Come Investire 50000 euro (Facendoli Rendere Adeguatamente!)

da | Dic 12, 2021 | Finanza Personale | 0 commenti

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«Sembra sempre impossibile finché non viene fatto».

Nelson Mandela

Seguire il consiglio di Algamish, il prestasoldi che insegna ad Arkad il segreto per la ricchezza, nel bel libro «L’uomo più ricco di Babilonia», di risparmiare almeno una decima parte di quanto si guadagna, non è così semplice: mettere da parte 50.000 euro richiede un certo sforzo. Quindici anni guadagnando poco meno di 2.800 euro al mese, per esempio, oppure dieci anni con un reddito netto annuale di 50.000 euro. Beh, se hai fatto tutta questa fatica, occorre investirli adeguatamente.

Il vecchio adagio recita: «A maggior rendimento, corrisponde maggior rischio». Ma è davvero così? Un tasso di remunerazione del nostro capitale corrisponde realmente ad un rischio direttamente proporzionale? È veramente necessario un piano pensionistico di lunghissimo periodo per permetterci di accumulare una rendita o un capitale che ci consenta di dormire sonni tranquilli?

Dato che non esiste certamente una soluzione che accontenti tutti, in questo articolo provo ad immaginare come investire 50.000 euro, analogamente a quanto accadrebbe se fossero veramente i miei.

Come investire 50.000 euro senza rischi

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Ecco la parola d’ordine… «senza rischi». Ogni tanto mi capita di discutere con persone che vorrebbero rendimenti stellari senza assumersi nessun rischio. Insomma, il vecchio adagio della «moglie ubriaca, la botte piena e l’uva nella vigna».

La parola «rischio», secondo Peter L. Bernstein, deriva dall’italiano antico «risicare», che significava, e significa ancora oggi, «osare». Come enunciava il famoso storico, economista e educatore americano, «il rischio è una scelta piuttosto che un destino: sono le azioni che osiamo intraprendere che lo determinano». Il rischio, comunque, è sempre presente: va gestito o mitigato nel modo più adeguato. Ma falso dire che, per avere rendimenti superiori alla media, occorra assumersi anche maggiori rischi. Di ciò avrai prova concreta, leggendo tutto l’articolo fino alla fine.

Se l’orizzonte temporale è di almeno 5 anni, infatti, non vedo nulla, oltre agli immobili, che consenta di investire al meglio 50.000 euro. Perciò, in questo articolo, mi concentrerò nel perorare la mia causa, dimostrandone nei fatti la superiorità ed analizzando anche i potenziali rischi insiti in questa alternativa. Ma contrapponendoli anche ad ognuna delle maggiori opportunità offerte dal mercato.

Investire 50.000 euro

Anche qui la parola d’ordine è «diversificare». Ma perché mai, dico io. Troppa grazia? Troppo bello per essere vero? Insomma, se, dopo una scelta ponderata, si è convinti di un determinato investimento, perché mai si dovrebbe spargere i propri soldi in ulteriori alternative, magari non gradite, per riuscire a diversificare?

La vera diversificazione è fatta da pochissimi investitori: non significa comprare diversi settori o differenti tipi di obbligazioni. In questo caso, non si farebbe che parcellizzare le tue risorse, riducendo il rendimento del tuo investimento, frazionandolo in tanti altri molto simili. Inoltre, 50.000 euro sono una bella somma per molti. In realtà, però, sono quattro spiccioli: che, se investiti in varie opportunità, finirebbero magari per subire molto l’effetto delle commissioni.

Non mi dilungo oltre: se vuoi approfondire il discorso «diversificazione», leggi «Come investire soldi?».

A chi puoi rivolgerti?

Foto di Tumisu da Pixabay

Recita un vecchio proverbio: «Chi fa da sé fa per tre». Certamente, però, non è affatto detto che tu debba diventare un guru degli investimenti anche se, indubbiamente, più è alto il tuo livello di comprensione delle metriche collegate, più sarai in grado di confrontarti con il professionista di livello designato a consigliarti.

Per quel che mi riguarda, le banche non hanno il livello di professionalità sufficiente per gestire al meglio le tue risorse. Al contrario, le private bank in genere sono molto orientate al profitto del consulente. Infatti, lui ti seguirà e, con buona probabilità, cercherà di far rendere i tuoi denari. Ma terrà un occhio di riguardo anche alle commissioni, che sarà in grado di generare per sé stesso.

Scegliendo opportunità più costose – però più remunerative per il consulente – finirai per perdere buona parte del tuo rendimento. La commissione è certa, mentre il tuo rendimento non è sempre sicuro. Quando si esce dal reddito garantito, nel mondo degli investimenti finanziari, il rischio cresce enormemente, ed è più che possibile che in un anno tu possa rimetterci, anziché guadagnarci. Le commissioni invece, nel bene o nel male, arriveranno sempre nelle tasche delle varie istituzioni finanziarie che gestiscono i tuoi risparmi. Altrimenti, come farebbero ad essere aziende così profittevoli?

Insomma, se vuoi ottenere il massimo, ritengo che tu debba rivolgerti ad un consulente finanziario indipendente: con costi chiari e trasparenti, lui potrà consigliarti al meglio, in maniera anche molto creativa. Mi sono confrontato con uno di loro su molte questioni: ricordo che stava gestendo, per conto di un cliente, un’operazione immobiliare capace di generare una rendita e, contestualmente, uno sgravio fiscale. Prova a farlo in banca o con un consulente finanziario tradizionale!

Ad ogni buon conto, mi auguro che tu, dopo aver letto quanto ho scritto finora, abbia voglia di «sporcarti le mani». Anche perché nessuno sarà mai interessato ai tuoi soldi quanto te: più la tua comprensione in materia sarà elevata, e più avvallerai scelte intelligenti, tra quelle che ti verranno proposte da un fidato professionista.

Dunque, ecco una serie di opportunità, in cui potresti ragionevolmente investire i tuoi amati 50.000 euro.

Immobili da reddito

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Inizio da quella che, a mio avviso, è la migliore opportunità. Perché? In sostanza…

  • Ti fornisce rendimenti sicuri, interessanti.
  • Ti permette di mantenere il controllo sul tuo investimento al 100%, riducendo il rischio alla grande.
  • Ti consente di usare il debito per enfatizzare il rendimento e, contestualmente, di ridurre il rischio, proteggendo il tuo prezioso capitale investito.

Andiamo ad analizzare ognuno di questi componenti.

Rendimento sicuro ed interessante

Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay

Acquistando un appartamento da porre a reddito, a seconda del tipo e della zona in cui si trova l’immobile, potrai conseguire un rendimento che parte dai pochi punti percentuali all’anno fino ad oltre un punto percentuale al mese. In generale, minore è il rendimento, maggiore sarà l’interesse dell’immobile come oggetto in sé: dovrà apprezzarsi quale valore commerciale. Viceversa, più il rendimento sarà elevato, più l’immobile sarà di scarso valore.

Ad esempio, mi riferisco anche a una casa popolare in un brutto quartiere, in grado però di garantire una rendita molto elevata da locazione. Lasciando stare operazioni d’acquisto particolari, questi sono grosso modo gli estremi. Attualmente, per essere giudicato un immobile da reddito, il rendimento minimo dovrebbe essere attorno al 5-6%, in modo da sfruttare la potenza del debito. Conseguire, senza grossi rischi, un rendimento del 5-6% lordo, ritengo sia già molto buono.

Immagino già cosa stai pensando… «Ma le tasse sugli immobili sono altissime!». Devo dissentire. La tassazione sulle rendite finanziarie, lasciando stare tutti gli altri costi correlati comunque presenti, è del 26%. Posseggo molti immobili e posso dirti, che, mediamente, pago un 20% di tasse. Circa 6 punti percentuali in meno. Se vuoi approfondire l’argomento, leggi «Investire in appartamenti da affittare? Sei sicuro di guadagnarci?».

Mantenimento del controllo

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

In alternativa, potresti aver pensato: «Ma nessuno paga l’affitto! Dopo, mi toccherà non solo non incassare nulla, ma anche spendere soldi in un avvocato!». Anche qui devo dissentire.

Se non affitti al primo che passa, e stai abbastanza attento a chi concedi il tuo prezioso immobile, è piuttosto raro che tu possa avere problemi. Comunque, anche in questo caso, al limite ridurresti i tuoi guadagni: l’appartamento, però, resterebbe sempre tuo. Con un qualunque investimento finanziario, nella migliore delle ipotesi, recupereresti il 30-40% del nominale. Una bella differenza.

Questo avviene perché hai il controllo. Sei tu, nel bene o nel male, che stabilisci a chi affittare. E nessuno ti ruberà la tua preziosa gallina dalle uova d’oro. Non la consegnerai in mani altrui, come avviene quando acquisti un qualunque strumento finanziario, dove consegni i tuoi risparmi nelle mani di altri soggetti, con la speranza che ne facciano buon uso e che, soprattutto, te li restituiscano come promesso.

La forza buona del debito

Foto di RitaE da Pixabay

Come amo ripetere, se vai in banca e chiedi un prestito per acquistarne le LORO azioni, con molta probabilità, la tua richiesta verrà respinta. Invece, se vuoi acquistare un immobile qualunque, ecco che, come per magia, arrivano senza grossi problemi ad erogarti l’80% della tua spesa.

Ma come? Ti danno soldi per un immobile qualsiasi e non per acquistare le loro azioni?… Ma ti sembra normale?

Il debito, nelle operazioni immobiliari, per quanto magari non ti piaccia, è un tuo grosso alleato. Per carità, è sicuramente pericoloso utilizzarlo: se ben gestito, però, ti dona enormi vantaggi.

Anzitutto, per quanto strano ti possa sembrare, abbassa il rischio della tua operazione immobiliare.

Non sei convinto? Ecco i fatti.

Se acquisti un immobile da 100.000 euro e non ti pagano l’affitto, qualora tu non abbia altre risorse da parte, sarai in grosse difficoltà. Lo Stato pretende comunque le sue tasse e dovrai certo saldare anche le spese condominiali. Non solo le tue, ma anche del conduttore. Con molta probabilità, difatti, visto che è moroso, non sta pagando.

Se invece hai sborsato solamente 20.000 euro (utilizzando un mutuo 80% LTV), con i tuoi 80.000 euro rimasti potrai pagare queste spese senza problemi. «E le rate del mutuo? Quelle non le avrei avute pagando cash!», dirai tu. Beh, se tu avessi utilizzato un mutuo con i soldi risparmiati, potresti pagare agevolmente molto più di vent’anni di rate… Qual è il problema???

In secondo luogo, il debito è in grado di aumentare il rendimento del capitale investito. Questo effetto positivo è conosciuto come «leva finanziaria». Il medesimo effetto positivo è applicabile a molti altri aspetti della tua vita. Se vuoi saperne di più, ti consiglio di leggere «Arricchirsi con l’effetto leva. 5 leve per moltiplicare il tuo successo!».

Che cos’è la leva finanziaria? Semplice. È ciò che ti consente di abbassare il tuo rendimento nominale, perché dovrai sostenere il pagamento della rata del mutuo. Però, sul capitale che effettivamente andrai ad investire, il rendimento percentuale sarà maggiore.

Ad esempio, se, anziché di pagare cash un appartamento di 100.000 che rende 6.000 euro annui di affitto, utilizzassi un mutuo di 80.000 euro (80% LTV), dovresti utilizzare solo 20.000 euro di capitale. Il mutuo ti costerebbe circa 3.200 euro annui. Per questo motivo, lo scenario sarebbe il seguente:

  • Senza mutuo: 6.000 euro su 100.000 investiti = 6% di rendimento.
  • Con mutuo: in questo caso, avresti un flusso attivo di soli 2.800 euro. Il tuo valore nominale sarebbe più basso (6.000 euro – 3.200 euro per il mutuo), ma investiresti solamente 20.000 euro (100.000 euro – 80.000 di mutuo). Questo significa: 2.800 euro su 20.000 euro investiti = 14% di rendimento. Senza contare che hai ancora gli 80.000 in tasca, da investire dove meglio credi.

Infine, il mutuo protegge il tuo investimento. La rata che paghi ogni mese non è composta di soli interessi, ma anche di capitale. Nella valutazione qui sopra, abbiamo considerato che fosse solamente una spesa. In realtà, però, ogni anno tu aggiungi qualcosa al tuo capitale iniziale.

Ad esempio, se dopo 7 anni tu vendessi il tuo immobile allo stesso prezzo d’acquisto, ti troveresti anche un extra guadagno di circa 16.000 euro. Un bel rendimento extra dell’80%! Un miracolo? Tutt’altro. In questi 7 anni avresti ripagato 16.000 euro di capitale ed il tuo debito residuo non sarebbe più 80.000, bensì 64.000 euro. Quindi, vendendo il tuo immobile a 100.000 euro, ti rimarrebbero in tasca 36.000 euro (20.000 euro iniziali + 16.000 euro di capitale ripagato).

Prova a pensare se tu lo vendessi ad un prezzo più alto. Non solo avresti guadagnato un 14% dal tuo investimento mentre lo possedevi, ma avresti pure un extra rendimento del 100% o più dopo soli 7 anni. Stai pensando che gli immobili calano solo di prezzo e non crescono mai? Mi permetto di dissentire. Tuttavia, lasciando stare previsioni che nessuno può confermare, soffermati sui dati conosciuti. Saprai che, nell’ultimo anno, le materie prime in generale sono più che raddoppiate. Ebbene, dal momento che un’abitazione è una sommatoria di materie prime, e che costruire oggi costa molto più di quanto non costasse ieri, non pensi che il tuo immobile si apprezzerà nel prossimo futuro?

Contrariamente a quanto potrai pensare, sono più che convinto che potresti investire anche il 100% dei tuoi risparmi in immobili, a patto che tu trattenga il giusto importo a riserva per mitigare il rischio. In poco più di 7 anni, avresti riavuto indietro, sotto forma di interessi, i tuoi 50.000 euro, pronti per essere impiegati in un’altra avventura!

Se non vuoi impazzire, cercando il miglior investimento possibile, visionando decine di immobili e trattando con numerose agenzie immobiliari, ti informo che puoi acquistare direttamente da noi uno dei nostri appartamenti già a reddito, che potremo anche gestire per tuo conto, lasciandoti solamente il piacere di incassare l’affitto.

Crowdfunding immobiliare

Foto di Tumisu da Pixabay

Come avrai intuito leggendomi fino a questo punto, ritengo l’opzione immobiliare diretta sempre la migliore.

Non tutti però vogliono possedere effettivamente l’immobile. Piuttosto, magari, vorrebbero godere solo dei rendimenti interessanti che questa opportunità è in grado di offrire. Aggiungo anche che non tutti vogliono investire quanto necessario per fare da soli e, utilizzando il crowdfunding immobiliare, è possibile «abbassare la posta in gioco», investendo cifre anche molto contenute.

In questo specifico caso, puoi gestire la cosa in maniera molto simile ad un qualunque prodotto di investimento finanziario, affidandoti a professionisti di settore. Questa particolare forma di investimento è conosciuta come «crowdfunding immobiliare».

Il crowdfunding immobiliare (o Real Estate Crowdfunding) è una particolare tipologia di raccolta rivolta al pubblico, che permette agli investitori di finanziare progetti imprenditoriali legati al settore immobiliare. Le piattaforme che consentono di investire nel crowdfunding immobiliare possono essere di diversi tipi.

  • Le piattaforme equity: qui ogni utente interessato sottoscrive quote di capitale di rischio della società titolare del progetto imprenditoriale.
  • Le piattaforme lending: basate sulla concessione di un prestito ai promotori del progetto immobiliare, rimborsato poi attraverso una remunerazione fissa o indicizzata.
  • Le piattaforme ibride: utilizzano, invece, entrambi i sistemi.

Tuttavia, ritengo inopportuno investire il 100% dei tuoi risparmi in questa opportunità. Più utile è impiegarne una parte, investendo quanto rimanente in un’altra opportunità meno rischiosa: un rendimento medio sufficiente a conservare il potere d’acquisto dei tuoi soldi, riuscendo a battere l’inflazione.

Criptovalute

Foto di Jae Rue da Pixabay

Cosa sono le criptovalute? Si tratta di valute digitali conservate in un portafoglio digitale, conosciuto in gergo come «wallet». Molti le snobbano, poiché non sono tangibili. Presto scopriranno, all’avvento delle valute digitali di Stato, che il denaro è già virtuale da molti anni. La principale criptovaluta è Bitcoin e, in ordine di capitalizzazione, è seguita a ruota da Ethereum. Se possiedi solamente questi 50.000 euro, mi sembra esagerato investirli tutti d’un colpo in criptovalute. Al contrario, mi pare quantomeno da considerare l’idea di allocarne una parte, allo scopo di elevare il tuo rendimento medio.

In quest’ottica posso indicarti cosa faccio personalmente: investo i miei Bitcoin ricevendo una rendita del 6,5%, pagata in Bitcoin. Sono stato in grado di approfittare di questa opportunità richiedendo la carta di debito di Crypto, disponibile solo su invito. A parte l’ottimo interesse percepito, questa cripto è cresciuta di prezzo, e continua ad apprezzarsi tantissimo.

P2P Lending

Foto di Gordon Johnson da Pixabay

Un’altra possibilità per investire 50.000 euro consiste nel P2P lending. Di che si tratta?

Il P2P Lending è un innovativo sistema, che ti permette di prestare denaro ad altre persone attraverso l’utilizzo di una piattaforma web. Sei tu che presti direttamente i tuoi soldi ad altre persone, da qui il significato della parola Peer to Peer, in cambio di un certo tasso di interesse. Il tutto da casa e senza doversi rivolgere ad una banca o ad un consulente finanziario. In conclusione, fai la stessa attività che, per anni, hanno esercitato le banche e quindi, come loro, te ne assumi tutti i rischi

Comunque, ritengo che questa sia un’opzione più rischiosa del crowdfunding immobiliare: anche i rendimenti medi sono più bassi. Perciò, metto certamente questa opportunità in secondo piano.

Pure il rischio percepito è maggiore: quando presti soldi ad una persona, che garanzie hai che ne farà buon uso? Per quello che ne sai, potrebbe giocarsi tutto ai cavalli… Diversamente, su un’operazione immobiliare, i soldi saranno finiti all’interno degli immobili oggetto di intervento. Di conseguenza, anche se l’operazione dovesse andare male, qualcosa dovresti comunque essere in grado di ricevere.

Ad ogni buon conto, analogamente a quanto avviene per il crowdfunding immobiliare, non investire tutto in questa opportunità. Semmai, utilizzala per salvare il tuo potere d’acquisto, elevando il rendimento medio del tuo capitale al di sopra dell’inflazione.

Azioni

Foto di Csaba Nagy da Pixabay

Le azioni sono sicuramente una buona opzione. Anche in un periodo di alta inflazione, le azioni sono in grado di tenere il passo, pure più degli immobili. Al momento, vedo solo due problemi.

  • In primo luogo, c’è una difficoltà correlata al costo. Quanto sarai costretto a sborsare, per acquistare le azioni di una determinata società? Se il prezzo è alto, ed in questo periodo con molta probabilità lo è, perfino un’ottima società perde di interesse per l’investitore.
  • In secondo luogo, le migliori società, normalmente, non pagano dividendi, o pagano molto poco. A me piace che l’investimento sia adeguatamente remunerato mediante un flusso di cassa: non che lo sia, soltanto o in gran parte, grazie all’aumento di valore dell’investimento stesso.

Comunque, di occasioni d’acquisto nel mercato ce ne sono sempre. Poi, però, quando il mercato storna, come è normale che accada, esse scendono di prezzo. Ed è per questo che, a mio avviso, il momento favorevole per acquistare azioni coincide proprio con gli storni del mercato. Quando i prezzi crollano, e tutti sono pessimisti, quello è il momento giusto per acquistare.

I prezzi non rispecchiano quasi mai il “prezzo corretto”, e viaggiano sopra e sotto tale valore ideale. Nonostante ciò, è come se fossero collegati con un elastico che, di tanto in tanto, li riporta verso la media, la valutazione corretta. Non essere impaziente! ll nostro elastico è molto tirato in questo momento: presto la mega-bolla azionaria in atto scoppierà e potrai approfittarne.

Per uscire da questa logica, più da investitore che non speculatore, molti si dedicano al trading: acquistando e vendendo azioni a scopo speculativo, lucrando sulle variazioni che il titolo ha avuto in un orizzonte temporale molto breve, anche di pochi minuti. Se vuoi acquistare direttamente azioni, puoi utilizzare la tua banca, dove già hai il conto corrente, oppure altre piattaforme online come eToro. Ma il trading è un lavoro serio, che richiede nervi d’acciaio e competenze. Non si impara in due minuti: le ossa te le fai a suon di perdite. Quando il mercato sale, come non ci fosse un domani, sono tutti trader di successo. Appena però si abbassa, vale ciò che ricorda spesso Warren Buffett: «Scopri chi sta nuotando nudo, solamente quando la marea si abbassa».

Fondi comuni

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

I fondi comuni di investimento ti permettono di investire in azioni, obbligazioni, titoli di Stato, criptovalute e molto altro: lasciando così ad altri la scelta delle migliori opportunità. Questo tipo di investimento, infatti, è sicuramente indicato per gli investitori che, per ragioni di tempo o di capacità personali, non sono in grado di fare da soli.

Forse starai pensando: «Ma sono praticamente uguali agli ETF: dove sta la differenza?». Quella principale sta nel fatto che hanno una “gestione attiva”, cioè un gruppo di persone che lavora costantemente per gestire gli investimenti del fondo stesso, per battere il mercato o qualunque altro benchmark di riferimento (un riferimento con cui confrontarsi, per sapere se la gestione è stata vincente oppure meno).

Non tutti i fondi sono uguali: se proprio vuoi acquistare questo tipo di strumento finanziario, ti consiglio di avvalerti dell’ottimo servizio offerto da MorningStar, una società che conosco da decenni, specializzata nell’erogazione di servizi di ricerca e gestione degli investimenti. Utilizzando il servizio, scoprirai quanta differenza ci sia rispetto ai fondi comuni e quanto sia importante scegliere adeguatamente.

ETF

Foto di Markus Winkler da Pixabay

Un ETF (Exchange Traded Fund) è un particolare tipo di prodotto finanziario, che permette di replicare, in modo quasi perfetto, un determinato indice, settore, materia prima, o qualsiasi altro riferimento di tuo interesse. Puoi acquistare e vendere con estrema facilità, come se si trattasse di un’azione. Inoltre, ti consentono di posizionarti long o short: puoi decidere se guadagnare a seconda che il riferimento salga oppure scenda.

La principale differenza, rispetto ad un fondo comune di investimento, sono le commissioni, qui molto basse. Dunque, a te la scelta: preferisci pagare commissioni, ma avere chi gestisce l’investimento, oppure pagare il minimo sindacale e ritrovarti ad avere l’andamento di mercato?

Conto deposito

Foto di Raten-Kauf da Pixabay

Questa opportunità è incredibilmente molto gradita all’italiano medio. Ti prego, però: nel caso in cui tu la stia valutando, pensaci davvero bene. Vale la pena vincolare i tuoi soldi per un periodo di tempo di più anni, per avere poi in cambio solo le briciole?

Queste briciole, fra l’altro, non basteranno neppure a battere l’inflazione. Se hai letto «Inflazione: come questa forza distrugge il tuo potere d’acquisto», sai che è il tuo nemico giurato, quello con cui devi confrontarti per capire se stai gestendo bene le tue risorse. Ognuno è libero di scegliere dove investire i propri risparmi: se scegli tale opportunità sappi già che ci rimetterai… al 100%.

Nel momento in cui scrivo, ho appena controllato l’aumento Istat per un contratto di locazione: ti posso confermare che siamo circa al 3%. Se consideri le tasse, per compensare l’inflazione sarebbe necessario percepire almeno un 4,05%… Ha senso investire, sapendo già di rimetterci?!?

Se l’obiettivo è parcheggiare la tua liquidità in attesa di impiego, posso indicarti cosa faccio personalmente: acquisto oro fisico utilizzando BullionVault.

L’oro oscilla di prezzo: forse potresti anche rimetterci qualcosa, al momento del successivo cambio in euro. Per come la vedo io però, in quest’epoca di enormi incertezze, vale molto di più la protezione garantita dal metallo giallo che tutto il resto. Possedendo oro, infatti, non hai rischio di controparte, bensì l’unica vera moneta con cui otterrai beni o servizi in tutto il mondo, e che potrai convertire in ogni valuta fiat mondiale, con un semplice “schiocco di dita”.

Titoli di Stato

Foto di Vicki Nunn da Pixabay

Devo dirtelo: investire i tuoi amati risparmi in un titolo di Stato non mi sembra proprio una grande furbata. D’altronde, che l’Italia sia sull’orlo del baratro già da molti anni, è più che evidente: le ingenti spese degli ultimi anni, con la scusa del COVID, non miglioreranno la situazione.

L’inflazione sta rialzando la testa e, francamente, penso sia proprio come avvenne negli anni Settanta, quando i Paesi produttori di petrolio dissero agli USA… «Della carta straccia che chiamate dollari, non ne vogliamo più sapere: pagateci in oro d’ora in poi». Ciò portò a quella che viene definita dagli storici come la «crisi energetica del 1973». Essa però, a mio avviso, altro non fu che la crisi della moneta fiat mondiale di riferimento, il dollaro. Il 15 agosto 1971, infatti, il presidente americano Richard Nixon aveva chiuso la «gold window»: non era più possibile convertire i dollari in oro. Gli USA avevano stampato troppa cartamoneta: non c’era l’oro necessario per ripagare tutti quanti stavano iniziando a consegnare dollari in cambio di oro. Penso di aver ben spiegato la questione nell’articolo «Conviene investire in oro?» e «BullionVault».

Comunque, un titolo di Stato è sostanzialmente un prestito che fai allo Stato: dal momento che il debito pubblico continua ad espandersi senza sosta, come può riuscire l’Italia a ripagare le sue obbligazioni? Per uscire da questa situazione di stallo, vedo solo tre possibili scenari:

  • Default. Significa inadempienza, omissione. Siamo abituati a sentirlo da un po’ di tempo in informatica, dove indica lo stato di base di programmi, computer, apparecchi. Più recentemente, però, questa parola è entrata anche nel gergo finanziario per indicare, in sostanza, il fallimento. In particolare, qualora una società (o un’intera nazione) non riesca a rimborsare i propri debiti secondo il piano previsto con i creditori, essa di fatto è inadempiente.
  • Ristrutturazione del debito. Rappresenta un mezzo di risanamento, cui l’impresa in crisi ricorre per tentare di ridurre l’esposizione debitoria ed assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria. È soggetto all’omologazione del Tribunale, ma si tratta comunque di uno strumento negoziale. In termini semplicistici, si può definire come un accordo formato con un numero di creditori, che rappresentino il 60% dei crediti (accordo standard ordinario) ovvero il 30% (accordo agevolato), o ancora il 75% di crediti omogenei appartenenti alla stessa categoria (accordo esteso) e “certificato” dalla relazione di un professionista abilitato, che attesti la veridicità dei dati, nonché l’attuabilità dell’intesa. La sua ratio sta nel consentire il salvataggio dell’impresa e sanare la crisi, garantendo ai creditori non aderenti l’integrale soddisfazione del credito. 
  • Inflazione. La modalità di calcolo dell’inflazione è cambiata negli anni Ottanta, ed ancora nei Settanta: se includessimo cibo ed energia nell’equazione, il valore sarebbe molto più alto. Quindi, già ti sfilano i soldi dalla tasca senza che tu possa rendertene conto, svalutando i tuoi risparmi circa il doppio del tasso ufficiale d’inflazione. Se i tuoi risparmi, in questo caso sotto forma di titoli di Stato, si svalutano, chi pensi che ne trarrà vantaggio? In aggiunta, l’inflazione aumenterà molto nei prossimi anni: le materie prime con cui le aziende creano i beni che vendono sono cresciute enormemente. È solo questione di tempo: prima o poi tali aumenti andranno a caricarsi sul consumatore finale.

Come investire per battere l’inflazione

Foto di Devanath da Pixabay

In tutto l’articolo, ti ho parlato della necessità di investire i tuoi 50.000 euro allo scopo di preservarne il potere d’acquisto, battendo l’inflazione. Ritengo sia questo, infatti, l’unico vero obiettivo da avere sempre in mente. Quindi, prima di concludere, voglio farti un esempio pratico di come dovresti ragionare.

Poniamo che l’inflazione sia al 3% e tu stia valutando due alternative che ti permetteranno di conseguire, rispettivamente, un interesse del 2% e del 10%. Il 2% è relativo ad un titolo di Stato per cui pagherai solamente il 12,50% di tasse, mentre l’altro investimento sarà tassato all’ordinario 26%. Per ridurre il rischio, decidi di investire 10.000 nell’opportunità a maggior rendimento e, prima di agire, verifichi se, investendo in questo modo, sarai in grado di battere l’inflazione.

I calcoli che andrai a fare sono i seguenti.

  • € 10.000: € 50.000 = 0,2 (20% del tuo capitale sarà investito al 10%)
  • € 40.000: € 50.000 = 0,8 (80% del tuo capitale sarà investito al 2%)
  • (2% x 0,8 x (1 – 0,125)) + (10% x 0,2 x (1 – 0,26)) = 1,40% + 1,48% = 2,88%

Dopo aver svolto i calcoli, sai che non è sufficiente investire solamente 10.000 euro e decidi di aumentare la quota dell’investimento più rischioso portandola a 15.000 euro.

Ripeti la tua verifica.

  • € 15.000: € 50.000 = 0,3 (30% del tuo capitale sarà investito al 10%)
  • € 35.000: € 50.000 = 0,7 (70% del tuo capitale sarà investito al 2%)
  • (2% x 0,7 x (1 – 0,125)) + (10% x 0,3 x (1 – 0,26)) = 1,225% + 2,22% = 3,445%

Tutto ok! Sei riuscito nel tuo intento e puoi procedere.

Ricordati che, nella tua valutazione, non dovrai solo avere in mente il rendimento, ma anche il rischio potenziale: se tu presti i tuoi soldi a qualcuno che non te li restituisce, poco importa se ti ha pagato il 10% per qualche anno. Investendo 100, infatti, dopo tre anni avresti percepito 30 di interessi (10 all’anno per tre anni), ma perso 100 di capitale. Concludendo, alla fine ti troveresti con una perdita di 70. Certamente non un buon affare.

Conclusioni

Foto di Here and now, unfortunately, ends my journey on Pixabay da Pixabay

Ti ho mostrato molti modi diversi per impiegare i tuoi 50.000 euro. Ricorda, però, che l’onere della scelta è sempre in capo a te. Non forniamo consigli di investimento: diamo semplicemente la nostra opinione in merito. In base alla scelta che riterrai più opportuna, potrai avvalerti del giusto professionista del caso: se vuoi investire in diamanti, ti rivolgi al gemmologo oppure al panettiere? Comunque sia, ti segnalo che, se hai un dubbio amletico che ti affligge, sono sempre disponibile a parlarne con te. Insieme, potremmo trovare la soluzione più adatta per sciogliere ogni problema.

Ad ogni buon conto, concentrati sempre sul battere il tuo nemico più grande: l’inflazione.

Ha senso investire i tuoi risparmi, sapendo già che sei sconfitto in partenza? Se non batti l’inflazione, la fatica di risparmiare è sprecata: accetti di perdere potere d’acquisto. Figurati: è come se evitassi di bere, mettendo l’acqua risparmiata in un secchio bucato che, converrai con me, non potrà conservarla certo in modo efficace. Pertanto, se hai ben capito il messaggio, non separarti dai tuoi soldi assumendoti un rischio, per quanto piccolo, senza riuscire neppure a sconfiggere il tuo nemico. Studia prima come battere l’inflazione, poi separati dal tuo tesoro.

Un ultimo consiglio: per quanto possibile, resta fuori dal sistema finanziario, iniziando a spostare la tua ricchezza in tutti quei beni che gli Stati non sono in grado di stampare. Chi ha orecchie per intendere intenda…

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Christiano Bernardi
Nel corso della mia carriera lavorativa ho svolto diverse mansioni: sono stato agente di commercio, responsabile di area, responsabile di filiale ed infine, dal 2006 ad oggi, svolgo la mansione di direttore della divisione noleggio della più importante società italiana di prefabbricazione metallica leggera. Da sempre sono appassionato di investimenti e sono sempre andato alla ricerca di modi per poter creare ricchezza. Purtroppo mi sono trovato spesso ad utilizzare un approccio sbagliato. Dal 2014 tutto è cambiato. Mi sono rimesso in forma ed ho iniziato ad investire con il preciso obiettivo di raggiungere la libertà finanziaria. Ora il mio obiettivo sarà quello di aiutare anche te…

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