell’operazione è un’altro discorso.

I miners traggono il loro profitto dalla rete Bitcoin e rubare i Bitcoin altrui getterebbe un tale discredito sulla criptovaluta che non varrebbe più nulla subito dopo.

Penso che potrebbe comunque rappresentare l’epilogo finale prima del fallimento del progetto Bitcoin.

Bitcoin non vale niente perché non ha valore intrinseco

Foto di mohamed Hassan da Pixabay

Si potrebbe pensare che i Bitcoin abbiano valore semplicemente per il fatto che, per tenere in piedi la rete, servono ingenti investimenti informatici uniti ad una notevole quantità di energia per il loro funzionamento.

A mio avviso, però, non è assolutamente detto che, solo perché si impiega una certa quantità di risorse per produrre i nuovi Bitcoin e tenere in piedi la rete, il mercato debba accettare il Bitcoin al prezzo delle risorse impiegate.

Ritengo che sia l’utilità del Bitcoin a rappresentare la discriminante. Vale a dire che il Bitcoin sarà prezzato conseguentemente all’utilità che è in grado di fornire ai propri possessori.

Viviamo in una parte di mondo in cui la nostra valuta fiat primeggia con il 99% delle altre, per cui non ci rendiamo conto della cosa. Prova ad immaginare di vivere in Venezuela ad esempio. Non troveresti utile salvare i tuoi risparmi, la tua ricchezza, in Bitcoin?

Tieni presente, comunque, che anche la nostra valuta fiat sta perdendo valore, solo che non è facile rendersene conto.

La scoperta del computer quantico distruggerà la sicurezza della rete Bitcoin

Foto di Stefan Keller da Pixabay

Quando questi super computers diverranno realtà nessuno può saperlo.

E comunque, mal comune mezzo gaudio, anche la sicurezza di tutte le istituzioni finanziarie del mondo subirebbero la stessa minaccia. Il tuo conto corrente sarebbe in pericolo, il tuo fondo pensione sarebbe a rischio, il tuo conto titoli sarebbe insidiato.

Puoi difenderti da qualcosa che non puoi controllare?

NO.

Ed allora è inutile preoccuparsi, l’unico comportamento sensato penso sia quello di non mettere “tutte le tue uova nello stesso paniere”.

Le criptovalute di Stato

“Niente è più centralizzante del controllo statale su tecnologie decentralizzate come blockchain e criptovaluta”

James Cooper

Volenti o nolenti questo è un’aspetto con il quale faremo presto i conti.

Il vaso di Pandora è stato aperto da Facebook quando ha presentato al mondo la sua stablecoin Libra.

Cosa sono le stablecoin?

Le stablecoin sono una nuova classe di criptovalute garantite da un paniere di asset finanziari a copertura del loro valore. Sono state create, come suggerisce il nome stesso, allo scopo di offrire una certa stabilità alla loro quotazione.

La volatilità che caratterizza le criptovalute, infatti, le rende poco utilizzabili nel quotidiano. Le stablecoin mirano a porsi come alternativa poco volatile, garantita da un sistema di pagamento, moderno, sicuro e veloce.

Quando Libra è stata presentata suppongo che gli Stati abbiano capito che il loro potere più grande, battere moneta, stava per essere insidiato e sono quindi subito corsi al riparo. Ti suggerisco di leggere il post relativo all’inflazione se vuoi capire bene queste metriche.

Quando Facebook ha annunciato il progetto Libra, infatti, la Cina a reagito rapidamente lanciando il suo progetto di valuta digitale statale. Nel giorno chiamato China Blockchain Day il presidente Xi Jinping ha annunciato il DCEP: Digital Currency and Electronic Payment (Valuta Digitale e Pagamento Elettronico).

Forse il timore era rimanere fuori dal basket (paniere) di valute fiat destinate a fornire la garanzia alla stablecoin? O forse la Cina è stata costretta ad accelerare la transizione per motivi egemonici mondiali, scalzare gli Stati Uniti dal podio?

Ad ogni buon conto ritengo che abbiano preso i classici “due piccioni con una fava”.

DCEP, costruito sulla blockchain, è la prima criptovaluta di Stato emessa direttamente dalla Banca Popolare Cinese, People’s Bank of China (PBoC), la banca centrale cinese. Il piano dovrebbe garantire al colosso asiatico due benefici evidenti.

In primo luogo il controllo totale sulla base monetaria, sostituendo l’aggregato monetario M0, tagliando tutti i costi connessi alla stampa, creazione e distribuzione del contante. Ricavando contestualmente sinergie di costi per quanto concerne i trasferimenti bancari di valuta.

Il contante è ufficialmente morto.

Altro vantaggio è l’incremento della circolazione del renminbi cinese a livello internazionale. Infatti, se la Cina deve prendere il posto degli USA come nazione di riferimento mondiale, immagino debba anche sostituire il dollaro statunitense nel suo ruolo di valuta di riserva globale.

Per la Cina il problema risiedeva nel fatto che, per far circolare a livello internazionale i pagamenti, è necessario utilizzare lo SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication), che è un codice che avrai magari già visto assieme al tuo IBAN. Il punto dolente, infatti, è che chi controlla i datacenter SWIFT ha accesso a tutte le transazioni e, anche se è un’organizzazione neutrale, metà dei direttori sono americani o loro alleati.

Con la DCEP, invece, la Cina può sfruttare un canale differente, sicuro ed auto-controllato.

Lo scorso aprile la Cina ha già testato lo yuan digitale in quattro città: Chengdu, Shenzen, Suzhou e Xiong’an. I dipendenti statali di queste città sono stati pagati digitalmente ed hanno provato a vivere il quotidiano utilizzando la criptovaluta nei negozi locali. Immagino che presto la transizione sarà completata.

Inoltre, ci sono già molte voci di un dollaro digitale già dal 2021 ed anche noi non siamo certo estranei al fenomeno. Leggi il report sull’euro digitale direttamente dal sito Europa.eu.

“L’euro appartiene agli europei e noi ne siamo i custodi. Dovremmo essere pronti ad emettere un euro digitale, se necessario.”

Christine Lagarde (Presidente della BCE)

Lo stock-to-flow

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il termine stock-to-flow suppongo sia stato creato da Saifedean Ammous, l’autore del libro The Bitcoin Standard, che, se non hai già fatto, ti consiglio di leggere immediatamente.

Che cos’è lo stock-to-flow?

Stock = quantità di Bitcoin già minati (la base monetaria in circolazione)

Flow = nuova quantità di Bitcoin che vengono minati in un determinato periodo di tempo (tipicamente l’anno)

Possiamo quindi definire lo stock-to-flow come il rapporto tra lo stock esistente ed il flusso, che si va ad aggiungere allo stock. Questo flusso andrà ad inflazionare lo stock esistente, abbassandone leggermente il valore intrinseco.

La formula è la seguente.

Stock-to-flow = stock / flow (più il rapporto è alto e più “valevole” sarà in nostro stock)

Prendiamo ad esempio l’oro. Nel 2019 è stato stimato che lo stock, la quantità d’oro minata dall’uomo sin dagli albori della civiltà, sia pari a 197.575 tonnellate d’oro. Il flow, la quantità di nuovo oro estratto dalle miniere, è pari, mediamente, a 2.500 / 3.000 tonnellate d’oro / anno.

Ne consegue che, nel 2019, lo stock-to-flow dell’oro era il seguente.

Lo stock-to-flow dell’oro nel 2019

In pratica sappiamo che servono circa 66 anni di produzione per estrarre una quantità d’oro pari allo stock.

Però, a parità di produzione annuale, man mano che l’oro viene tesaurizzato, lo stock-to-flow diventa sempre più alto.

La nuova quantità di oro infatti, che ne nostro esempio non varia, finisce per inflazionare il valore dello stock sempre meno.

Facciamo un confronto tra vari stock-to-flow dei principali asset monetari.

AssetStockFlowStock-to-FlowCapitalizzazione
di mercato
Bitcoin (al quarto halving)19.687.500 BTC164.025,50 BTC12015.922 miliardi di dollari
Oro (2019)197.575 tonnellate3.000 tonnellate628.595 miliardi di dollari
Bitcoin (al terzo halving)18.375.000 BTC328.125 BTC56165 miliardi di dollari
Argento (2019)560.000 tonnellate27.000 tonnellate21287 miliardi di dollari

Tabella creata dall’autore prendendo i dati di mercato per il Bitcoin, per l’oro World Gold Council e USGS per l’argento.


Grafico realizzato dall’autore: stock-to-flow dei principali asset monetari a confronto

Lo stock-to-flow del Bitcoin migliora man mano che il tempo passa e, a differenza dell’oro dove un prezzo molto alto può favorirne l’estrazione in quantità maggiori, la sua produzione è destinata a calare inesorabilmente.

Infatti, come avrai letto precedentemente, sia lo stock finale fisso di 21 milioni di pezzi che il fenomeno dell’halving, producono uno stock-to-flow senza precedenti che l’oro è assolutamente in grado di eguagliare.

Ad ogni halving lo stock-to-flow del Bitcoin raddoppia mentre, matematicamente, il suo prezzo dovrebbe all’incirca decuplicarsi.

EventoDatapremio per bloccoFlow di periodo
(210.000 blocchi)
Stock (fine periodo)Stock-to-Flow
(fine periodo)
Genesi3 gennaio 200950 BTC2.625.000 BTC10.500.000 BTC4
Primo halving28 novembre 201225 BTC1.312.500 BTC15.750.000 BTC12
Secondo halving9 luglio 201612,50 BTC656.250 BTC18.375.000 BTC28
Terzo halving11 maggio 20206,25 BTC328.125 BTC19.687.500 BTC60
Quarto halvinganno 20243,125 BTC164.025,50 BTC20.343.750 BTC124
Quinto halvinganno 20281,5625 BTC82.031,25 BTC20.671.875 BTC252
Sesto halvinganno 20320,78125 BTC41.015,625 BTC20.835.937,50 BTC508

Tabella realizzata dall’autore: stock-to-flow dalla Genesi fino al sesto halving

Quale potenziale di crescita ha la quotazione di Bitcoin?

Nella rete si trovano una moltitudine di ipotesi di prezzo… recentemente in un rapporto interno di Citybank, che è trapelato sulla rete, si parla di Bitcoin a 300.000 dollari per la fine del 2021.

Dal mio punto di vista, se confrontiamo la capitalizzazione di mercato di argento, oro e Bitcoin, che ho indicato nella prima tabella, penso appaia subito evidente come la capitalizzazione del Bitcoin sia troppo bassa. Uno studio molto approfondito sull’argomento è stato realizzato da PlanB (@100trillionUSD) che ha trovato tra l’altro, mediante complicati studi matematici, la formula per prezzare Bitcoin.

La formula matematica per calcolare il valore del Bitcoin

La formula matematica per calcolare la quotazione attesa di Bitcoin è la seguente.


Formula per calcolare la capitalizzazione di mercato del Bitcoin utilizzando lo stock-to-flow

Ne consegue che, dividendo la capitalizzazione di mercato per il numero dei Bitcoin già minati, si ottiene il valore teorico del Bitcoin.

Come avrai avuto modo di notare leggendo la i dati riportati nella seconda tabella, la quotazione teorica del Bitcoin nel 2024, al quarto halving, è pari a circa 809.000 dollari!

Comunque, volendo restare sulla terra, prendendo a riferimento lo stock-to-flow e la quotazione al terzo halving (che è conosciuta) posso stimare con una ragionevole tranquillità che Bitcoin dovrebbe valere, al quarto halving, ALMENO 16.800 euro.

La domanda di Bitcoin

Foto di Pete Linforth da Pixabay

Quando qualcuno cerca di comprare tutto la riserva mondiale di una risorsa scarsa, più ne acquista e più il prezzo aumenta. Ad un certo punto diventa troppo costoso comprarne ancora. E’ fantastico per le persone che già la possedevano in anticipo perché possono venderla all’angolo della strada a prezzi astronomici.

Satoshi Nakamoto

Partiamo dal presupposto che il Bitcoin non presenta artifici. Non si possono vendere allo scoperto, così come pure non è possibile sfruttare la leva finanziaria per cercare di muoverne il prezzo con poco sforzo. Bisogna partire dal fatto di possedere fisicamente i Bitcoin che si vogliono vendere o comprare.

Seguo costantemente oro e Bitcoin e ne analizzo anche la forza relativa. L’apparenza è che la manipolazione del prezzo del Bitcoin sia molto inferiore rispetto a quella dell’oro.

Molti nuovi investitori stanno iniziando ad interessarsi a questa cripto valuta e questo non può che portare vantaggio alla sua quotazione. Maggiore domanda si traduce in un prezzo più alto e credo si possa affermare che la quotazione dei Bitcoin evidenzi questo aspetto.

Il mercato detta sempre legge ma, purtroppo, non basta comprenderne le metriche per ricavarne profitto.

Se hai avuto modo di vedere il film La grande scommessa (The big short), i protagonisti sapevano bene dell’esistenza dei mutui subprime, ed avevano anche capito la situazione alla perfezione. Nonostante avessero ragione, però, hanno rischiato di fallire.

Perché se avevano ragione hanno rischiato di fallire?

Come ripete spesso Warren Buffett, mr. Market (il signor Mercato) è assolutamente irrazionale. In un determinato momento ti può vendere l’oro al prezzo del piombo oppure il piombo al prezzo dell’oro, senza una logica precisa. Nessuno ha la sfera di cristallo, nessuno è in grado di fare previsioni accurate.

Comunque non c’è dubbio che l’ecosistema in cui Bitcoin si sta sviluppando, è praticamente ideale: stampa selvaggia di valuta fiat, borse con valutazioni fuori da ogni schema nonché debiti corporate e Sovereign alle stelle (rispettivamente i debiti delle aziende e degli Stati).

La domanda del popolo

Foto di Eak K. da Pixabay

Il 16 dicembre 2017 è la data in cui Bitcoin fece registrare il suo massimo assoluto, 19.716,699 dollari. Nel momento in cui sto aggiornando questo articolo, Bitcoin ha sfondato questo massimo, volando oltre.

Nessun asset (attività) procede inesorabile nella sua crescita verso l’alto ma, normalmente, si muove “a zig-zag” creando una serie di massimi e minimi.

La teoria di Dow insegna, infatti, che per definire un trend come rialzista, è necessario avere una serie di massimi e minimi crescenti. Inoltre, per dare forza a tutti i ragionamenti che seguono nonchè al funzionamento stesso di questa criptovaluta, era necessario che il massimo del 2017 venisse infranto.

SemRush, la popolare piattaforma SEO, ha effettuato uno studio dal quale emerge un fattore molto interessante: la correlazione tra la quotazione del Bitcoin ed il suo volume di ricerca.

Questa correlazione è accurata al 91%!

Screenshot dal report pubblicato da SemRush

Come puoi vedere tu stesso dal grafico pubblicato da SemRush, la correlazione è evidente.

La teoria di Dow afferma anche che nelle prime fasi di un nuovo ciclo di mercato sono “le mani forti”, i grandi investitori, che la fanno da padrone.

Ma per Bitcoin, con tutta probabilità, il ragionamento è differente.

Con Bitcoin, infatti, le mani forti si sono mosse chiaramente in ritardo rispetto alla massa…

La domanda dei grossi investitori

Foto di chiplanay da Pixabay

Il leggendario investitore value (investitore concentrato sull’acquisto di società sottovalutate dal punto di vista dell’analisi fondamentale) Bill Miller ha dichiarato pubblicamente che è fortemente rialzista sul Bitcoin.

Gli ha fatto eco il mitico Stanley Druckenmiller, il raider che assieme a George Soros ha messo a ferro e fuoco la sterlina inglese nel 1992, che ha confessato di possedere Bitcoin. Druckenmiller prevede che Bitcoin avrà una prestazione superiore a quella dell’oro stesso. Le performance di novembre 2020 non gli danno certo torto…

Continuo segnalando che Fidelity, una delle più grosse società americane del risparmio gestito, ha appena aperto il primo fondo d’investimento volto alle criptovalute. Il fondo è stato chiamato Fidelity Digital Assets ed investe principalmente in Bitcoin ed Ethereum ed è espressamente dedicato agli istituzionali (società che investono per conto di altri soggetti, tipicamente hedge funds o società d’investimento).

Concludo con la storia recente della scelta operata da Michael J. Saylor, amministratore delegato di MicroStrategy, una società informatica americana che disponeva di circa mezzo miliardo di dollari liquidi in cassa. Dopo aver valutato a lungo le sue opzioni, tra le quali anche l’oro fisico, Michael ha deciso di convertire tutta la sua liquidità in Bitcoin. Mezzo miliardo di dollari in Bitcoin…

Avrai capito dove voglio arrivare.

Sono le mani forti che stanno buttando la benzina sul fuoco stavolta, non la gente comune. E, dal momento che questi soggetti non muovono quattro soldi, la domanda sarà necessariamente più alta.

Questo aumento di domanda dovrebbe riflettersi in un livello di prezzi ben più alto rispetto a quanto visto finora.

La domanda degli Stati

Foto di Gordon Johnson da Pixabay

Mi riferisco ad un fenomeno diverso dalle criptovalute di Stato che mirano, come ti ho indicato precedentemente, a tutelare il diritto di battere moneta, fornendo contestualmente la scusa per aumentare il controllo sui poveri cittadini.

Esiste, infatti, un’altra ondata di ulteriore domanda, che ci attende nell’immediato futuro.

Non tutti gli Stati, sono in grado di conservare valore utilizzando l’oro fisico ed altri hanno la necessità di aggirare ostacoli indotti da sanzioni economiche ad esempio.

La Repubblica Iraniana è stato il primo Stato ad utilizzare Bitcoin per il commercio internazionale.

Dopo l’imposizione delle sanzioni americane, che hanno causato livelli di inflazione a due cifre e l’impossibilità di utilizzare i dollari americani per le importazioni, la “tigre del Caspio” ha escogitato un piano ben articolato.

Dopo aver legalizzato il mining ha creato immediatamente una sinergia con i miners stessi, fornendogli energia ad un prezzo sussidiato. In Iran non mancano né il petrolio che il gas naturale per cui il costo dell’energia è molto basso. I miners, come contropartita, devono cedere alla banca centrale iraniana, sulla base dell’energia utilizzata, un certo ammontare di criptovaluta.

Utilizzando Bitcoin l’Iran può evitare di utilizzare i canali tradizionali per la circolazione dei capitali liberandosi dal giogo americano.

La prima tessera del domino è caduta, quali altri Stati seguiranno?

La grossa crisi del debito, che cova silenziosa, potrebbe alimentare il processo.

Molte economie emergenti stanno faticando a remunerare il loro debito e con l’aggravante della pandemia Covid-19 in atto. Con buona parte delle attività economiche bloccate ed introiti da tassazione in forte calo molti Stati saranno costretti a dichiarare default.

“Una crisi del debito globale spingerà milioni di persone alla disoccupazione ed alimenterà l’instabilità e la violenza in tutto il mondo.”

Joseph Stiglitz (Premio Nobel per l’Economia, professore universitario alla Columbia University e capo economista del Roosevelt Institute.)

Conclusioni

Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

WikiLeaks ha dato un calcio al nido delle vespe, e lo sciame ci sta venendo addosso.

Satoshi Nakamoto

Questo è stato uno degli ultimi messaggi che Nakamoto ha lasciato prima di scomparire. Se si sia nascosto volontariamente oppure gli sia successo qualcosa, nessuno lo sa.

Una cosa è certa, adesso Bitcoin rivaleggia con il dollaro, la valuta fiat più potente al mondo, ed anche con l’oro, il bene rifugio per eccellenza che ha permesso di salvaguardare la ricchezza delle persone negli ultimi 5.000 anni.

Come vedi esistono luci ed ombre, come il 99,99% delle scelte che facciamo tutti i giorni, non ci sono certezze.

Cosa posso dirti dopo tutti queste ragionamenti?

La cosa principale che mi sento di dirti è che il mercato detta legge.

Il mercato è la forza più naturale che dovrebbe guidare ogni nostra scelta. Non penso che il mercato del Bitcoin sia falsato come quello di tutti gli altri asset finanziari.

Tra l’altro, se guardiamo al mercato, se analizziamo la quotazione di questa criptovaluta dalla sua nascita fino ad oggi, penso ci siano pochi dubbi: Bitcoin è stato l’asset che si è rivalutato di più in assoluto e di norma bisogna seguire il trend.

Concludo dandoti il mio parere.

Ritengo che un’investitore avveduto, una qualunque persona interessata a proteggersi contro lo schema di Ponzi che le Banche Centrali e gli Stati stanno perpetrando, non possa esimersi dall’acquistare una quota più o meno significativa di questa favolosa criptovaluta.

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