Valore Attuale (VA) e Valore Attuale Netto (VAN)

da | Dic 12, 2020 | Finanza Personale | 0 commenti

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“L’investitore di oggi non trae profitto dalla crescita di ieri.”

Warren Buffett

Penso non ci siano dubbi: meglio avere un euro in tasca oggi, piuttosto che uno domani. Infatti una volta che lo avrai saggiamente investito, potrà generare altri euro in futuro.

Tuttavia, cosa significa saggiamente? Quante volte ti è capitato di dover scegliere tra diversi investimenti che, magari, presentavano anche durate differenti? Come puoi capire con certezza quale sia la tua migliore opportunità?

Finché rimani entro l’anno non hai grossi problemi di scelta ma, quando l’orizzonte temporale si protrae per un periodo di tempo più lungo, è assolutamente necessario procedere con valutazioni più accurate. Per confrontare efficacemente differenti alternative di investimento puoi utilizzare il VA (Valore Attuale) oppure il VAN (Valore Attuale Netto).

Conoscere come attualizzare i flussi di cassa futuri ti potrà servire non solo per investire con maggior profitto i tuoi risparmi, ma anche per riuscire a trovare un impiego con maggior facilità. I tempi sono cambiati, infatti, oggi solamente gli individui più qualificati trovano facilmente lavoro, mentre i meno preparati rimangono disoccupati.

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Cosa si intende per Valore Attuale?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il valore attuale è l’operazione che ti consente di trasportare nel presente tutti i flussi futuri, positivi o negativi, che otterrai da un determinato investimento.

Portandoli nel presente avrai valori omogenei che potrai confrontare con facilità.

La logica risiede nel fatto che il flusso che percepisci oggi, anche se di importo identico, è in realtà molto più valevole di quello che percepirai in futuro. Infatti, se tu avessi avuto già quei soldi, li avresti potuti investire ricavandone un profitto.

Quando arriverai a leggere la sezione relativa ai calcoli, potrai agevolmente verificare che, non a caso, i flussi futuri avranno un valore attuale via via decrescente. Infatti saranno sempre meno valevoli perché più questi soldi saranno percepiti avanti nel tempo e meno valore avranno oggi.

Il valore attuale è la somma di denaro che dovresti investire oggi ad un determinato tasso per ottenere, nel periodo pluriennale considerato, esattamente la stessa cifra nominale.

Il tasso percentuale che rende il valore attuale uguale al valore futuro, è il tuo rendimento effettivo.

Valore Attuale e Valore Attuale Netto, che differenza c’è?

Foto di Gratisography da Pexels

L’unica differenza pratica tra i due risiede nel fatto che il Valore Attuale attualizza solamente i flussi ricavati dall’investimento, mentre il Valore Attuale Netto va a sottrarre al Valore Attuale l’importo relativo agli investimenti iniziali che, essendo un’uscita di cassa, presentano un segno negativo.

Il Valore Attuale Netto è la somma dei Valori Attuali delle uscite e delle entrate di cassa futuri.

Il Valore Attuale Netto, definito anche NPV (Net Present Value), è la formula che ti troverai ad usare nel 99% dei casi.

Il VAN è molto comodo in quanto, computando anche i costi, ottieni immediatamente un riscontro: se il VAN è positivo puoi procedere, mentre se è negativo meglio lasciar perdere.

La scelta del tasso di sconto

Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay

Il punto essenziale di tutto il processo di calcolo è la scelta del tasso di sconto da utilizzare per attualizzare i tuoi flussi.

Quale tasso di attualizzazione utilizzare? Questo è il problema…

La stragrande maggioranza degli investitori utilizza il tasso di rendimento ottenuto da un altro investimento ed, in questo specifico caso, il tasso viene spesso definito costo opportunità. Qualora lo ritenessi necessario è possibile maggiorarlo per il rischio oppure per qualunque altro fattore.

Utilizzando il costo opportunità, se il VAN è positivo, vorrà dire che l’investimento analizzato è preferibile. Diversamente, qualora il VAN si presentasse negativo, significherà che conviene valutare l’investimento utilizzato come riferimento.

Segnalo che il tasso di sconto può anche variare nel corso del periodo considerato: non è usuale ma non è assolutamente detto che debba rimanere fisso per tutta la durata dell’investimento.

Personalmente utilizzo due tassi di attualizzazione.

Il tasso minimo al quale sono disposto ad investire il mio capitale oppure, qualora sia presente capitale di terzi, il WACC (Weighted Average Cost of Capital).

Il WACC (Weighted Average Cost of Capital)

L’acronimo WACC significa Weighted Average Cost of Capital, che tradotto in italiano significa Costo Medio Ponderato del Capitale.

In pratica è la media ponderata del rendimento obiettivo del capitale proprio sommato al rendimento necessario a ripagare il costo del capitale di terzi.

La formula del WACC

Il calcolo del WACC è molto semplice.

La formula è la seguente.

Formula WACC (Weighted Average Cost of Capital) - Costo Medio Ponderato del Capitale
Formula WACC (Weighted Average Cost of Capital) – Costo Medio Ponderato del Capitale

Il “rendimento obiettivo del capitale proprio” viene anche definito “costo del capitale proprio” in quanto il suo impiego va remunerato. Se osservi la formula puoi vedere chiaramente che il WACC non è altro che la media ponderata tra il costo del capitale proprio e quello di terzi.

Esempio di calcolo del WACC

Immaginiamo che tu voglia investire in un progetto molto interessante dove è necessario l’impiego del 35% di capitale proprio mentre, per il restante 65%, sei in grado di finanziarti presso terzi.

Il rendimento minimo al quale sei disposto ad investire il tuo amato capitale proprio è il 10% mentre, per quanto concerne il capitale di terzi, la banca è disposta a finanziarti facendoti pagare un’interesse del 3%.

A quanto ammonta il tuo WACC?

Utilizzando la formula indicata precedentemente…

Esempio di calcolo del WACC (Weighted Average Cost of Capital)
Esempio di calcolo del WACC (Weighted Average Cost of Capital) – Costo Medio Ponderato del Capitale

Il tuo WACC è pari al 5,45% per cui dovrai utilizzare questo tasso per attualizzare i tuoi flussi di cassa. Se il VAN (Valore Attuale Netto) risulterà positivo potrai investire con serenità…

La formula del VAN

La formula del Valore Attuale Netto (VAN) consente di analizzare correttamente il tuo investimento computando costi e benefici in base al momento temporale nel quale si verificano. Per essere considerati in base al loro reale valore attuale, infatti, i flussi di cassa futuri devono essere attualizzati, cioè valorizzati ad oggi.

Formula VAN (Valore Attuale Netto)

FC0 rappresenta l’investimento iniziale, che può essere anche pari a zero;

FC1, FC2, FCn, rappresentano rispettivamente i flussi di cassa al primo, secondo ed ennesimo anno;
i rappresenta il tasso di sconto, utilizzato per attualizzare il tuo flusso.

Come calcolare il VAN

Il calcolo del valore attuale è una procedura facile ma lenta ed impegnativa se si hanno parecchi anni da attualizzare. Personalmente utilizzo una calcolatrice finanziaria e, in tre secondi, ottengo il mio risultato! 😅

Se non si dispone di una calcolatrice finanziaria nessun problema, si può utilizzare excel oppure anche carta, penna ed un pò di impegno. Si calcolano tutti i flussi annuali, che devono poi essere scontati utilizzando il tasso di sconto.

Il Valore Attuale Netto non è altro che la somma del Valore Attuale dei flussi attivi e del Valore Attuale dei flussi negativi. Se il valore è positivo, significa che il Valore Attuale dei flussi attivi è maggiore per cui l’investimento è profittevole.

Se il VAN è..Significato
positivoIl tuo investimento è profittevole dal momento che il tuo rendimento è superiore al tasso di sconto.
pari a zeroL’investimento è fattibile dal momento che promette un rendimento esattamente uguale al tasso di sconto.
negativoNon investire nel progetto dal momento che il rendimento è inferiore al tasso di sconto.
Tabella dell’autore – il risultato del VAN (Valore Attuale Netto)

Per completezza ti segnalo anche che, nel calcolo del Valore Attuale Netto (VAN), si prevedono due importanti semplificazioni.

In primo luogo si considera il reinvestimento di tutti i flussi di cassa generati dal progetto. Questo reinvestimento viene computato al tasso di sconto utilizzato nella procedura di calcolo. Se il tuo capitale non verrà effettivamente reinvestito a questo tasso, il calcolo perderà di efficacia.

L’altra importante semplificazione riguarda il momento in cui si verificano effettivamente i flussi in entrata ed uscita. Tranne la consueta uscita di cassa iniziale, infatti, tutti i flussi futuri vengono considerati come percepiti a fine periodo. Questo unicamente per semplificare la procedura di calcolo.

Esempio di Calcolo del VAN

Immaginiamo che tu sia alla guida di una grossa società e sul tuo tavolo hai una proposta di investimento da valutare.

Si tratta dell’acquisto di un nuovo macchinario che permetterebbe considerevoli risparmi di produzione, stimati in € 30.000,00 all’anno per una durata di 10 anni. Dopo tale periodo il macchinario risulterebbe vetusto ed andrebbe sostituito. L’investimento richiesto è di € 200.000,00 mentre il tasso di sconto che ti è stato indicato del responsabile finanziario è il 10%.

Cosa ne pensi? Procederesti con l’investimento?

Procediamo ad attualizzare i flussi inerenti il risparmio.

Esempio: Valore Attuale (VA) dei flussi futuri
Esempio: calcolo del Valore Attuale dei flussi futuri

A questo punto, per trovare il VAN (Valore Attuale Netto), non dovrai fare altro che sommare al VA (Valore Attuale) dei benefici attesi il costo dell’investimento.

Esempio di calcolo del VAN (Valore Attuale Netto)
Esempio: calcolo del VAN (Valore Attuale Netto)

Come puoi vedere l’investimento non è profittevole.

L’interpretazione del VAN

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Penso che l’esempio precedente dimostri, senza ombra di dubbio, l’importanza del VAN.

Qualora si fossero esaminati semplicemente i flussi attesi, chiunque avrebbe pensato che l’investimento sarebbe stato da fare ad occhi chiusi: € 30.000 all’anno per 10 anni sono ben € 300.000,00 ed il costo iniziale è largamente inferiore.

Potresti pensare che la valutazione sia troppo severa… l’investimento ti può sembrare allettante e, in effetti, è in grado di far rendere il tuo capitale l’8,14%. Tuttavia, a volte, i ragionamenti possono essere differenti.

Ad esempio, se la tua ipotetica società fosse davvero in grado di far rendere il capitale investito il 10%, saresti veramente disposto ad diluirlo? Sì, perché il tuo investimento marginale finirebbe per abbassare, e non aumentare, la redditività globale della tua società. Comunque sia, senza essere troppo severi, normalmente viene preso come riferimento minimo il WACC (Weighted Average Cost of Capital) di cui ti ho già parlato precedentemente.

Nell’esempio precedente il VAN era negativo ma, qualora fosse stato positivo, tale valore sarebbe potuto essere tranquillamente aggiunto all’investimento iniziale senza compromettere l’operazione. Se, ad esempio, il VAN fosse stato + € 10.000 avresti potuto spendere fino ad € 210.000, garantendoti comunque il risultato voluto.

Il valore del VAN può essere pensato anche come un margine d’errore, che anche se utilizzato, garantisce comunque il successo dell’operazione.

Il problema delle uscite di cassa

Foto di Andrew Khoroshavin da Pixabay

Le formule del Valore Attuale e del Valore Attuale Netto funzionano alla grande, tuttavia, quando si è in presenza di investimenti ulteriori, molto avanti nel tempo, oppure di un periodo di flussi negativi, l’investimento va valutato con molta attenzione.

I flussi attivi vengono giustamente scontati ma è corretto scontare anche le uscite di cassa? E’ corretto, di fatto, ridurle? Considera che più il tasso di sconto sarà elevato e più l’uscita di cassa sarà ridotta nella tua valutazione attuale.

Un periodo prolungato di flussi di cassa negativi potrebbero avere, in realtà, un impatto ben maggiore rispetto alla valutazione “sulla carta”.

Una grossa uscita di cassa futura è da valutare con ancora maggior attenzione.

Infatti, quando ti troverai nell’anno in cui la spesa è prevista, vi dovrai far fronte in termini nominali e non ridotti.

Potresti, ad esempio, provvedere all’accensione di una specifica linea di finanziamento, considerandone l’impatto sin dall’inizio dell’investimento. Per avere la certezza di disporre della cifra necessaria, infatti, dovresti in teoria accantonarla sin dall’inizio del progetto. Sarebbe una soluzione molto estrema ma senz’altro necessaria.

Ad ogni buon conto il messaggio che voglio trasmetterti è di tenere bene a mente questo aspetto!

La Rendita Perpetua

Prima di lasciarci voglio affrontare anche il caso specifico della rendita perpetua. Come comportarsi quando il nostro flusso di cassa è perpetuo (cioè percepito per sempre)?

Come valutare questo specifico caso?

Si procede calcolando il Valore Attuale del flusso perpetuo. Per fare questo si divide la rendita perpetua per il per il tasso di sconto prescelto.

Rendita Perpetua: la Formula

In realtà, ad essere precisi, le formule che puoi utilizzare sono due. Dovrai utilizzare quella giusta sulla base del fatto che il tasso di sconto rimanga inalterato oppure si modifichi nel tempo.

Iniziamo dal primo caso, quello previsto per un tasso di sconto costante.

Formula VA (Valore Attuale) di una rendita perpetua
Formula VA (Valore Attuale) di una rendita perpetua

Successivamente, per trovare il Valore Attuale Netto non dovrai far altro che sommare al VA dei flussi attivi il costo dell’investimento.

E se tale rendita perpetua fosse pure crescente? Come computare correttamente anche quest’altro particolare caso?

In questo ulteriore caso non si dovrà fare altro che sottrarre al tasso di sconto il tasso di crescita del flusso di cassa perpetuo. Poi procedere dividendo il flusso attivo per il tasso netto ottenuto.

La formula è la seguente.

Formula VA (Valore Attuale) di una rendita perpetua
Formula VA (Valore Attuale) di una rendita perpetua

Per ottenere il VAN (Valore Attuale Netto) di una rendita perpetua non dovrai fare altro che sommare al VA (Valore Attuale) della rendita il costo dell’investimento che ti permetterà di conseguirla.

Conclusioni

Spesso la differenza tra il ricco ed il povero sta nella capacità di valutare correttamente l’impatto delle proprie scelte economiche.

Perché sarebbe povero altrimenti?

Se sarai in grado di far rendere il tuo capitale qualche punto percentuale in più, conseguirai, nell’arco della tua vita, un risultato tre, quattro volte maggiore.

Perché non approfittarne?

Altro aspetto importante che differenzia sempre il benestante dal meno abbiente è il livello di istruzione. Non è un caso che Benjamin Franklin affermasse “Se pensi che l’istruzione sia costosa, prova l’ignoranza!”.

Oggi più che mai le tue competenze determinano il tuo livello di successo nella vita.

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Christiano Bernardi
Nel corso della mia carriera lavorativa ho svolto diverse mansioni: sono stato agente di commercio, responsabile di area, responsabile di filiale ed infine, dal 2006 ad oggi, svolgo la mansione di direttore della divisione noleggio della più importante società italiana di prefabbricazione metallica leggera. Da sempre sono appassionato di investimenti e sono sempre andato alla ricerca di modi per poter creare ricchezza. Purtroppo mi sono trovato spesso ad utilizzare un approccio sbagliato. Dal 2014 tutto è cambiato. Mi sono rimesso in forma ed ho iniziato ad investire con il preciso obiettivo di raggiungere la libertà finanziaria. Ora il mio obiettivo sarà quello di aiutare anche te…

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