Vivere di Rendita? Non Seguire le Vecchie Regole!

da | Dic 26, 2021 | Finanza Personale | 0 commenti

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«I ricchi non lavorano per soldi, ma fanno lavorare i soldi per loro»

Robert T. Kiyosaki

Più soldi, più soddisfazione, più libertà… Vivere di rendita… C’è un sogno più grande di questo? Se ci pensi bene, infatti, anche il miraggio di vincite milionarie è sempre volto a non dover più essere costretti a lavorare per vivere, poter gestire la tua vita ed il tuo tempo come più ti aggrada.

Fai più che bene ad interessarti all’argomento: i tempi delle “vacche grasse” sono finiti ed è bene che tu parta per tempo. Normalmente raggiungere questo ambizioso obiettivo non richiede pochi mesi, ma qualche anno. Io ci sono riuscito in poco più di 4 anni: il racconto della mia esperienza, che ha portato collateralmente anche alla nascita di questo sito, puoi leggerlo qui.

Sei pronto a scoprire come vivere di rendita e quanti soldi ti serviranno per coronare il tuo sogno?

Cosa significa vivere di rendita?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Vivere di rendita significa non dover essere costretti a scambiare tempo per soldi. Quando si vive di rendita, infatti, le tue entrate non sono legate in maniera direttamente proporzionale al tempo impiegato per produrre reddito.

Ad esempio, lavori una sola ora e guadagni 1000 euro. Questo non perché ti fai pagare effettivamente 1000 euro all’ora, bensì piuttosto perché hai creato un impatto economico che non si esaurisce con la fine dell’ora di lavoro stessa, ma continua a produrre i suoi effetti in futuro.

Oppure, possiedi delle attività che producono un flusso di cassa: indipendentemente dal fatto che tu stia lavorando attivamente per conseguirlo oppure no.

Quanto serve per vivere di rendita?

via GIPHY

Questa è la prima domanda. Sapere con esattezza quanti soldi ci vogliono per non lavorare più ti permetterà di conoscere adeguatamente ogni dettaglio, per quanto concerne la tua libertà finanziaria: il piano definitivo.

Quando avrai raggiunto entrate passive in grado di coprire questo livello di spesa, saprai che potrai ritirarti liberamente. In pratica, dovrai vivere di investimenti: sarà il flusso di cassa a consentirti di vivere di rendita, permettendoti di coprire tutte le tue spese. Conoscendo il tuo livello di spesa mensile, infatti, ricaverai anche l’importo obiettivo che dovrai generare per coronare il tuo sogno.

Ad esempio, se spendi 2000 € al mese, altrettanti te ne serviranno per avere una rendita mensile adeguata. Quindi, se già non lo fai, ti esorto ad iniziare a tenere traccia delle tue spese.

Come ripeteva spesso il grande Peter Drucker, infatti… «Se non puoi misurare ogni parte della tua attività, non puoi gestirla o farla crescere». Analogamente, se non misurerai il livello delle tue spese mensili non potrai stabilire il tuo margine e, di conseguenza, quanto serve per vivere di rendita a X anni. Per fare questo ti consiglio di usare un’applicazione software. Oppure, ancora meglio, puoi acquistare un Kakebo, il libro dei conti di casa direttamente da Amazon, e segnare lì sopra tutte le tue spese.

Starai pensando: «Sì. Ma mi serviranno decenni per riuscire nel mio intento e, a quel punto, l’inflazione avrà elevato il costo mensile che dovrò sostenere!». Questo è vero, ragionando come si è sempre fatto: impiegando “una vita” per raggiungere il risultato. Ritengo, invece, che tu possa arrivare alla libertà finanziaria molto più velocemente, mediamente in 7 anni.

Parlo per esperienza. Ho già aiutato diversi lettori a realizzare questo piano ed i tempi, grosso modo, erano sempre quelli. Questo perché il lettore “più ricco” spendeva di più, mentre il “più povero” riusciva a vivere con meno. Se ci pensi bene, infatti, sia l’operaio che il Notaio hanno gli stessi problemi, anche se un livello diverso… Pizza o pesce? Tavernello o Dom Pérignon? Fiat o Porsche? Casa popolare oppure superattico? Ma la difficoltà ad arrivare alla fine del mese magari è la stessa!

Inoltre, non è che la inflazione non faccia danni in sette anni ma, normalmente, anche gli investimenti aumentano il loro rendimento man mano che il tempo passa. Tra l’altro, durante la tua vita, il tuo livello di spesa cambierà sostanzialmente.

Se, quando vivi con i tuoi, sarai in grado di risparmiare alla grande, ecco che, andando a vivere da solo, con la tua compagna oppure diventando genitore le spese si impennano altrettanto alla grande. È anche per questa ragione che non puoi impiegare 30 o 40 anni per riuscire nel tuo obiettivo: immagina quante volte il tuo livello di spesa varierà!

Anche quando vivrai di rendita, dovrai comunque comportanti sempre alla stessa maniera: continuando ad investire in attività che producono un flusso di cassa. Ho già affrontato molti di questi concetti nell’articolo dedicato agli insegnamenti del libro «Padre Ricco Padre Povero». Leggilo per approfondire ulteriormente.

Quali entrate passive puoi utilizzare?

Su internet troverai di tutto e di più. Però, le idee più logiche e sensate non sono poi molte. Infatti, puoi ottenere entrate passive sostanzialmente in due modi:

  1. Investendo il tuo capitale.

    Dovrai impiegare il tuo risparmio, il margine di cui hai letto nel paragrafo precedente, allo scopo di ricavarne una rendita. L’ideale è impiegare i tuoi soldi in un investimento con rendita mensile.

  2. Investendo il tuo tempo.

    Spesso questo concetto sfugge ai più, ma deve essere ben chiaro. Il tempo non è gratis: solo perché non spendi soldi nel realizzare qualcosa non è assolutamente detto che non ti costi, anzi! Tra l’altro, il tempo è la risorsa di maggiore valore rispetto a tutto. Infatti, non importa quanto tu sia disposto a spendere: mai potrai recuperare il minuto appena trascorso, per nessuna cifra al mondo.

    In aggiunta a questo, per come la vedo io, la possibilità di vivere di rendita dovrebbe consentirti proprio di risparmiare tempo, per utilizzarlo dove e come preferisci. Ho parlato di questo concetto nell’articolo relativo all’effetto leva.

Vivere di rendita investendo il tuo capitale…

Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay

La strategia popolare ed indiscussa per vivere di rendita è molto semplice: «risparmiare ed investire abbastanza denaro, per vivere degli interessi accumulati ogni anno da questo capitale».

Il sacro graal di questa logica è l’interesse composto: quello che Albert Einstein definì «l’ottava meraviglia del mondo». Grazie a questa forza portentosa, il tuo capitale crescerà in maniera più che proporzionale ai tuoi accantonamenti. Così, potrai raggiungere molto più velocemente il tuo obiettivo: smettere di lavorare.

Tale logica ha ben funzionato nel dopoguerra, ma è iniziata a deragliare dal 15 agosto 1971, quando il presidente americano Richard Nixon chiuse la «Gold Window».

Perché dovrebbe interessarti? In pratica, dall’agosto 1971 non fu più possibile convertire dollari per oro al cambio fisso di 35 dollari per oncia, come invece definito negli accordi di Bretton Woods. Di conseguenza, la valuta fiat era ufficialmente nata.

Le valute fiat sono i dollari, le sterline, gli yen, gli euro che utilizzi tutti i giorni per comprare beni e servizi. Non essendo più legate all’oro, quante banconote potrebbero circolare? Tutte quelle che si vuole…

Ti invito ad approfondire il concetto leggendo i seguenti articoli:

Insomma, questa strategia… “fa acqua da tutte le parti”! Non è un caso se, attualmente, devi subire un’inflazione assai più alta dell’interesse netto che puoi ragionevolmente guadagnare, investendo i tuoi soldi nei mercati finanziari.

Ad ogni buon conto, se la tua strategia è vivere di rendita grazie agli investimenti finanziari, ti troverai ad utilizzare uno dei tanti sistemi disponibili, il più famoso è la regola del 4%.

La regola del 4%

«Il più grande pericolo, in questi tempi di turbolenza, non è la turbolenza in sé, è agire con la logica di ieri», diceva Peter Drucker.

Suppongo che la regola sia nata osservando quanto succedeva prima che esistesse il sistema pensionistico. Infatti, questo ti promette – raggiunta una certa età, oppure un determinato numero di anni di lavoro – di percepire uno stipendio dallo Stato. Prima dell’avvento della pensione, invece, il sistema era diverso. In pratica dovevi attingere dai tuoi risparmi quanto necessario per vivere, con l’obiettivo di non spendere tutto e, possibilmente, passare il gruzzolo alla generazione futura.

Dal momento che lavoravi fino a quando riuscivi fisicamente a farlo, in pratica fino alla fine dei tuoi giorni, vivevi di rendita solo per pochi anni: il tempo necessario a passare a miglior vita! Nel corso del ’900, poi, l’aspettativa di vita è aumentata molto. Di conseguenza, il periodo nel quale si doveva vivere di rendita è cresciuto molto.

Così, per aiutare tutte queste persone che volevano ritirarsi senza dover andare a mangiare alla Caritas, è nata la regola del 4%. Essa stabilisce che, se riesci a vivere con il 4% del capitale accantonato, hai ottime possibilità che il tuo capitale non cali affatto e, nel peggiore dei casi, che tu lo possa spendere per almeno 30 anni.

Molti hanno cercato di far deragliare questa regola studiando i dati passati, nel tentativo di trovare un periodo storico per il quale la regola avrebbe fallito, ma non mi risulta che nessuno ci sia mai riuscito, a patto che la percentuale di azioni nel tuo portafoglio sia sufficiente. E comunque… ci mancherebbe! Resistere 30 anni prelevando il 4% del tuo capitale vuol dire che l’aumento dovuto agli interessi è di appena il 20%.

Ma utilizzando la regola del 4%, quanto capitale ti servirebbe per riuscire vivere di rendita?

Potresti vivere di rendita con…se riuscissi a coprire le tutte tue spese con…
50.000 euro167 euro al mese
200.000 euro667 euro al mese
300.000 euro1.000 euro al mese
400.000 euro1.333 euro al mese
500.000 euro1.667 euro al mese
600.000 euro2.000 euro al mese
1 milione di euro3.333 euro al mese
2 milioni di euro6.666 euro al mese
10 milioni di euro33.333 euro al mese
Quanto capitale serve per vivere di rendita con la regola del 4%

Le problematiche principali legate a questo concetto sono le seguenti:

  • Come recitano tutti i prodotti finanziari, i rendimenti passati non sono garanzia di analoghi risultati in futuro. In aggiunta, i dati presi dagli inventori della regola del 4% sono piuttosto recenti: è più che possibile che possa succedere qualcosa di imprevisto che faccia crollare il castello di carte.
  • Il tempo necessario per completare il tuo piano, riuscire a vivere di rendita, è troppo lungo! Infatti, dovrai risparmiare 25 volte la tua spesa annuale per poter disporre del capitale necessario. Prendi ad esempio una rendita mensile di 2000 euro al mese. Riguarda la tabella qui sopra: ti servirà un capitale di 600.000 euro e cioè 25 volte 24.000 euro (2.000 euro x 12 mesi).

    Immaginando che tu stia guadagnando proprio 2000 euro al mese in questo momento e che fossi anche un ottimo risparmiatore, in grado di accantonare il 20% del tuo reddito (400 euro mensili) per trovarti con un gruzzolo di 600.000 euro in “solo” 20 anni dovresti far rendere i tuoi investimenti il 15% ogni anno! Invece, se ti accontentassi di farcela in 30 anni, non dovresti far altro che far rendere i tuoi investimenti “solamente” l’8% all’anno!

    Non servono calcolatori o complicati sistemi per stabilirlo: ti aspetta una vita di risparmio e di stenti.

    Una vita in difesa, per poter giocare in attacco negli ultimi minuti della partita. Ha senso? Non è molto meglio cercare di espandere il proprio reddito grazie ai flussi di cassa generati dai tuoi investimenti? Infatti… ed andiamo al punto seguente…
  • Se vuoi campare di rendita, non ha senso farlo distruggendo il tuo capitale: è certamente molto meglio vivere sui frutti che questo risparmio è in grado di generare, impiegando i tuoi soldi in un investimento con rendita mensile.

    Questi frutti saranno in grado di alimentare la tua crescita sin dal primo momento, non dovrai attendere di disporre di un’ingente somma di denaro per farlo. È per questa ragione che ho scelto gli immobili: per procurarmi le entrate passive capaci di farmi vivere di rendita.

Vivere di rendita investendo il tuo tempo…

Foto di Tumisu da Pixabay

In linea di massima, non puoi fare le nozze con i fichi secchi: dovrai investire soldi per ottenerne altri. O, almeno, questa è la via più facile e prevedibile. Se invece sceglierai di investire il tuo tempo, normalmente avrai risultati meno immediati ma, ovviamente, questo non significa che tu non possa ottenere una rendita interessante.

Ecco le alternative (più serie) a tua disposizione.

  • Airbnb. Se hai una casa grande, oppure ti ritrovi una seconda casa al mare o in montagna, affittare questa proprietà tramite Airbnb può rappresentare sicuramente un’ottima opportunità per tramutare una passività in attività. Oppure, se hai spazio inutilizzato potresti cercare di farlo fruttare in qualche modo affittandolo.
  • Affiliate Marketing. Creato un sito, puoi veicolare traffico, in maniera organica o a pagamento, allo scopo di realizzare vendite per conto di altri, percependo una provvigione per ogni vendita realizzata. Una volta creato il sito, il più del lavoro è fatto e, con poco sforzo, puoi continuare ad alimentare il processo.
  • Business Angel. Se hai capitale ed una buona preparazione in ambito business, questa opportunità può essere certamente valutata. Se la start-up che aiuterai finirà per avere successo, ti ritroverai dei flussi di cassa decorrelati dal tempo impiegato. Io stesso ho valutato l’opzione, approcciando un business club dedicato, prima però di dedicarmi agli immobili.

    Se ti stai chiedendo il perché della scelta immobiliare, penso di poterti rispondere che l’ho fatto sostanzialmente per due motivi: la forza del debito che gli immobili ti consentono di utilizzare e la maggior sicurezza di successo che possono garantirti.
  • Dropshipping. Non ho esperienza diretta in questa pratica che, qualora tu non lo sappia, consiste nel vendere i prodotti di altri senza preoccuparsi di nulla. Sostanzialmente sei solo il tramite tra cliente e fornitore: imballo e spedizione non sono di tua competenza. Probabilmente possono rappresentare un’attività abbastanza passiva da essere indicata in questa lista.
  • Fare reddito da una passione. Se ti piace fotografare, ad esempio, puoi sfruttare questa passione a tuo vantaggio vendendo le tue fotografie migliori su internet. Non considero questa attività un lavoro, dal momento che le fotografie le avresti scattate comunque e poi, magari, sul sito dove svolgi questa attività, potresti proporre un corso, cioè una proprietà intellettuale come vedrai più avanti.
  • Investimenti finanziari in genere. Sono un po’ restrittivo sugli investimenti finanziari: li valuto positivamente solo a patto che ti forniscano una cedola, un dividendo, un flusso di cassa insomma.
  • Investimenti immobiliari. Acquistare appartamenti, negozi o capannoni da mettere a reddito.
  • Investimenti P2P. Puoi investire in immobili senza farlo attivamente, utilizzando una piattaforma di crowdfunding immobiliare, oppure prestare soldi a terzi sfruttando il servizio offerto da una società specializzata nel peer-to-peer lending.
  • Proprietà intellettuali che, una volta create, produrranno entrate automatiche in futuro. Ad esempio, se sei molto competente su un argomento, potresti scrivere un libro, che una volta realizzato può essere venduto per molti anni a venire. Oppure il corso di fotografia, come ti ho già accennato precedentemente: non appena creato potrai venderlo online su siti specializzati.
  • YouTube. Non posseggo un canale e, anche se in molti mi hanno indicato di aprirlo, il motivo che mi ha spinto a non farlo è che immagino dietro ci sia un lavoro immane. Anche questa attività comunque è slegata dal tempo impiegato. Un video, non appena pubblicato, può potenzialmente essere visualizzato milioni di volte. Inoltre, potresti anche possedere un canale basato sulle pillole video che posti mentre, sei in giro per il mondo, e vivi… senza lavorare.

Ci sarebbero molti altri suggerimenti creativi: fai carriera politica, sposati con un ricco, apri una comune oppure… fatti beccare a commettere un reato e vai in prigione in modo da vivere “a sbafo” a spese dello Stato! Scherzi a parte, puoi approfondire l’argomento leggendo anche «Le Migliori Rendite Passive a Tua Disposizione».

Diversamente, anche se per molti lo sono, non considero entrate passive le seguenti:

  • Arte. Ancora ricordo i miei primi passi (falsi) in questo settore: si diceva: «l’arte non è collegata ai mercati finanziari». Ragione per la quale avrebbe rappresentato un’ottima opportunità di diversificazione. Poi ci fu il crollo di Lehman Brothers: si scoprì che tutte le maggiori società finanziarie comprano arte a camionate. Anche il mercato dell’arte crollò. So che esistono fondi specifici che investono in questo settore. Tuttavia, se ci pensi bene, come può aiutarti a vivere di rendita un bel quadro?
  • Business. Iniziare un’attività, aprire un business, è un lavoro vero e proprio… Anzi, penso proprio che sia il lavoro più difficile di tutti. Sicuramente non è un’entrata passiva.
  • Freelancer. Lavorare online non è passivo proprio per niente. Eppure tantissimi, solo per il fatto che la mansione è svolta come secondo lavoro, pensano che lo sia. È semplicemente un lavoro come tanti altri.
  • Secondo lavoro. Come già indicato nel punto precedente, cercare un secondo impiego è certamente nobile, ma non sicuramente configurabile come entrata passiva.
  • Trading immobiliare. Anche questo è un lavoro vero e proprio… compri e rivendi… compri sistemi e rivendi… e così via.
  • Trading finanziario. Esattamente come per il trading immobiliare, fare trading non è assolutamente “passivo” purtroppo. Anche questo è un lavoro, e pure molto difficile. Richiede una buona preparazione, un piccolo-grande capitale da mettere a repentaglio e nervi d’acciaio.
  • Vendere prodotti online. C’è duro lavoro dietro un qualunque lavoro di vendita, altro che rendita passiva.

Conclusioni

Foto di Tumisu da Pixabay

Concludo questo post complimentandomi con te: fai bene ad interessarti all’argomento perché gli Stati hanno l’acqua alla gola e, presto o tardi, capirai che in un futuro molto remoto, quando finalmente potrai andare in pensione, sarai indigente, e non un pensionato benestante, come invece siamo abituati a vedere oggi giorno.

Le cose sono già cambiate con l’entrata a regime del metodo contributivo, e non più retributivo: questo fatto apparentemente innocuo ti garantirà una pensione, indicativamente, dal 30 al 50% del tuo ultimo stipendio. Aggiungo anche per esperienza personale che più guadagni e peggio sarà! Questo perché è previsto un «cap», un limite, che ti impedirà di considerare interamente i tuoi contributi versati, portandoti verso la parte bassa della forchetta soprindicata.

La regola del 4% è stata creata da studiosi vari ed accademici, ma non può garantirti con certezza il raggiungimento del tuo obiettivo. Infatti, la differenza tra chi predica perché ha letto un libro o ha studiato un sacco e chi invece lo fa perché ha avuto un’esperienza diretta è sostanziale. Non a caso gli accademici non sono mai stati grandi investitori… Famosa è la storia dell’hedge fund LTCM (Long-Term Capital Management), diretto da premi Nobel per l’economia, che fallì miseramente, costringendo il governo USA ad intervenire per evitare uno shock dei mercati finanziari.

Per di più, questa regola del 4% ti costringe ad attendere e risparmiare per lungo tempo ed il dubbio che tu possa cedere nel corso di 20 o più anni di sacrifici è concreto, purtroppo. Per ottenere l’obiettivo di vivere di rendita, ritengo che la tua migliore opportunità non sia legata alle rendite finanziarie, bensì a quelle immobiliari. A tal proposito ti invito a leggere «Vivere di Rendita Immobiliare». Inoltre, se hai bisogno di aiuto per il tuo progetto, non esitare a contattarmi. Sono più che convinto di poterti aiutare.

Diversamente, se proprio non ne vuoi sapere di immobili e ti senti più orientato agli investimenti finanziari, ti consiglio di leggere prima di lasciarci «Come risparmiare…», «Come investire soldi?» o, comunque, uno dei tantissimi articoli del nostro blog.

In bocca al lupo!

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Christiano Bernardi
Nel corso della mia carriera lavorativa ho svolto diverse mansioni: sono stato agente di commercio, responsabile di area, responsabile di filiale ed infine, dal 2006 ad oggi, svolgo la mansione di direttore della divisione noleggio della più importante società italiana di prefabbricazione metallica leggera. Da sempre sono appassionato di investimenti e sono sempre andato alla ricerca di modi per poter creare ricchezza. Purtroppo mi sono trovato spesso ad utilizzare un approccio sbagliato. Dal 2014 tutto è cambiato. Mi sono rimesso in forma ed ho iniziato ad investire con il preciso obiettivo di raggiungere la libertà finanziaria. Ora il mio obiettivo sarà quello di aiutare anche te…

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