ROI: formula, calcolo, limiti ed esempi di applicazione

da | Ott 9, 2020 | Finanza Personale | 0 commenti

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In questo articolo ti parlerò di uno dei più famosi indici di redditività, il ROI.

Questo acronimo viene utilizzato molto di frequente, spesso anche in maniera impropria. Oggi più che mai, infatti, è necessario avere conoscenza e competenze specifiche che ti aiutino ad emergere dalla massa, permettendoti di “vedere” quello che gli altri “non riescono a vedere”.

Queste competenze ti permetteranno non solo di investire i tuoi soldi con maggior efficacia e consapevolezza, ma anche di poter trovare un impiego con più facilità. Oggi solamente gli individui più qualificati trovano agevolmente lavoro, mentre i meno preparati rimangono disoccupati.

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Cos’è il ROI?

Il ROI è una formula utilizzata per calcolare la redditività del capitale investito. ROI è l’acronimo di Return On Investment che significa, letteralmente, Ritorno Sull’Investimento. E’ un indicatore di performance che fa parte della più ampia famiglia degli indicatori di bilancio.

Il ROI ti aiuta a confrontare differenti investimenti al fine di poter scegliere quello più remunerativo.

Spesso in ambito aziendale viene usato come indicatore chiave di performance (KPI) allo scopo di fissare obiettivi SMART per alcuni dipendenti. Questa formula viene utilizzata, infatti, per valutare la profittabilità di un’azienda, per scegliere tra diverse opportunità d’investimento, per valutare il successo di una campagna di marketing su internet e per tutti i casi in cui si voglia stabilire quanto rende un particolare investimento.

Possiamo definire il ROI, infatti, come il rendimento che siamo in grado di ottenere dal capitale investito. Il ROI è, in buona sostanza, una comparazione tra i costi attesi ed i benefici attesi dall’investimento.

Normalmente il ROI viene utilizzato unitamente al ROE, un’altro popolare indice di redditività.

La differenza sostanziale tra i due è che il ROI misura la performance di tutto il capitale investito, senza fare differenza tra capitale proprio (mezzi propri) e capitale di terzi (soldi non nostri ottenuti tipicamente da un’istituto di credito). Il ROE, invece, misura esclusivamente la redditività sul capitale proprio.

Cos’è il capitale investito?

Dal momento che il ROI misura il rendimento del capitale investito è necessario capire che cos’è il capitale investito.

Il capitale investito può essere definito in vari modi, a seconda del contesto nel quale ti trovi, ed è per questa ragione che ti propongo due differenti scenari di applicazione.

L’ambito personale e quello aziendale.

Nell’applicazione personale, non ci sono particolari problemi, è piuttosto semplice stabilire cosa sia il capitale investito: il totale dei soldi che hai destinato ad un determinato progetto.

Nell’ambito aziendale, invece, la connotazione di capitale investito si complica notevolmente: per capitale investito si intende la somma delle attività dello Stato Patrimoniale: la somma tra le immobilizzazioni (che possono essere materiali, immateriali o finanziarie) ed il capitale circolante netto.

Le immobilizzazioni sono tutti gli investimenti pluriennali che l’azienda ha sostenuto mentre il capitale circolante netto è il capitale utilizzato per far funzionare l’azienda, sostanzialmente la differenza tra attivo corrente e passivo corrente.

Nell’attivo corrente troviamo i soldi di cui disponiamo ed i crediti che vantiamo nei confronti dei nostri clienti mentre, nel passivo corrente, troviamo i debiti che abbiamo verso i nostri fornitori unitamente alle quote accantonate per il TFR (il fondo di fine rapporto).

La formula del ROI

RISULTATO OPERATIVO fratto CAPITALE INVESTITO
La formula del ROI

Il risultato operativo è la differenza tra il valore della produzione, il totale dei ricavi nel conto economico, ed i costi della produzione, i costi connessi all’attività caratteristica dell’azienda. Il risultato operativo è definito anche EBIT (Earnings Before Interests and Taxes).
Il capitale investito, o Totale Attivo Netto, è il totale dell’attivo aziendale a cui vanno sottratti gli investimenti extra caratteristici.

Per investimenti extra caratteristici si intendono tutti quegli investimenti che non sono direttamente correlati all’attività d’impresa (partecipazioni, fabbricati civili, buoni del tesoro, terreni, ecc. ecc.). Per attività di impresa, invece, intendo il ciclo acquisto-produzione-vendita definito anche gestione caratteristica.

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La formula del ROI è stata ideata nel 1914 da F. Donaldson Brown, un ingegnere elettrico che lavorava presso la DuPont Company, società costituita nel lontano 1802 nello stato del Delaware. La società all’epoca produceva polvere da sparo, mentre oggi è una società chimica presente in oltre 70 paesi.

Brown era ambizioso e sveglio e, grazie ad un report che impressionò l’allora presidente Coleman DuPont, fu promosso all’ufficio tesoreria. Fu proprio dopo la promozione che ideò la formula del ROI per monitorare la performance del business analizzando guadagni, capitale circolante ed investimenti in impianti, macchinari e proprietà.

Il successo della formula fu immediato e scuole ed università iniziarono ad insegnarlo, definendolo Metodo DuPont.

La formula è stata ideata in ambito aziendale ma può essere utilizzata per tantissime differenti valutazioni. Infatti penso proprio sia sulla base dell’utilizzo che intendi farne, che si delinea la formula corretta che dovrai utilizzare. Se hai un’azienda, oppure un lotto di azioni, capirai che la differenza è sostanziale.

Il calcolo del ROI (esempio)

Per prima cosa devi trovare il tuo reddito operativo. Per fare questo dovrai sottrarre dal valore della produzione i costi della produzione.

Il valore della produzione è rappresentato, per la stragrande maggioranza, dal fatturato che hai conseguito vendendo i tuoi prodotti/servizi. I costi della produzione, invece, sono rappresentati per lo più da acquisti di beni e materie prime, manodopera diretta e costi vari connessi alla produzione.

Per trovare il capitale investito, invece, dovrai togliere dal totale delle attività il capitale circolante netto che, come già ti ho indicato precedentemente, è costituito dalla differenza tra attivo corrente e passivo corrente. Inoltre dovrai togliere tutto il capitale investito in attività extra caratteristiche, cioè non direttamente correlate alla tua attività core (la tua attività principale).

Stato Patrimoniale e Conto Economico di esempio
Stato Patrimoniale e Conto Economico di esempio

Fatte queste doverose premesse passiamo ai calcoli.

Al numeratore della formula del ROI hai il reddito operativo, che potrai reperire con semplicità dal tuo conto economico riclassificato.

Al denominatore della formula del ROI, invece, trovi il capitale investito. Questo valore è il totale delle immobilizzazioni a cui dovrai sommare il capitale circolante netto, e cioè la differenza tra le attività correnti e le passività correnti.

Esempio di calcolo del ROI in ambito aziendale

Il tuo ROI è pari al 14,43%.

In pratica, per ogni euro investito nell’attività caratteristica sei riuscito a guadagnare poco più di 14 centesimi

Il calcolo nell’ambito personale

Nell’ambito personale la formula deve essere modificata leggermente.

(GUADAGNI - COSTI) diviso COSTI
La formula del ROI in ambito personale

Cosa c’è di difficile in questa formula?

Direi proprio nulla…, dai guadagni ottenuti dall’investimento sottrai i costi relativi dividendo poi il risultato ottenuto per i costi sostenuti per l’investimento.

Insomma, non devi essere un analista finanziario per capire quale rendimento hai ottenuto dal tuo capitale investito. 🤗

Facciamo un esempio…

Poniamo che tu abbia acquistato dieci sterline oro ad € 300,00, per un investimento totale di € 3.000,00. Successivamente sei riuscito a rivenderle ad € 400,00 l’una ricavando, complessivamente, € 4.000,00.

Come si calcola il ritorno sull’investimento?

(€ 4.000 - € 3.000) = € 1.000 diviso € 3.000 = 0,3333 = 33,33%
Esempio di applicazione della formula del ROI in ambito personale

In pratica per ogni euro che hai investito hai ottenuto un guadagno di poco più di 33 centesimi: un ROI del 33,33%.

I limiti del ROI

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Il grosso limite del ROI è che non tiene in considerazione l’effetto tempo: converrai con me che un conto è completare l’operazione entro l’anno ed un conto è completarla in più anni…

Il ROI, infatti, non considera il valore attuale dell’investimento ma il guadagno netto, senza tenere in considerazione l’orizzonte temporale nel quale ottieni il risultato.

Inoltre è piuttosto facile che al numeratore (il numero che sta sopra…) ci sia un flusso di cassa invece di un solo numero con cui fare i tuoi calcoli.

Ad esempio se si acquista un appartamento e lo si ristruttura, rivendendolo entro un anno, nessun problema. Ma se, invece, lo si tiene a reddito per 5 anni per poi venderlo successivamente, la questione si complica notevolmente.

Il ROI infatti lo si può utilizzare con efficacia solo nel caso in cui l’investimento non si protragga oltre l’anno.

Qualora l’investimento sia pluriennale ti consiglio di leggere l’articolo sul VA (Valore Attuale) e VAN (Valore Attuale Netto).

Comprendere il ROI

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Come ti ho già anticipato il ROI consiste in un indicatore di performance che ti aiuta a scegliere tra differenti opportunità. Utilizzandolo potrai scegliere un investimento invece di un altro oppure comprendere se il risultato ottenuto è soddisfacente o meno.

Se il numero è positivo è abbastanza logico supporre che l’investimento sia, in qualche modo, profittevole tuttavia questo non è sufficiente.

Se sei un’azienda dovresti riuscire a recuperare, come minimo, il costo del capitale di terzi oppure, idealmente, il tuo WACC.

Come privato, invece, devi investire riuscendo a battere l’inflazione. Se non ce la farai, non sarai stato in grado di mantenere il tuo potere d’acquisto e non avrai sicuramente investito adeguatamente i tuoi sudati risparmi.

Quale indice di redditività usare?

Foto di Anemone123 da Pixabay

Per quanto concerne l’ambito aziendale puoi approfondire l’argomento leggendo il post specifico sugli indici di redditività.

Nella sfera personale, invece, se il tuo obiettivo è diventare ricco, libero finanziariamente, uscire dalla corsa del topo, non credo che il ROI sia l’indicatore giusto in quanto tralascia la potenza dell’effetto leva. Quando utilizzi la leva finanziaria, infatti, quello che conta è il rendimento sul capitale proprio, che è misurato dal ROE (return on equity).

Invece, per tutti i casi in cui devi fare i conti con flussi di cassa pluriennali, dovrai necessariamente attualizzare i tuoi flussi per poterli comparare efficacemente. Solo quando li avrai attualizzati, potrai scegliere quello realmente più conveniente.

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Christiano Bernardi
Nel corso della mia carriera lavorativa ho svolto diverse mansioni: sono stato agente di commercio, responsabile di area, responsabile di filiale ed infine, dal 2006 ad oggi, svolgo la mansione di direttore della divisione noleggio della più importante società italiana di prefabbricazione metallica leggera. Da sempre sono appassionato di investimenti e sono sempre andato alla ricerca di modi per poter creare ricchezza. Purtroppo mi sono trovato spesso ad utilizzare un approccio sbagliato. Dal 2014 tutto è cambiato. Mi sono rimesso in forma ed ho iniziato ad investire con il preciso obiettivo di raggiungere la libertà finanziaria. Ora il mio obiettivo sarà quello di aiutare anche te…

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