Flussi di Cassa, Comprendi se stai Generando Valore

da | Mar 6, 2021 | Finanza Personale | 2 commenti

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“Non investire mai in un’azienda senza comprenderne le finanze. Le maggiori perdite in azioni provengono da società con bilanci inadeguati.”

Peter Lynch

Quali sono le condizioni per poter dire che un’azienda è solvibile?

Quando è in grado di generare un cash flow ovvero dei flussi di cassa con i quali poter rimborsare i debiti alla loro naturale scadenza.

L’analisi dei flussi di cassa o del cash flow da un lato aiuta gli imprenditori a pianificare il pagamento dei propri debiti e dall’altro serve alle banche per determinare il merito creditizio dei propri clienti.

Ti faccio notare che uno dei motivi principali del fallimento di un’azienda, oltre alla carenza di esperienza nel settore o all’incompetenza nella gestione, o nella pianificazione delle spese e degli investimenti, è dato proprio dalla mancanza di un adeguato cash flow.

Molti imprenditori si scandalizzano quando a fronte di ingenti quantità di fatturato prodotto non ricevono risposta positiva alla loro richiesta di finanziamento da parte delle banche. Rammenta bene: fatturare non sempre coincide con incassare! E questo gli istituti di credito lo sanno benissimo.

Non è importante conoscere quanto fatturi, bensì è importante conoscere il tuo margine di contribuzione.

Non serve a molto prodigarsi per abbellire il proprio bilancio facendo magari risultare un buon utile…Infatti quando presenterai la richiesta di finanziamento, il funzionario della banca che lo riceverà non avrà alcun potere decisionale in merito. Oggi il fatto di ricevere una risposta positiva o negativa su una pratica di finanziamento dipende da rigidi calcoli matematici.

Il metodo utilizzato per fare questi calcoli è quello del cash flow ed è interessante perché è slegato dalla abilità da parte dell’imprenditore di abbellire il bilancio d’esercizio.

Che cos’è il cash flow?

Foto di Sophie Janotta da Pixabay

Il Cash Flow, rappresenta un indicatore molto importante che è in grado di riassumere tutte le informazioni necessarie per procedere ad una corretta analisi aziendale. Permette di identificare i flussi cassa di un’azienda, in modo tale che tu possa comprendere se un’impresa è in possesso della liquidità necessaria per portare avanti la propria attività caratteristica. Inoltre attraverso, l’analisi dei flussi di cassa, è possibile comprendere quali aree gestionali dell’azienda hanno prodotto liquidità nel periodo e quali invece ne hanno assorbito.

Come si arriva alla determinazione del cash flow (o dei flussi di cassa)?

Nel caso in cui tu sia di fronte ad aziende di piccole dimensioni (come può essere considerata anche la propria famiglia), i flussi di cassa possono essere determinati prendendo il saldo di cassa e banca al 31 dicembre dell’anno di riferimento e sottraendo poi i saldi al 31 dicembre dell’anno precedente. In questo modo, a seconda del risultato positivo o negativo, potremo verificare se abbiamo generato o assorbito liquidità.

Il risultato deriverà dalla buona capacità o meno da parte dell’imprenditore di riuscire ad incassare i crediti nel più breve tempo possibile o anche dalla capacità di dilazionare il pagamento dei debiti verso fornitori.

Se invece ti trovi a dover gestire un’azienda più complessa, che necessita di investire in beni strumentali o che ha aperto linee di credito con la banca, per calcolare i flussi di cassa servirà uno strumento più complesso chiamato rendiconto finanziario.

Che cos’è il rendiconto finanziario?

Si tratta di uno strumento che mette in evidenza sia la solvibilità della tua impresa, ovvero la capacità di rimborsare i tuoi debiti, che la solidità aziendale, ovvero se l’impresa sia in in grado di avere un certo equilibrio patrimoniale o meno. In parole povere ti aiuta a comprendere se il rapporto tra le fonti di approvvigionamento del denaro (mutui, finanziamenti, debiti verso fornitori…) e gli investimenti fatti per generare denaro (acquisto di materie prime, acquisto di macchinari…) consentono effettivamente all’azienda di ottenere un’ottima solidità finanziaria…

Il rendiconto finanziario (cash flow statement) ci permette di tenere sotto controllo il livello monetario di una determinata azienda. Attraverso la predisposizione del cash flow statement riuscirai a rispondere a domande del tipo:

  1. L’azienda possiede disponibilità liquide?;
  2. Quante disponibilità liquide ha?;
  3. Come cambiano le disponibilità di denaro nel tempo sulla base delle scelte di investimento fatte?;
  4. L’azienda possiede sufficienti disponibilità liquide per pagare i debiti che si è impegnata a pagare?

Il rendiconto finanziario si può dividere in tre parti:

  1. Cash flow derivante da attività operative (cash flow operativo): si tratta dei flussi di cassa generati dall’attività principale della nostra azienda. Si parte dall’utile netto (net income) e si andranno a togliere o aggiungere tutti quei costi o guadagni che sono inseriti a bilancio ma che non comportano un movimento di cassa, come gli ammortamenti o gli accantonamenti; Una cosa interessante da verificare è che questo cash flow sia positivo e che rifletta l’andamento degli utili netti.
  2. Flussi di cassa derivanti da attività finanziarie: ovvero si tratta dei flussi di cassa derivanti dalla vendita di partecipazioni o dall’emissione di azioni;
  3. Cash flow derivante da investimenti e disinvestimenti: ovvero relativo all’accensione di nuovi mutui, oppure una rettifica positiva dovuta alla dilazione concessa dai fornitori per il pagamento di attrezzature o macchinari.

Cash Flow: esempio pratico

Foto di Tumisu da Pixabay

Per capire bene cosa si intende per cash flow è opportuno procedere con un esempio pratico.

Supponiamo che Cristina sia la proprietaria di un laboratorio che produce pasta fresca ed altri prodotti artigianali di buona qualità.

Negli ultimi due anni ha incrementato le proprie vendite occupandosi di rifornire alberghi e ristoranti.

Cristina è stata brava ed ha incrementato notevolmente il proprio fatturato. Per poter raggiungere gli ambiziosi livelli di fatturato che si era posta come obiettivo ha dovuto investire in attrezzatura e personale.

I prezzi che applica le consentono di ottenere dei buoni margini, ed infatti alla fine dell’anno il suo Conto Economico mostra un utile di tutto rispetto.

Tuttavia, nonostante il fatturato sia aumentato ed il Conto Economico mostri di avere raggiunto un utile, sul suo conto corrente non ci sono soldi!

Perché?

Cristina non riesce a capire come questo sia possibile. Manca il denaro per pagare le materie prime e quindi la sua attività rischia di saltare!

La colpa è dei flussi di cassa, del cash flow!

Si tratta dei flussi in entrata ed in uscita.

Cercherò di spiegarlo meglio.

Entrate ed Uscite sono legate ai flussi di cassa ma non viaggiano in parallelo.

Che cosa ha determinato le variazioni?

Vediamo l’elenco di ciò che influenza la determinazione dei flussi di cassa.

1) Le variazione dei crediti verso clienti: Si tratta delle fatture emesse e registrate nei ricavi, ma che vengono incassate mediamente a 90 giorni. Bisogna fare la differenza fra i crediti ad inizio anno e quelli a fine anno.

Crediti verso clienti al 31/12/2019 (che andrò a riscuotere l’anno dopo)      420,00 €
+ Vendite contabilizzate nel 2020   2.800,00 €
    3.220,00 €
– Crediti verso clienti al 31/12/2020 (che riscuoterò successivamente e che quindi non devo considerare)      610,00 €
Cash flow relativo alle vendite   2.610,00

Flusso di cassa relativo alle vendite effettuate

2) La variazione dei debiti: i debiti hanno una logica simile ma con effetti opposti. Cristina paga le proprie materie prime immediatamente e quindi fatica a posticipare all’anno successivo i pagamenti:

Debiti verso fornitori al 31/12/2019 (che andrò a pagare l’anno dopo)      390,00 €
+ Acquisti materie prime contabilizzate nel 2020   1.500,00 €
    1.890,00 €
– Debiti verso fornitori al 31/12/2020 (che pagherò successivamente e che quindi non devo considerare)      600,00 €
 Cash flow relativo all’acquisto di materie prime   1.290,00 €

Flusso di cassa relativo agli acquisti di materie prime

3) Variazione delle rimanenze: l’aumento delle richieste da parte dei clienti ha portato Cristina ad aumentare il magazzino, causando un forte impatto sulla liquidità. Si potrà rispondere alle richieste dei clienti, ma si deve anche avere ben chiaro che fare magazzino comporterà uscite di cassa. Di conseguenza ancora denaro che esce dal conto corrente per immobilizzarsi sugli scaffali. Se riuscirà a diminuire il magazzino accadrà il contrario e potrà avere un flusso positivo. Il flusso di cassa è dato dalla variazione delle scorte finali e di quelle iniziali.

Rimanenze iniziali                       630,00 €
– Rimanenze finali                       770,00 €
 Variazione aumentativa che non trova contropartita
nelle variazioni di cassa e che va eliminata dai flussi di cassa
                    – 140,00 €

Cash flow rimanenze

4) L’autofinanziamento: ovvero la differenza fra gli utili netti prodotti ed i prelevamenti su di essi effettuati, in altre parole gli utili netti accantonati a potenziamento del capitale proprio. In questo caso Cristina decide che non vengano distribuiti utili e di reinvestire tutto all’interno dell’azienda.

5) Mutui e rimborsi: Cristina si trova a dover rimborsare la quota capitale relativa a finanziamenti ricevuti in anni precedenti per acquistare attrezzature. Anche questo comporta uscite di cassa.

6) Accantonamento per trattamento di fine rapporto: il fondo trattamento di fine rapporto è caratterizzato dalle indennità liquidate per il TFR pagato e dalle quote che ogni anno vanno accantonate senza dover generare un’uscita di cassa. Queste ultime non comportano alcuna variazione a livello di cassa e pertanto non vanno considerate.

7) Versamenti o conferimento soci: Cristina per avviare l’attività e non appesantirla ulteriormente di spese, ha deciso di conferire l’immobile in cui svolgere l’attività. Purtroppo i conferimenti in natura non comportano alcun variazione a livello di cassa… Diversa sarebbe stata la decisione di conferire denaro…

8) Vendita di partecipazioni: Cristina decide di vendere la partecipazione in un’altra impresa. Questo determina la corresponsione di un corrispettivo che produce un effetto positivo di 200 €.

Una volta che sei in possesso di tutti questi dati, per giungere alla determinazione dei flussi di cassa potresti utilizzare un procedimento analitico oppure sintetico. Dal momento che l’obiettivo di quest’articolo è quello di dare spunti e conoscenze per i meno esperti, mi soffermerò a spiegarti unicamente il metodo sintetico.

Nel procedimento sintetico il flusso di cassa viene ricostruito indirettamente aggiungendo e togliendo dall’utile netto i componenti negativi e positivi di reddito che non corrispondono a variazioni di cassa (come indicato sopra).

Prendiamo sempre in considerazione l’operato di Cristina e della sua attività di pasta fresca.

Supponiamo che l’utile netto ammonti a 200 €, vediamo di costruire il prospetto per determinare come mai Cristina si trova ad avere un ammanco di liquidità:

FONTI
UTILE NETTO dell’attività di Cristina200 €
Ammortamenti+150 €
Accantonamenti per tfr+92 €
Aumento dei debiti verso fornitori materie prime+210 €
Aumento dei crediti verso clienti-190 €
Aumento del magazzino-140 €
Cash flow operativo322
Vendita di partecipazioni+200 €
TOTALE FONTI522
IMPIEGHI
Acquisti attrezzature e macchinari360 €
Rimborso mutui passivi120 €
Estinzioni anticipazioni bancarie0 €
Indennità di fine rapporto liquidate70 €
Dividendi pagati0 €
TOTALE IMPIEGHI550 €
Aumento (diminuzione) di cassa-28
Totale impieghi522 €

Prospetto del cash flow

Dal prospetto sopra esposto risulta chiaro che, se Cristina ha generato un cash flow di 522 euro, ed ha rimborsato le rate dei mutui finanziari per 120 euro, ha liquidato indennità di fine rapporto per 70 ed ha acquistato attrezzature per 360, alla fine dell’anno si è trovata con un ammanco in cassa di euro 28!

Il cash flow nella vita di tutti i giorni

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Finora ho cercato di spiegarti in cosa consiste il cash flow nelle aziende e come riuscire a calcolarlo, tuttavia si tratta di un indicatore che puoi utilizzare anche nella tua vita di tutti i giorni.

Attraverso il cash flow puoi capire da dove proviene il denaro che hai a disposizione, ovvero quali sono le tue fonti di reddito. Si tratta di utilizzare strategicamente il denaro non solo per vivere la tua vita, ma per creare più fonti di reddito per te.

Il problema del cash flow è che poche persone capiscono cosa sia veramente. Credono che l’utilizzo di un budget mensile possa essere d’aiuto nella rappresentazione dei propri flussi di cassa. Ma non è così.

Un budget viene utilizzato per tenere sotto controllo le spese. Si concentra sul porre dei limiti ai tuoi costi, inducendoti a trovare tutti i mezzi possibili per risparmiare denaro. Si tratta di una logica legata alla scarsità e la possiamo definire come l’utilizzo di uno specchietto retrovisore per gestire il proprio denaro. Un budget è solo un pezzo del tuo puzzle.

Il flusso di cassa rappresenta il tuo vero scopo. Si concentra su dove devono essere investiti i tuoi soldi per raggiungere gli obiettivi che hai per il tuo futuro. In questo caso non stiamo guardando nello specchietto retrovisore, bensì attraverso il parabrezza. In questo modo potrai vedere dove stai andando e riuscirai ad indirizzare il denaro verso la creazione di ricchezza e di un reddito più elevato.

Il concetto di cash flow identifica una mentalità di abbondanza e crescita, non una mentalità di scarsità.

Lo scopo di utilizzare un modo di ragionare improntato sul cash flow non è semplicemente quello di far quadrare i conti, ma piuttosto di organizzare correttamente il flusso di denaro, in modo tale da creare ricchezza ed mantenere il giusto livello di debito.

Come costruire un piano basato sui flussi di cassa?

Per realizzare il tuo piano per prima cosa ti suggerisco di individuare ogni anno cinque raggruppamenti di uscite di cassa da tenere in equilibrio:

  1. Risparmio: la prima voce è la più importante e risponde all’esigenza primaria di pagare prima noi stessi. E’ molto importante, ogni volta che si incassano delle entrate, accantonarne una parte almeno pari al 10% per investirle ed generare un cash flow positivo;
  2. Pagamento del debito: importante tenere conto del debito che dovrai saldare ogni anno. Rammenta che il flusso negativo che uscirà dalle tue tasche non dovrebbe mai superare il 40-50% dei flussi in entrata;
  3. Tasse: il nostro socio di maggioranza, lo Stato, è sempre presente e ci domanda di pagare ogni anno una consistente parte di imposte e tasse di cui è necessario tenere conto come uscite di cassa effettive;
  4. Spese mensili regolari: si tratta di tutte le spese necessarie per il tuo vivere quotidiano: alimentari, acquisto di abiti, spese sanitarie, pagamento delle utenze, educazione, divertimento e vacanze;
  5. Spese impreviste non ricorrenti: possono verificarsi spese impreviste e indesiderate, come ad esempio la necessità di acquistare una nuova autovettura, sostituire la caldaia e così via…

Elenca in ordine cronologico le grandi voci di spesa per le quali prevedi di spendere denaro nei prossimi cinque anni. Puoi includere spese universitarie, nuovi mezzi di trasporto, migliorie alla tua prima casa, ecc…

Contemporaneamente è importante includere le risorse che intendi acquisire o in cui investire per fare in modo di generare più entrate in questo elenco. Può trattarsi di un’attività commerciale, dell’acquisto di una proprietà o di qualche altro bene produttivo di reddito su cui intendi investire.

L’importante è sempre cercare di trovare un modo per aumentare le proprie entrate, vale a dire creare flussi di cassa positivi da aggiungere a quelli che già possiedi.

Durante questa fase del processo, non pensare a come pagherai per questi beni di grandi dimensioni, elenca solo quali sono. In seguito torna indietro e concentrati sulle eventuali strategie individuando il modo di finanziare tali acquisti. Prenditi tutto il tempo necessario per completare questo esercizio.

Una volta fatto, scoprirai se il tuo flusso di cassa attuale è in linea con i tuoi piani o se è necessario apportare modifiche. Definire la tua intenzione per il denaro che hai ti consente di iniziare a mettere insieme il tuo piano finanziario in modo strategico e cronologico per cercare opportunità per sviluppare nuove fonti di reddito.

L’obiettivo è in definitiva quello di generare, dai beni e dalle attività in tuo possesso, entrate sufficienti per soddisfare questi acquisti di grandi dimensioni e supportare il tuo intero stile di vita. Solamente in questo modo potrai iniziare a percorrere il sentiero che conduce verso l’indipendenza finanziaria.

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Daniela Ranieri
Fin dall’ottenimento della Laurea in Economia e Commercio, uno dei miei obiettivi principali è stato quello di migliorarmi ed accrescere le mie competenze sia in ambito amministrativo finanziario che personale. Sono passata dall’essere praticante, impiegata di alcune società, responsabile di un’industria farmaceutica veterinaria, all’essere socia e parte attiva dell’azienda di famiglia. In questo momento uno dei traguardi che ho intenzione di raggiungere è quello di sviluppare il nostro blog e fare in modo di aiutare chiunque decida di mettersi in gioco e voglia puntare sulla propria crescita finanziaria e personale.

2 Commenti

  1. PillolaRossa

    Ecco un’altro Articolo di importanza straordinaria per la vita di tutti i giorni.
    È materia oscura ai più, eppure l’analisi del cash flow anche per le persone fisiche è fondamentale per determinare la situazione attuale e programmare quella futura.
    Saluti.

    Rispondi
    • Daniela

      Grazie, sono contenta che tu abbia colto pienamente il messaggio che avevo intenzione di inviare!
      Si tratta effettivamente di argomenti piuttosto difficili ed ostici da assimilare. La mia speranza è quella di fare breccia nella quotidianità delle persone affinché possano riuscire a creare tutti i presupposti per generare valore nella loro vita.
      Saluti.

      Rispondi

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