Scopri la differenza tra azioni e obbligazioni

da | Ott 24, 2021 | Finanza Personale | 0 commenti

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«Il rischio deriva dal non sapere cosa stai facendo»

(Warren Buffett)

Se hai avuto nel corso della tua vita un qualche risparmio da investire, non puoi non esserti imbattuto in azioni ed obbligazioni. Sono, infatti, i principali mezzi di investimento monetari a tua disposizione e finiranno quasi certamente in parte nelle tue tasche, prima o poi.

Leggendo tutto l’articolo fino alla fine, imparerai cosa sono le azioni e le obbligazioni: potrai così fare scelte molto più ragionate in futuro.

Cosa sono le azioni

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

«Il prezzo è quello che paghi. Il valore è quello che ottieni»

(Warren Buffett)

L’azione è un diritto di proprietà su una azienda. Ogni società, infatti, dispone di un determinato capitale sociale, composto da un certo numero di azioni. L’azione ha un valore nominale: quello materialmente conferito dal titolare dell’azienda, al momento della costituzione della società o in un successivo aumento di capitale sociale.

Concentrandoci qui sulle società quotate, sappi che, quando compri un lotto di azioni, acquisti di fatto una piccola parte della società quotata, diventandone appunto azionista. Il collocamento di azioni rappresenta una modalità di finanziamento della società stessa.

Come funzionano le azioni

Quando acquisti un’azione in Borsa, è raro che tu vada a pagare un prezzo inferiore al valore nominale dell’azione stessa: quello che paghi è il valore che il mercato attribuisce al titolo in quel determinato momento.

Essendo azionista, hai diritto a ricevere un dividendo se la società lo distribuirà, nonché la possibilità – per quanto rara – di controllare i libri sociali e partecipare alle assemblee.

Esistono diversi tipi di azioni:

  • Azioni ordinarie. Esse hanno tutte lo stesso valore nominale e conferiscono gli stessi diritti di voto.
  • Azioni privilegiate. Normalmente prevalgono nella distribuzione dei dividendi, ma danno un diritto di voto limitato alle sole assemblee straordinarie.
  • Azioni di risparmio. Solitamente non implicano diritto di voto: in cambio, però, prevedono un pagamento più cospicuo in sede di distribuzione del dividendo.

Puoi acquistare o vendere i titoli azionari delle varie società quotate nelle varie Borse mondiali tramite un intermediario autorizzato, una qualsiasi banca, SIM (Società di Intermediazione Mobiliare) o piattaforma di trading online. Una di queste, molto conosciuta e diffusa, è eToro: essa permette anche di copiare dai trader più esperti, che ottengono i maggiori rendimenti.

Cosa sono le obbligazioni

Foto di Raten-Kauf da Pixabay

I titoli obbligazionari, più comunemente noti come «obbligazioni» o «bond», consistono in prestiti che una società (Corporate bond) o uno Stato (Sovereign bond / Government bond) chiedono alla collettività.

Tali debiti vengono collocati da banche di investimento su mercati specifici, dove diventano liberamente scambiabili in tagli di importo predefinito. Gli interessi sono pagati in misura fissa o variabile e sono comunemente noti come «cedola».

Un’importante differenza tra un comune debito ed un bond è che l’obbligazione può cambiare proprietario molte volte nel corso della vita, dall’emissione alla scadenza, mentre un debito non è quotato e non è scambiabile liberamente.

Ogni bond presenta determinate caratteristiche. Analizziamole insieme.

Principali caratteristiche di un bond

  • Emittente. L’emittente è l’entità – può trattarsi dello Stato, di un’azienda, una banca e così via – che riceve il prestito, emettendo l’obbligazione sul mercato.
  • Rating. Probabilmente avrai sentito parlare delle famigerate «società di rating». Che cosa sono? Te lo spiego subito. Si tratta di istituti intermediari tra gli enti che emettono titoli azionari (aziende, Stati, società pubbliche) e gli investitori (privati o istituzionali). Queste agenzie, svolgendo analisi ed esami dei dati, cercano di capire quale sia la solidità finanziaria dell’emittente. Esse realizzano ricerche ed analisi finanziarie sui titoli azionari e sulle obbligazioni, con l’obiettivo di valutare la stabilità finanziaria dell’oggetto delle loro analisi.

    Gli investitori si muovono sulla base delle stime da loro fornite. Tale valutazione determina, infatti, la «capacità di credito», che viene poi classificata su una scala standardizzata di valutazione, ossia appunto il rating. Le più note agenzie di rating sono tre ed hanno tutte base principale a New York: Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch.

    Le società di rating emettono valutazioni proprietarie, molto discusse, che non sempre trovano collocazione nella realtà. Ricordo ancora numerosi bond di Lehman Brothers contenuti nell’elenco dell’ABI: obbligazioni a basso rendimento e basso rischio, che poi – come certo ricorderai – finirono in default. Il rating, comunque, influenza il rendimento che il bond potrà garantire: più il titolo sarà percepito come sicuro, meno pagherà di interesse – e viceversa.
  • Valore nominale. Al momento dell’emissione, ogni bond ha il suo valore nominale. Anche se è piuttosto normale che venga emessa, e rimborsata, a 100, un’obbligazione può essere emessa con un premio, «sopra la pari», oppure a sconto, «sotto la pari». È possibile, infatti, emetterla sopra la pari, ad esempio per pagare la banca che si occupa della sua quotazione, o anche sotto la pari, qualora sia possibile acquistarla al momento dell’emissione con un piccolo sconto. Solitamente il valore nominale rappresenta anche quanto ti sarà rimborsato a scadenza. Approfondiremo meglio il concetto più avanti.
  • Cedola o coupon. La cedola, o coupon, è l’interesse che ti viene riconosciuto acquistando il titolo. L’interesse indicato è normalmente il tasso di interesse annuo e, a prescindere da questo, la frequenza di pagamento può anche differire. Potrai ricevere, infatti, cedole annuali, semestrali o trimestrali.
  • Durata. Definita spesso anche duration, essa rappresenta il periodo di tempo che dovrai attendere per avere il rimborso del capitale nominale del tuo titolo obbligazionario.
  • Rendimento effettivo. Il rendimento effettivo, chiamato in gergo yield, corrisponde al rendimento che ti troverai ad avere acquistando il titolo in un preciso momento, con una determinata scadenza, ad un definito prezzo d’acquisto.

Come funzionano le obbligazioni

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Nella prassi, le obbligazioni vengono sempre parametrate in centesimi. Dal momento che ogni obbligazione ha un determinato taglio minimo, come 1.000 euro, 5.000 euro, e così via, ragionando in centesimi potrai acquistare un’obbligazione nei seguenti modi:

  • «Alla pari», se la acquisterai esattamente a 100. Ciò significa che, qualora il tuo taglio minimo di 1.000 euro, la pagherai esattamente 1000 euro.
  • «Sotto la pari», se la comprerai ad un valore inferiore a 100. Ad esempio, qualora tu la paghi 99 ed il taglio minimo d’acquisto sia di 1.000 euro, per ogni 1.000 euro investiti ne spenderai solamente 990.
  • «Sopra la pari», se sarai costretto a pagare la tua obbligazione più di 100. In questo caso, qualora tu la pagassi ad esempio 110, significherà che, per ogni 1.000 euro investiti, dovrai sborsarne 1.100.

Attenzione, l’interesse indicato ha poca rilevanza: ciò che conta è quanto viene pagata l’obbligazione. A prescindere, infatti, dall’investimento, la cedola sarà calcolata sul valore nominale, non sul prezzo pagato. Ad esempio, se paghi 130 un titolo che rende il 5%, riceverai cedole di importo pari a 5 (5% di 100), non il 5% di 130. Altro aspetto fondamentale è che, anche se pagherai 130, a scadenza riceverai sempre 100.

Tutto questo vale in termini generali: a volte i bond hanno comportamenti “strani”, che prevedono situazioni particolari. Per questo ti invito a leggere sempre bene il foglio informativo, prima di investire alla cieca.

Principali tipologie di bond

Foto di Yana Miller da Pixabay

Esistono diversi tipi di bond. Cerchiamo di analizzarli insieme.

  • Obbligazioni a tasso fisso. Si tratta del bond classico, senza “stranezze”. È conosciuto come «plain vanilla bond».
  • Obbligazioni a tasso variabile. Il tasso di interesse di questa tipologia di bond è agganciato ad un altro riferimento: quello che, in gergo, si dice «benchmark». Per stabilire il tasso a cui sarà pagata la cedola, al valore del benchmark può essere aggiunto, o tolto, un determinato ammontare di punti base. Per essere più chiari, un punto base corrisponde allo 0,01% e rappresenta la centesima parte di un punto percentuale, mentre l’1% corrisponde a 100 punti base.
  • Obbligazioni «Step-up / Step-down». Si tratta di bond con cedole che presentano un tasso di interesse crescente o calante nel tempo.
  • Obbligazioni zero coupon. Come si può dedurre dal nome, queste obbligazioni sono prive di cedola. Sono emesse sotto la pari, per garantire un guadagno all’investitore: il titolo normalmente si apprezza man mano che il tempo passa e la scadenza si avvicina. Ad esempio, uno zero coupon bond può essere emesso a 70 e rimborsato a 100. I 30 di differenza rappresentano il guadagno per l’investitore.
  • Obbligazioni convertibili. Sono bond che garantiscono la possibilità di essere convertiti in azioni della società che ha emesso il titolo. Se il rapporto di conversione diventa favorevole, via via che il divario cresce, la quotazione dell’obbligazione andrà «sopra la pari» in maniera direttamente proporzionale: il bond potrà essere convertito in azioni di maggior valore.
  • Obbligazioni perpetue. Questo particolare tipo di bond riconosce un interesse sul valore nominale del titolo per sempre: non è prevista una data di rimborso. Dovrai perciò rivendere il titolo ad un altro investitore per rientrare dell’investimento.
  • Obbligazioni strutturate. Qui la lista di obbligazioni sarebbe veramente lunga e, dal momento che molte sono scarsamente usate, racchiudo in questa categoria tutte le obbligazioni “particolari”, assieme a quelle che includono un vero e proprio contratto derivato. Impossibile descriverle: sono tutte diverse. In linea di principio, il neofita non dovrebbe utilizzarle: sono solo per esperti, che sanno ben valutare i rischi insiti nell’investimento.

Il calcolo del rendimento di un’obbligazione

Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Calcolare il rendimento di un’obbligazione è molto semplice: non dovrai far altro che attualizzare la serie di flussi futuri. Il tasso che renderà il flusso pari a zero sarà il tasso interno di rendimento (IRR) del tuo investimento e quindi, il tasso d’investimento al quale andrai di fatto ad investire i tuoi soldi. Potresti utilizzare anche un diverso approccio, volto ad esempio alla conservazione del tuo potere d’acquisto. Come calcolare il valore intrinseco di un bond? Attualizzando il flusso, ad esempio, per il tasso atteso di inflazione. Personalmente, non acquisto un bond da molti anni: l’ultima volta che l’ho fatto ho usato Excel, ma puoi anche utilizzare una calcolatrice finanziaria.

Se invece disponi solamente di una normale calcolatrice, che abbia però almeno la possibilità di elevare a potenza, puoi utilizzare la formula dell’interesse composto, con l’accortezza di dividere anziché moltiplicare. Se hai letto l’articolo sull’interesse composto, saprai già come regolarti, ma cerchiamo comunque di spiegarci meglio per fugare ogni dubbio.

Poniamo che l’inflazione sia al 2% e che tu stia valutando di investire in un’obbligazione che paga un tasso fisso del 3% pagandola 102, sopra la pari, con una scadenza prevista tra due anni ed otto mesi esatti.

I tuoi flussi di cassa saranno: -102 per acquistare il titolo, 3 di cedola tra otto mesi, 3 di cedola tra 20 mesi (1 anno ed otto mesi) e 103, rimborso dei 100 nominali più 3 di cedola, tra 32 mesi (2 anni ed otto mesi).

Il tuo valore intrinseco sarà calcolato come segue. In primo luogo, conteggiamo quanto incidono otto mesi su un anno, facendo questa semplice operazione: «1 anno : 12 mesi x 8 mesi». Il risultato è 0,67 anni. (1 : 12 x 8 = 0,67 anni). A questo punto, per trovare il valore intrinseco di questo bond, non dobbiamo fare altro che attualizzare il flusso di cassa, utilizzando il tasso di sconto, che nell’esempio è pari al 2%, il tasso atteso d’inflazione.

Valore intrinseco = prima cedola attualizzata + seconda cedola attualizzata + ultima cedola e rimborso attualizzati

Valore intrinseco = 3 : 1,02^0,67 + 3 : 1,02^1,67 + 103 : 1,02^2,67 = 103,56

In pratica “sconti” al 2% ogni flusso attivo portandolo ad un valore attuale. In questo modo se spenderai meno del valore attuale del titolo ne avrai beneficiato diversamente non ti sarà conveniente. Perché pagare di più di quanto vale effettivamente il titolo?

In questo caso, essendo il valore intrinseco superiore alla tua spesa di 102, ti converrebbe acquistare il bond.

Puoi approfondire il concetto leggendo l’articolo sul valore attuale netto.

Differenza tra azioni e obbligazioni

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Dalla descrizione che ti abbiamo fatto fin qui, avrai capito che ci sono molte differenze tra azioni ed obbligazioni. Vediamole insieme.

  • Socio o creditore. La differenza essenziale tra azioni ed obbligazioni è lo stato che assumi nell’acquistare il titolo. Diverrai socio, nel caso delle azioni, o creditore, nel caso delle obbligazioni.
  • Dividendo o cedola. Il flusso attivo che riceverai dall’investimento sarà il dividendo, nel caso delle azioni, o la cedola, nel caso dell’obbligazione.
  • Scadenza. Quando compri un’azione, rimani azionista finché non cederai i titoli, o l’azione verrà delistata, acquistata oppure fallita. Viceversa diventando obbligazionista di una società, tranne che nel caso di bond perpetui, riceverai il pagamento alla scadenza dell’obbligazione.
  • Grado di rischio. Nessun investimento è privo di rischio: azioni ed obbligazioni presentano differenti gradi di pericolo. In generale il rischio è più alto con le azioni – più il rating è basso, più rendono, e viceversa – mentre per le azioni la relazione è meno stretta, benché sempre importante. Le azioni sono considerate più rischiose delle obbligazioni perché, se una società avrà problemi e sarà costretta al default (cioè non riuscirà ad onorare gli impegni presi), in qualità di azionista perderai tutto il capitale investito.

    Viceversa, di solito, in qualità di obbligazionista e quindi creditore, riceverai una piccola parte di quanto investito. Ogni obbligazione, però, presenta un differente grado di prelazione nella “catena di risarcimento”. Ci sono due principali tipi di bond: senior e subordinati.  Il mancato pagamento di un bond senior porta la società emittente alla procedura di fallimento; nel caso di obbligazioni subordinate, invece, sarà possibile non rimborsare una cedola oppure non ripagare un bond senza far fallire automaticamente la società emittente. Inoltre, quando verranno distribuite le briciole della liquidazione, i bond subordinati saranno pagati – come lascia presagire il nome stesso – successivamente al soddisfacimento dei creditori non subordinati.

Meglio investire in azioni o obbligazioni?

La risposta a questa domanda è molto personale e dipende dalle proprie necessità: ovviamente, se devo investire per un anno una certa quantità di denaro che so già di dover spendere, la mia esigenza necessariamente influenzerà la mia scelta.

Ad ogni buon conto, quello che posso dirti è che le azioni presentano almeno due vantaggi nei confronti delle obbligazioni.

Vediamoli insieme.

  • “Tengono meglio” nei confronti dell’inflazione. Se hai letto il ns articolo sull’argomento, (link) sai di che cosa sto parlando: di quel “folletto” che si diverte ad aggiornare i costi di beni e servizi facendoli costare sempre di più.  Ebbene, anche nei periodi di iper-inflazione le azioni hanno tenuto molto bene, arrivando a quotazioni da capogiro. Le obbligazioni, di contro, non hanno tenuto il passo, giungendo a perdere potere d’acquisto in maniera molto più marcata.
  • Ti fanno guadagnare di più. Le obbligazioni, forse in parte a causa del primo motivo, rendono assai meno delle azioni. Quindi, se il tuo orizzonte temporale è sufficientemente lungo, perché preferirle alle azioni?

A mio avviso, comunque, sia azioni che obbligazioni vanno messe in secondo piano rispetto all’investimento immobiliare. Qui, infatti, hai tu il controllo: invece, sia che tu presti soldi ad una società sia che tu ne divenga socio, saranno sempre altri ad averlo, e tu non potrai far altro che accettare passivamente ogni loro scelta.

Ultimo ma non ultimo, numerose statistiche mostrano che, anche su orizzonti temporali molto lunghi, guadagnare non è così scontato. Quindi, per quel che mi riguarda, scegli azioni o obbligazioni solamente se il vantaggio è veramente elevato rispetto all’investimento immobiliare.

Se sei interessato all’investimento immobiliare ma non sai da che parte iniziare contattami.

L’alternativa ad azioni e obbligazioni

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Se non vuoi perderti in analisi costose, almeno in termini di tempo, e scelte amletiche, puoi sempre acquistare un ETF obbligazionario o azionario. Gli ETF (acronimo di «Exchange Traded Funds») sono fondi o SICAV a basse commissioni di gestione, negoziati in Borsa come le normali azioni. Si caratterizzano per il fatto di avere come unico obiettivo quello di replicare fedelmente l’andamento e quindi il rendimento di indici azionari, obbligazionari o di materie prime.

Comprando l’ETF, avrai una facile esposizione al mercato di riferimento, azionario o obbligazionario, senza dover fare i conti con i singoli titoli. Se sceglierai un ETF obbligazionario, ti prego di far attenzione al fatto che, diversamente all’acquisto diretto del bond, questa forma di investimento non ha scadenza. Pertanto, per riavere i tuoi soldi, dovrai vendere nuovamente l’ETF. Se i tassi dovessero muoversi in maniera avversa, ciò poco influenzerà l’andamento del titolo e, a scadenza, riavrai i tuoi soldi. Utilizzando l’ETF, invece, potresti subire delle perdite in conto capitale. Mediamente, tuttavia, in un orizzonte temporale di 5/7 anni, l’ETF sarà portato comunque ad assorbire questo effetto negativo che, in ogni caso, non va sottovalutato.

Alternativa fuori dal coro, invece, è rappresentata dall’acquisto di un immobile da porre a reddito. Potrai godere della protezione del debito, che salvaguarderà il tuo prezioso capitale proprio dall’essere intaccato, e ti permetterà guadagni molto più sicuri e prevedibili, lasciando a te tutto il controllo sull’operazione. Valuta subito uno dei nostri immobili già a reddito e guadagna sin dal primo giorno!

Conclusioni

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Azioni ed obbligazioni sono due potenti strumenti di investimento, con cui sicuramente – è il caso di dire – “dovrai fare i conti”. Come hai potuto verificare, essi presentano diverse caratteristiche ed ogni realtà è indicata per rispondere a diverse esigenze di investimento. Ognuno di noi ha poi la sua particolare situazione reddituale, che andrà necessariamente ad influire sulle scelte che faremo. Quindi, non conoscendo la tua situazione, non sono in grado di esprimermi compiutamente.

Come avrai già capito, leggendo questo articolo oppure molti altri sul blog, al momento non sono un grande fan di azioni o obbligazioni, preferendo al momento altre forme di investimento, come appunto ed anzitutto, quello immobiliare.

Ad ogni buon conto, precisandoti nuovamente che non sono un consulente finanziario e che Focus Crescita non fornisce consigli di investimento, posso certamente darti il mio parere personale sulle varie opzioni che magari stai valutando. Se hai bisogno di un aiuto, sono a tua disposizione.

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Christiano Bernardi
Nel corso della mia carriera lavorativa ho svolto diverse mansioni: sono stato agente di commercio, responsabile di area, responsabile di filiale ed infine, dal 2006 ad oggi, svolgo la mansione di direttore della divisione noleggio della più importante società italiana di prefabbricazione metallica leggera. Da sempre sono appassionato di investimenti e sono sempre andato alla ricerca di modi per poter creare ricchezza. Purtroppo mi sono trovato spesso ad utilizzare un approccio sbagliato. Dal 2014 tutto è cambiato. Mi sono rimesso in forma ed ho iniziato ad investire con il preciso obiettivo di raggiungere la libertà finanziaria. Ora il mio obiettivo sarà quello di aiutare anche te…

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