Il cambiamento nel futuro del lavoro? Un’opportunità!

da | Ott 31, 2021 | Crescita Personale | 0 commenti

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«Niente api, niente miele; niente lavoro, niente soldi»

Proverbio

Oggi vorrei iniziare con una raccomandazione: resta sempre ben ancorato al presente, senza però dimenticare l’importanza di prefiggerti uno scopo e di cercare di prevedere il futuro. Soprattutto, domandati quale sarà il tuo modo di lavorare in futuro e che tipo di domani attenderà la professione che sceglierai di svolgere.  

Certo, «mica facile!», dirai tu. Un conto è dirlo, un conto è farlo.

Ricordo che, dopo essermi diplomata, non avevo la minima idea di quale sarebbe stato il mio futuro lavoro. Avendo fatto il liceo scientifico, la prospettiva più probabile appariva quella di andare all’Università. A fare che cosa, però?

A questo punto, con Christiano (ebbene sì, ci conoscevamo già), ho cercato di capire e vagliare tutte le mie possibilità. Quali sarebbero stati i lavori più richiesti? Quali le lauree più richieste nel futuro? E che dire dei lavori del futuro senza laurea?Insomma: il famoso “pezzo di carta” sarebbe stato davvero così utile e necessario per le professioni del futuro?

Ogni obiettivo è collegato a che cosa deciderai di fare della tua vita domani: quando pensi al futuro, dovrai anche definire quale lavoro svolgere nella tua vita.

Nel contesto attuale, parlando di lavoro del futuro, bisogna avere ben in mente una cosa: ci aspettano numerosi cambiamenti, sia nel modo di lavorare, che nelle nuove professioni che intraprenderai.

Tutto ciò ti spaventa?

Mettiti in testa che, come sempre, tutti i cambiamenti vanno presi come un’opportunità, da sfruttare a tuo favore.

Vediamolo con una storia: si sa che io le adoro, per far comprendere i concetti.

Il gallo e la rondine

Foto di Susanne Edele da Pixabay

In una splendida fattoria viveva un meraviglioso gallo dal piumaggio dorato, adorato da tutte le galline e dai pulcini, che restavano estasiati ogni volta che cantava.

Un giorno una rondine, stanca di volare, atterrò casualmente alla fattoria. Il gallo rimase scioccato dalla sua comparsa e cominciò a lamentarsi, inveendo contro di lei: «Cosa ci fai qui? Tu, con la tua presenza, stai minacciando l’ordine e la pace della mia comunità!». La rondine chiese scusa: disse che non era sua intenzione fare nulla di tutto ciò.

Tuttavia, dato che non aveva fretta, si propose per insegnare a tutti come volare. «Come osi!», le rispose il gallo. «Tu, piccolo uccellino? Non ho alcuna intenzione di imparare a volare! Quale sciocca ed inutile proposta è questa? Inoltre, i miei pulcini devono restare dentro al pollaio, essere sempre a mia disposizione!».

La rondine allora rispose: «Va bene, va bene! Allora buona fortuna. Non ho alcuna intenzione di intromettermi nelle tue faccende personali. Comunque, stai attento: sarai in pericolo finché non riuscirai a sviluppare le tue ali». Poi la rondine se ne andò.

Il giorno seguente, arrivò il contadino: catturò il gallo e lo mise in pentola.

Il cambiamento come leva per lavorare in futuro

Foto di Here and now, unfortunately, ends my journey on Pixabay da Pixabay

Morale della favola?

Non si deve rimanere ancorati al passato: è indispensabile dotarsi di “ali” – diventare una rondine – per imparare a volare, in modo da essere preparati per il futuro. È difficile fare previsioni, soprattutto per il domani che ci attende. In effetti, l’unica cosa che possiamo dire del futuro è che sicuramente sarà diverso dal presente e che sarà necessario essere preparati al cambiamento.

Anche Robert Kiyiosaki ha affermato che la «industrial age» è terminata e che ci troviamo nella «information age». Che cosa significa? Te lo spiego subito.

Durante l’era dell’informazione o dello sviluppo dei computers e di internet, molte risorse e conoscenze risultano a portata di “clic” per tutti. Insomma diventa molto più facile cogliere le opportunità che ti si presentano davanti. Basta un po’ di voglia di fare e di intraprendenza e, anche se non si hanno grosse possibilità finanziarie, si può comunque ottenere qualcosa di speciale. Ovviamente le risorse da sole non sono sufficienti, è necessario sempre utilizzare una buona dose di conoscenza.

Ti faccio notare che spesso ti può essere sufficiente un cellulare per diventare un personaggio popolare!

Secondo il Wall Street Journal, Facebook rappresenta uno dei maggiori esempi di successo raggiunto durante l’«information age».

Tieni ben presente però che il motivo per cui Mark Zuckerberg ha raggiunto risultati così elevati è perché aveva le conoscenze e la preparazione necessaria per saper sfruttare a suo vantaggio le informazioni a sua disposizione e per creare le tecnologie adeguate ad ottenere il massimo da esse.

Quindi tieni ben presente che si tratta di un periodo fantastico in cui vivere, ricco di opportunità da saper cogliere! Non demotivarti! Continua a vedere il cambiamento in atto come un qualcosa da cui trarre vantaggi!

Smart working e nuovo lavoro ibrido

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Questo è vero soprattutto per il mercato del lavoro: molte professioni del passato saranno sostituite e numerose imprese saranno dismesse.

Basta guardare ciò che sta accadendo oggi. Prima, tutti a lavorare in ufficio: poi, complice la pandemia, l’invasione dello smart working. Infine, proprio in questi nostri tempi, la richiesta delle imprese di tornare sempre di più sul posto di lavoro, passando da un lavoro agile “puro”, basato sul “semplice” lavorare da remoto, a un lavoro ibrido – un mix tra smart working e lavoro in ufficio – che richiede alle imprese di riorganizzare il luogo di lavoro del futuro: un ufficio ibrido che garantisca la stessa gradevolezza e comfort del lavorare da casa, ma implementi anche nuove tecnologie digitali.

In sintesi, non c’è ancora chiarezza sul futuro del lavoro: né sulle professioni del futuro e nemmeno su quello che sarà il nuovo modello di lavorare in futuro.

Rammenta quanto accaduto col passaggio dalla carrozza all’auto: tutti i costruttori di carrozza ebbero la tendenza ad ostacolare il processo di innovazione. Tuttavia, chi oppose resistenza fu costretto a soccombere. Al contrario, chi colse l’opportunità del momento, ed abbracciò il cambiamento, trovò comunque il modo per crescere ed arricchirsi.

Potrei citare anche il caso di Kodak: fallita per aver sottovalutato la forza del mercato della tecnologia digitale.

Innovazione tecnologica e tecnologie digitali per le nuove professioni

Foto di kiquebg da Pixabay

Durante la pandemia di Covid-19, abbiamo assistito a drastici mutamenti nelle interazioni sociali: stringere la mano a qualcuno è diventato impossibile, così come condividere il nostro spazio con gli altri. Da qui la necessità di rivolgersi alle macchine: il contatto umano risulta un potenziale rischio per le nostre vite. A questo proposito pensa alle implicazioni positive dello sviluppo della telemedicina, che elimina la necessità di consultazioni faccia a faccia!

Con il personale in congedo, che lavora da casa o in cassa integrazione, le aziende hanno accelerato i loro piani per l’automazione e l’intelligenza artificiale. Da qui l’importanza dell’innovazione tecnologica e di nuove tecnologie digitali nel luogo di lavoro del futuro e nell’organizzazione del modello di lavoro ibrido.

A questo, si sta aggiungendo la difficoltà di reperimento di personale, qualificato e non. Che sia dovuto al fatto di aver scoperto il bello del lavorare da casa? Che per tornare alla vecchia vita si ambisce, magari, ad uno stipendio più elevato?

Il punto è che, non trovando più personale, si comincia a pensare sempre più all’utilizzo dei robot.

Anche per noi in azienda è così: complice la difficoltà di reperimento di operai specializzati, mio fratello ha proposto un robot che possa svolgere il lavoro di due persone. Oppure chissà: magari, un domani non troppo lontano, ci troveremo al ristorante con chef, pizzaiolo e cameriera robot!

Poiché i progressi tecnologici sconvolgono più settori, è chiaro che molti posti di lavoro scompariranno. I lavori più richiesti nel futuro saranno diversi. A confermarlo, anche il World Economic Forum: «Le nuove professioni richiederanno le competenze necessarie per questa quarta rivoluzione industriale, ed è probabile che ci saranno meno occupazione diretta e più contratti e lavoro a breve termine».

Entro il 2050 la metà dei posti di lavoro scomparirà. Un rapporto del World Economic Forum ha rilevato che la metà di tutte le attività lavorative saranno svolte dalle macchine entro il 2025. Il 42% delle competenze di base, richieste per effettuare un lavoro oggi, subiranno un cambiamento. Ad esempio, in un’azienda di 150 persone, 63 di loro dovranno riqualificarsi nel giro di pochi anni.

Inoltre, un miliardo di nuove professioni sarà completamente trasformato dalla innovazione tecnologica. In sintesi, qualunque scenario tu immagini, in tutti i lavori del futuro la tecnologia digitale giocherà un ruolo fondamentale.

Questo era vero anche per il passato, per quanto riguardava tutte le attività professionali cosiddette di fascia bassa. Nei prossimi decenni, tuttavia, con l’evolversi dell’intelligenza artificiale, anche i lavori di fascia alta saranno sostituibili.

Immagina:

  • Computer più abili a diagnosticare patologie di medici esperti.
  • Calcoli complessi che solo i più bravi ingegneri sarebbero in grado di svolgere, potranno essere eseguiti dai computers.
  • L’istruzione, anch’essa in pericolo: domani i professori potrebbero diventare “processori”. Si salveranno solo gli insegnanti più moderni: quelli che saranno in grado di rivendere il proprio sapere online, sfruttando la «information age».

Deprimente?

No. Semplicemente, devi tenere ben presente che uno dei compiti fondamentali della tua vita dovrà essere quello di restare sempre aggiornato e investire nella formazione continua.

In questo periodo di transizione, si potrebbe anche assistere all’utilizzo del «reddito universale». Di che cosa si tratta? Di una sorta di “reddito di cittadinanza” allargato a tutti. Persino Papa Francesco si è pronunciato a favore dell’istituzione di un reddito di base universale e incondizionato, nel suo ultimo libro «Let us Dream: The Path to a Better Future», «Ritorniamo a sognare». «Io credo – sostiene il Papa – che sia giunto il tempo di esplorare idee come quella di un Universal Basic Income (UBI), noto anche come “imposta negativa sul reddito”: un pagamento incondizionato uguale per tutti i cittadini, che potrebbe essere distribuito intervenendo sul sistema fiscale».

La sua visione è legata alla necessità di ripensare il mondo nell’era post-Covid, in cui diventa essenziale «riconoscere il valore per la società di coloro che lavorano senza trarne guadagno. Misure come l’UBI potrebbero aiutare le persone ad essere libere di combinare la necessità di guadagnare un salario con il desiderio di dedicare il proprio tempo alla comunità».

Si tratterebbe, dunque, di una rivoluzione del lavoro del futuro: il primo passo per una trasformazione sociale, che potrebbe accelerare l’avvento di quella «società del gratuito», spesso annunciata da Don Oreste Benzi.

Le due fondamenta dei lavori del futuro

Foto di Momentmal e di Gerd Altmann da Pixabay

Il lavoratore del futuro che vuole seriamente abbracciare le nuove professioni dovrà basarsi su due principi essenziali:

  • Conoscenza, sapere, formazione continua. È indispensabile che tu ti mantenga costantemente aggiornato sul tuo lavoro e sull’azienda per cui stai lavorando. Devi avere abilità specifiche, legate al tuo tipo di lavoro.
  • Abilità comportamentali. È un principio che vale per tutti, a prescindere dall’attività che svolgi: sono le cosiddette abilità di crescita personale (le famose«ali della rondine»). Si tratta di soft skills difficilmente influenzabili dai cambiamenti nel mondo. Sono legate al fatto di essere umani e che ti accompagneranno sempre, indipendentemente da che cosa farai e da dove lavorerai.

Le 5 abilità e le 6 competenze indispensabili per il futuro

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

A mio avviso, esistono alcune abilità umane insostituibili, che ti permetteranno di continuare a crescere anche con la massiccia presenza di robot, pronti a “rubare” molti posti di lavoro.

  1. Creatività. Significa tirare fuori idee, allo stesso tempo, nuove ed utili. Le persone creative sono quelle che riescono sempre a trovare la soluzione ad un problema, mai soddisfatte della prima risposta che trovano. Cercano connessioni nuove, risposte innovative per migliorare le cose.

    Ad esempio, un blogger, un fotografo, un designer, un marketer, una stilista, difficilmente potranno essere sostituti dall’intelligenza artificiale.

    Ti dirò di più. Secondo lo IED, Istituto Europeo di Design, tra i lavori del futuro più richiestidalle aziendeci sono proprio le professioni creative, quali Interior Designer, Art Director & Copywriter, Fashion Designer, Graphic Designer, Illustratore, Brand Manager, Product Designer, Curatore di Mostre ed Eventi Artistici, Social Media Manager e Influencer Strategist, Videomaker.

  2. Pensiero critico. È il completamento della creatività. Chi utilizza il pensiero critico non si ferma alla risposta che gli viene data, ma analizza i fatti per prendere la giusta decisione e sviluppare una vision e strategie per l’azienda.

    Qualche esempio? I direttori capaci di analizzare i dati e fare scelte, i manager, i capi settore HR – Human Resources, Risorse Umane -, o ancora imprenditori e fondatori di start-up.

  3. Self-management. Questo prevede che tu conosca chi sei e che cosa vuoi: che tu riesca a lavorare in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati. È tipica di persone con una forte fiducia in se stessi, focalizzate al raggiungimento di un preciso scopo. Si tratta di avere l’abilità che permette di affrontare serenamente i cambiamenti.

    Stiamo parlando, ad esempio, dei venditori di livello elevato, che abbiano come obiettivo raggiungere un budget ben definito e che, per ottenerlo, debbano ricorrere ad abilità fuori del comune. Anche se i chatbot, software progettati per simulare una conversazione con un essere umano, saranno in grado di venderci qualcosa – tramite essi, già oggi possiamo prenotare un appuntamento o ordinare una pizza – avremo sempre bisogno di consulenza per effettuare gli acquisti più importanti.

  4. Social intelligence. Essa è legata alla intelligenza emotiva: riguarda la comunicazione, la connessione e la collaborazione con gli altri. Chi è dotato di social intelligence è molto bravo ad ascoltare e rispondere motivando gli altri, dando feedback capaci di offrire elementi positivi al gruppo di lavoro.

  5. Gestione dell’attenzione o del tempo. Essa appartiene a persone in grado di dividere il tempo in momenti di attenzione. Si tratta di un’abilità che consente di organizzare al meglio il lavoro per incrementare la tua produttività. Come sappiamo, «non riuscire a pianificare significa pianificare di fallire».

Quindi, prima di lasciare il passo ai robot ed all’intelligenza artificiale, puoi cogliere ancora molte opportunità offerte da numerose industrie e diversi settori.

Tenendo presente le abilità suddette, ecco le competenze che, a mio avviso, diventeranno fondamentali:

  • Pensiero critico.
  • Capacità di applicare i processi decisionali.
  • Competenze sociali ed emotive, in grado di creare buoni comunicatori, negoziatori e persone capaci di gestire gli altri in un ambiente di lavoro che cambia.
  • Competenze tecnologiche. Avremo sempre più bisogno dei software.
  • Creatività. Indispensabile, come dicevamo, in molte attività, fra cui lo sviluppo di strategie di marketing di alta qualità.

Nuove professioni e lavori che spariranno

Foto di ELG21 da Pixabay

I lavori del futuro di successo

Sulla base delle abilità di cui abbiamo parlato, ecco i quattro settori di lavori del futuro nella tecnologia digitale che saranno molto richiesti nei prossimi anni:

  • Software Engineering.
  • Data Science.
  • Machine Learning e AI.
  • Cloud Engineering e cyber security.

Diamo qualche spiegazione su tali settori.

La branca informatica della Software Engineering si occupa dei processi produttivi e delle metodologie di sviluppo finalizzate alla realizzazione di sistemi software. Il Software Engineer, o Ingegnere del Software, è pertanto la figura professionale che si occupa della progettazione, dello sviluppo e dell’aggiornamento di prodotti software. Egli si adopera per la definizione di prodotti che permettano la realizzazione di processi funzionali, innovativi e di qualità.

La Data Science combina più campi, tra cui statistica, metodi scientifici, AI e analisi dei dati, per estrarre valore dai dati. Coloro che si occupano di Data Science sono i cosiddetti Data Scientist, che combinano un’ampia gamma di competenze per analizzare i dati raccolti dal Web, dagli smartphone, dai clienti, dai sensori e da altre fonti, per ricavare insight utili.

Il Machine Learning (ML) è un sottoinsieme dell’intelligenza artificiale (AI), che si occupa di creare sistemi che apprendono — o migliorano le performance — in base ai dati che utilizzano. Intelligenza artificiale è un termine generico e si riferisce a sistemi o macchine che imitano l’intelligenza umana. I termini Machine Learning e AI vengono spesso utilizzati insieme e in modo interscambiabile, ma non hanno lo stesso significato. Un’importante distinzione è che, sebbene tutto ciò che riguarda il Machine Learning rientri nell’intelligenza artificiale, l’intelligenza artificiale non include solo il Machine Learning.

Infine, il Cloud System Engineer è un professionista IT responsabile degli aspetti tecnici relativi a un determinato ambiente cloud. Il suo lavoro include compiti di gestione, di pianificazione, architetturali e di monitoraggio del sistema cloud in azienda. Il Cloud System Engineer ha quindi il compito di mantenere funzionante e funzionale l’infrastruttura cloud aziendale, assicurando che le soluzioni per l’elaborazione e la conservazione dei dati siano adatte e che gli accessi ai dati siano elaborati correttamente, nonché collaborando alla stesura di best practice per i collaboratori. 

Inoltre, in base all’attuale trend di mercato – carbon tax e ascesa della green economy -, immagino uno sviluppo molto consistente dei «Green Jobs»: quelle occupazioni che contribuiscono in maniera incisiva a preservare e/o restaurare la qualità ambientale. Mike Hemsley, team leader dei budget per il carbonio presso il Climate Change Committee, afferma: «Ci sono centinaia di migliaia di persone già impiegate in lavori verdi. In futuro avremo bisogno di altre centinaia di migliaia di persone per fare più cose in tutta una serie di settori».  

I lavori a rischio di estinzione

Ecco alcuni esempi di lavori che, a mio avviso, scompariranno….

  • Lavori nel settore agricolo o dell’allevamento: qui le persone saranno facilmente sostituite da macchine e robot.
  • Postino: sempre meno andremo all’ufficio postale...La PEC prenderà sempre più piede. Inoltre già da alcuni anni inviare la cartolina non è più diffuso…anzi è quasi un’impresa trovarle…
  • Attività di inserimento dati.
  • Tassista.

Conclusioni: 4 consigli per il futuro

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Difficile fare previsioni per il futuro. Tuttavia, voglio darti qualche strumento in grado di permetterti di affrontare i cambiamenti con fiducia.

  1. Non smettere mai di imparare, ovvero investi nel tuo sviluppo personale e non interrompere il percorso verso il miglioramento continuo!
  2. Sviluppa le tue abilità («le ali della rondine»): migliora le 5 abilità che ti ho indicato sopra, la creatività, il pensiero critico. Così diverrai una persona che desidera crescere e migliorare nel proprio ambito lavorativo.
  3. Fai in modo che le 5 abilità diventino per te una mentalità, una parte integrante della tua personalità.
  4. Mettiti nelle condizioni di poter scegliere. Se le tue scelte di vita saranno fatte per necessità come potrai decidere con cognizione di causa cosa è veramente meglio per te? Farai quello che sei costretto a fare per vivere, non avrai scelta sul tuo futuro e lo subirai passivamente.

    Per avere potere decisionale dovrai necessariamente metterti nelle condizioni di investire saggiamente i tuoi soldi in attività, guadagnando quanto prima la libertà finanziaria. Solo a questo punto potrai gestire veramente il tuo futuro nel modo più conveniente per te e non dovrai subirlo in maniera passiva. A tale proposito ti consiglio di leggere gli insegnamenti di padre ricco e padre povero, in cui troverai utili indicazioni da seguire.

In sintesi, sii la «rondine», non il «gallo»: così potrai affacciarti al futuro con fiducia e maggiore serenità

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Daniela Ranieri
Fin dall’ottenimento della Laurea in Economia e Commercio, uno dei miei obiettivi principali è stato quello di migliorarmi ed accrescere le mie competenze sia in ambito amministrativo finanziario che personale. Sono passata dall’essere praticante, impiegata di alcune società, responsabile di un’industria farmaceutica veterinaria, all’essere socia e parte attiva dell’azienda di famiglia. In questo momento uno dei traguardi che ho intenzione di raggiungere è quello di sviluppare il nostro blog e fare in modo di aiutare chiunque decida di mettersi in gioco e voglia puntare sulla propria crescita finanziaria e personale.

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